venerdì 24 luglio 2015



Una delle poesie preferite di Bruce Lee, che elogia il potere del pensiero positivo per affrontare le avversità:
Se pensi di essere sconfitto, lo sei.
Se pensi di non osare, non lo farai.
Se vuoi vincere, ma pensi che non ce la farai,
è quasi certo che non vincerai.
Se pensi che perderai, sei perso.








Perché fuori nel mondo capiamo che
il successo COMINCIA con la VOLONTA' dell'individuo.
Tutto dipende dallo stato mentale.
Se pensi di essere un perdente, lo sei.
Per crescere hai bisogno di pensare in grande.
Hai bisogno di essere sicuro di te stesso per poter
vincere un premio.
La battaglia della vita non è sempre a favore
dell'uomo più forte o più veloce.
Ma prima o poi
chi vince è colui
CHE SA DI POTERCELA FARE!

BRUCE LEE







FONTE:http://www.facebook.com/pages/Pietro-Piccolo-Drago/317355138308066

VIDEO ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO QUA: https://www.youtube.com/watch?v=TT33MnbFl90

ACCOUNT YOUTUBE:pietrojeetkunedo


MUSICA:Enya-Boadicea

Posted on 12:46 by Informazione Consapevole

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http://www.russiainedita.it/Andreev_La_rosa_del_mondo_contenuto.html

"La Rosa del Mondo" comincio' a circolare nel samizdat (letteratura clandestina) nel 1970, ma fu pubblicato in Russia soltanto nel 1991.
Fuori della Russia questo trattato di 800 pagine e stato parzialmente tradotto in inglese e integralmente tradotto in ceco e in spagnolo. 







Ci auguriamo di essere in grado di affrontare l'arduo lavoro di traduzione di quest'opera complessa, al fine di poter offrire anche ai lettori italiani un'integrale e adeguata traduzione, di cui per il momento possiamo anticipare solo il primo capitolo (v. testi tradotti dall'originale) .

"La Rosa del Mondo" - Contenuto essenziale (Gabriele Burrini)
Che cosa dice la Rosa del mondo? Non e possibile qui riassumere i contenuti di questa specie di Divina Commedia in prosa sorta dall'anima russa. Si puo solo dire che Andreev nel suo libro descrive in modo originale e fantastico la struttura dell'universo e tutti i livelli coscienziali del nostro mondo, che egli chiama Adanakar, la cui storia e tutta intessuta dalla lotta fra le metaculture celesti e i mondi antiumani guidati dai demiurghi. Queste metaculture o supernazioni (Zatomis) sono diciotto e vanno dall'antica Atlantide all'Egitto, fino alla Russia celeste e a una civilta finale che si chiamera Arimoiia. Ciascuna di queste metaculture si e espressa in una immagine transmistica: l'Olimpo, il Sinai, la leggendaria citta invisibile di Kitezh sono le immagini transmistiche della Grecia, di Israele, della Russia. Andreev traccia un vasto affresco dei mondi, delle gerarchie, della caduta dell'uomo fino alla manifestazione del demone Gartungr nelle sembianze di Stalin. Poi la nuova speranza e l'apocalissi. Fra due o tre secoli, scrive Andreev, ci sara sulla Terra la Rosa del Mondo: una nuova fraternita umana, una nuova comunita che creera finalmente l'unita delle fedi e delle religioni: una nuova umanita pancristiana che integrera tutte le Chiese del passato e accordera tutte le religioni della Luce. La Rosa del Mondo e un fiore rovesciato: ha le sue radici in cielo e i petali in terra. Lo stelo e la Rivelazione, mentre i petali sono le credenze religiose. Questa nuova comunita umana sara la piu alta manifestazione del femminile sulla Terra. «Per millenni -- scrive Andreev l'elemento mascolino e stato dominante nell'umanita, creando guerre, rivoluzioni, ribellioni. Finora si e proclamato che non solo l'uomo ma anche la donna dovesse essere maschile. Ma ora non solo la donna ma soprattutto l'uomo e chiamato a essere femminile». Il centro ispiratore della Rosa del Mondo sara l'Eterno Femminino, non piu pero concepito come ideale ultraterreno, ma come fusione di Materia e di Sophia, come santificazione della carne. A guidare questa comunita sara un capo carismatico, che sara insieme un genio artistico, una figura morale e un profeta religioso e ci saranno tre sacerdozi spirituali: la gerarchia aurea del Padre, la gerarchia femminile azzurra della Madre Sophia e la gerarchia bianca del Figlio. Dopo due generazioni in cui la Rosa del Mondo porra innumerevoli semi per l'evoluzione dell'umanita ci sara la catastrofe. E qui l'utopia di Andreev diventa apocalissi. Sulla Terra scendera il demone Gartungr, che perseguitera la Rosa del Mondo, tanto che sopravvivranno soltanto dodici Fratelli della Luce, che si rifugeranno in Siberia. Ma poi il regno demoniaco crollera su stesso, scosso dalle tirannie e dal collasso sociale. La seconda Venuta del Cristo segnera il mutamento dell'Eone e la metamorfosi del mondo che durera un altro intero Eone, finche nel terzo Eone il medesimo Gartungr non verra redento. Ma a quel punto il nostro mondo adanakar scomparira dalla dimensione fisica e l'angelo dell'Apocalisse dira che non c'e piu il tempo. Secondo la visione di Daniil Andreev noi uomini del terzo millennio siamo i portatori di questa nuova grande Verita, i preparatori di questa libera comunita dello spirito, ispirata all'Eterno Femminino, che egli pur nella tragedia del Gulag seppe ogni giorno immaginare e sognare come il trionfo della liberta dell'amore, la vittoria della Rosa del Mondo. E la Verita espressa da quella potente corrente sofianica che, risorta nel romanticismo tedesco grazie a un gigante dello Spirito come Novalis, emerge ai primi del '900 in Russia per impulso di Vladimir Solov'ev, Sergej Bulgakov, Pavel Florenskij e altri, mentre in Occidente rivive nell'opera di Rudolf Steiner e con particolare evidenza negli scritti di Massimo Scaligero, il piu moderno filosofo dell'amore sofianico. Questo e il filone spirituale cui appartiene Daniil Andreev.

Posted on 04:04 by Informazione Consapevole

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SONIA SHATALOVA ora ha poco più di 20 anni, vive con i genitori a Mosca. Da piccola le avevano diagnosticato il grave ritardo mentale, poi l’autismo. La diagnosi del grave ritardo mentale rimane tuttora.






Non ha mai parlato, non reagisce agli stimoli esterni.
Un giorno, all'età di 7 anni, sua madre le aveva dato un foglio e una matita, e Sonia aveva cominciato a scrivere. Sapeva scrivere e leggere (!), dimostrando un intelletto sorprendente. I medici a lungo non riuscivano a crederci; difficile farlo se vedi una ragazza che non mangia da sola ed è capace di pronunciare solo alcuni suoni.
Sonia aveva mostrato una capacita “innata” di scrivere in maniera corretta. Secondo i siti che avevo consultato cercando le notizie su di lei, Sonia possiede una sua visione del mondo sottile, che in parte ricorda quella di un famoso mistico russo, Danil Andreev, l’autore del “esotericissimo” libro “la Rosa del Mondo”. Sonia non l’aveva mai letto (è difficilissimo anche per un provato esoterico adulto). Quando la chiedono “come fai a saperlo?”, lei risponde (scrive) : “L’ho sempre saputo”.
E’ telepatica, sa leggere nel pensiero. Scrive poesie. Dopo aver sentito una poesia di Bella Akhmadullina sulla pioggia, aveva scritto che la pioggia ha un volto, il “volto di un bambino malato e saggio”.
Questi aforismi Sonia aveva scritto all’età di 8-10 anni.

FARFALLA: il principale indizio di una felice estate
INFANZIA: l’alba del destino nella vita umana
ANIMA: il vuoto nell’uomo, riempito o da Dio o dal Satana
SAGGEZZA: la misura tra “poco” e “molto”
PENSIERO: la forza più potente del mondo, dopo l’Amore
SCIENZA: conoscenza fondata sul dubbio che non include fede
NOTTE: un ombrello con le stelle
RIPOSO: lavorare con piacere
SUPERAMENTO: lo sforzo dell’anima grazie al quale la mente e il corpo vincono su ogni ostacolo
VITA: soffio della generosità divina sulla natura creata
MUSICA: la canzone di Dio percepita dall’uomo
PECCATO: la crosta sull’anima che separa l’uomo da Dio
VENTO: l’aria che non ama la calma
MUSEO: il tempo in conserva
LIBRO: una cosa che conserva nel tempo le conoscenze e i sentimenti umani
CAVALLO: una felicità grossa e calda, con 4 zoccoli
UCCELLO: un pensiero di Dio sul canto e sul volo
RISO: il medico per un'anima triste
SPIRALE: una linea retta che si è fermata durante la danza
VERGOGNA: il fuoco che libera l'anima dell'uomo dal peccato
URAGANO: il vento che ha perso la ragione
TESCHIO: una piccola scatola dove dentro c'è l'Universo
SFERA: un cubo senza angoli né spigo

Posted on 03:56 by Informazione Consapevole

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http://www.dionidream.com/il-potere-di-adesso/

La testimonianza diretta di come sia possibile trasformare radicalmente la propria vita, uscire dal meccanismo di dolore per riscoprire la pienezza presente proprio qui, proprio ora.



In questo articolo voglio parlare del libro che diversi anni fa mi fu molto utile per aprire gli occhi su quello che stava accadendo nella mia vita e in quella di tutti gli altri essere umani. Mi permise di affrontare grandi situazioni mentali e di cambiare la struttura psicologica ed emotiva.
Ho sempre sentito il bisogno di trovare una risposta che non fosse nella materialità dell’esistenza, un bisogno di verità che non aveva nulla a che vedere con l’ottenere cose o il ricevere affetto. Era come un tarlo che cercava di scavare e andare in profondità alla ricerca della sorgente, del significato di tutto questo.



L’essere umano è come se vivesse in una bolla mentale che non differenzia dalla realtà, vive in un insieme di pensieri emozioni e sensazioni di cui pensa di essere in controllo e attraverso cui filtra ogni evento, e anzi spesso gli eventi non accadono realmente ma solo nella “bolla della mente”
Se si potesse sentire le sette sensazioni (i 5 sensi fisici, i pensieri e le emozioni), lasciarle accadere senza agirle, sentire il loro fuoco o la loro pesantezza nella presenza dell’essere si brucerebbero e scomparirebbero. Potrebbero riapparire successivamente, ma con minore intensità fino all’assenza totale che coincide con la pienezza dell’essere. Questo trasforma completamente la tua vita.
Questi possono sembrare solo concetti, e lo sono nel momento in cui sono letti, ma quando vengono vissuti diventano la tua esperienza e non quella di qualcun’altro. Questo è un invito a migliorare la tua vita.
Ecco alcune frasi del libro “Il Potere di Adesso” di Eckhart Tolle.
Nel momento in cui inizi a osservare la parte di te che pensa, si attiva un livello superiore di consapevolezza. Allora comprendi che esiste un vasto regno di intelligenza oltre il pensiero e che quest’ultimo ne è solo unaspetto minore. Comprendi anche che le cose che contano davvero (la bellezza, l’amore, la creatività, la gioia, la pace interiore) sorgono al di là della mente. E inizi a risvegliarti.
Se riesci a sentire le tue emozioni, non sei lontano dal corpo interiore radioso che sta sotto. Se invece resti prevalentemente nella tua testa, la distanza è di gran lunga maggiore, e hai bisogno di portare consapevolezza nel corpo emotivo prima di poter raggiungere il corpo interiore.
Focalizza l’attenzione sulla sensazione dentro di te. Riconosci che si tratta del corpo di dolore. Accetta la sua esistenza. Non pensarci, non lasciare che la sensazione diventi pensiero. Non giudicare e non analizzare. Non identificarti con esso. Resta presente e continua a essere l’osservatore di ciò che accade dentro di te. Diventa consapevole non solo del dolore emotivo, ma anche di “colui che osserva”, dell’osservatore silenzioso. Questo è il potere di Adesso, il potere della tua presenza consapevole.
Il dolore che voi create adesso è sempre qualche forma di non accettazione, qualche forma di resistenza inconsapevole a ciò che esiste. A livello del pensiero, la resistenza è una qualche forma di giudizio. A livello emozionale, è una qualche forma di negatività. L’intensità del dolore dipende dal grado di resistenza al momento presente, e questo a sua volta dipende dalla forza con cui vi identificate con la vostra mente. La mente cerca sempre di negare l’adesso e di sfuggirlo. In altri termini, più voi vi identificate con la vostra mente, più soffrite. Oppure possiamo metterla così: più siete in grado di onorare e di accettare l’Adesso, più siete liberi dal dolore, dalla sofferenza, nonché liberi dalla mente egoica.
Il piacere deriva sempre da qualcosa che è al di fuori di voi, mentre la gioia nasce dall’interno. La stessa cosa che vi dà piacere oggi vi darà dolore domani, oppure ci abbandonerà, e la sua assenza ci procurerà dolore. E ciò che spesso viene chiamato «amore» può essere piacevole ed entusiasmante per un po’, ma è un attaccamento che causa dipendenza, una situazione di estremo bisogno che può trasformarsi nel suo contrario in un batter d’occhio. Molti rapporti«amorosi», una volta passata l’euforia iniziale, in realtà oscillano fra «amore» e odio,attrazione e attacco.
Ogni negatività è causata da un accumulo di tempo psicologico e dalla negazione del presente.
Disagio, ansia, tensione, stress, preoccupazione (tutte forme di paura) sono causati da un eccesso di futuro e da un’insufficienza di presente.
Senso di colpa, rimorso,risentimento, rancore, tristezza, amarezza e ogni forma di mancato perdono sono causati da un eccesso di passato e da una insufficienza di presente. In definitiva vi è un solo problema:
la mente legata al tempo.
Fate dell’ Adesso il punto focale principale della vostra vita. Mentre nel passato avete dimorato nel tempo e avete fatto solo brevi puntate nell’ Adesso, ora la vostra dimora è nell’ Adesso e fate solo brevi puntate nel passato e nel futuro quando vi è richiesto per avere a che fare con gli aspetti pratici della vostra situazione di vita. Ditesempre «sì» al momento presente.
Il segreto della vita è “morire prima di essere morti”, e scoprire così che non c’è morte.

Posted on 03:46 by Informazione Consapevole

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Edgar Cayce (1877 – 1945) divenne noto, tra gli anni trenta e quaranta, come il “profeta dormiente” per il fatto che dava le sue profezie in uno stato di trance indistinguibile dal sonno. Cominciò a lavorare come fotografo ma, dopo qualche tempo, si dedicò interamente alla diagnosi di malattie per via spiritica. 




Affermava di cadere in trance e di poter “vedere” in questo modo le malattie di una data persona; al termine, formulava una diagnosi e suggeriva una cura (quasi sempre legata all’uso di erbe, al riposo o al massaggio). Cayce diagnosticava anche per posta, senza aver mai incontrato il malato. Per il suo lavoro non si faceva pagare ma, come molti altri medium e sensitivi, accettava donazioni che, nel suo caso, dovevano essere particolarmente ingenti; fu grazie ai doni dei suoi clienti, infatti, che aprì tra l’altro un ospedale (che tuttavia rimase aperto poco più di due anni) e un istituto di studi metafisici, l’Atlantic University (che durò meno di un anno). Dalle ceneri di questo istituto, però, nacque nel 1931, a Virginia Beach, l’Association for Research and Enlightenment, che funziona tutt’ora e ha come occupazione principale lo studio e la diffusione delle “rivelazioni” di Cayce. Quando era in trance, Cayce sosteneva di avere visioni e di ricordare le sue vite precedenti, che comprendevano tra le altre: un guerriero troiano, un discepolo di Cristo, un sacerdote egiziano, ecc.
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Durante i primi anni del XX secolo, mentre psicologi come Sigmund Freud e Carl Jung stavano dimostrando l’importanza clinica dei sogni, Edgar Cayce offriva delle linee guida alla gente per quello che è diventato uno degli approccipiù pratici ai sogni. Centinaia di letture di Cayce si
occupano dei sogni e della loro interpretazione. Forse una delle cose che si riescono a capire meglio grazie all’abbondante materiale è il fatto che ognuno di noi, a livello subconscio, è molto più consapevole – di se stesso, del proprio corpo fisico, di ciò che lo circonda, perfino del proprio stile di vita – di quanto non ci rendiamo conto quando siamo svegli.
Nello stato del sonno apriamo la mente a molti livelli diversi del nostro inconscio. Non solo le nostre esperienze coscienti precedenti sono conservate lì, ma è anche il magazzino di risorse che raramente arrivano alla consapevolezza cosciente. Il subconscio ha dei talenti notevoli per trovare le soluzioni ai problemi. Conserva tutti i nostri desideri, speranze e ricordi di esperienze passate e può inoltre aiutarci nell’introspezione, offrendoci una guida pratica per qualsiasi problema. Ci dà persino la possibilità di avere esperienze psichiche.
I sogni possono diagnosticare le cause dei nostri disturbi fisici, indicare i pensieri e le emozioni a cui abbiamo cercato di passar sopra, e spesso dare suggerimenti per migliorare i nostri rapporti con gli altri. Mentre sogniamo possiamo diventare consapevoli di tutto il nostro essere – fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Le letture di Edgar Cayce presentano i sogni come il modo più facile e naturale per noi per aprire una linea di comunicazione con il nostro sé interiore, più elevato, e come un’occasione che non dovremmo mancare.
Chiavi per interpretare i sogni – Tutti i sogni non sono che il linguaggio delle condizioni nel sé mentale, fisico o subconscio.
Per interpretare un sogno Cayce suggerisce cinque punti:
1) Il tema del sogno: che cosa succede a chi? Cercate di descrivere il sogno in due o tre frasi. Ciò funziona molto meglio che “decodificare” tutti i simboli nel sogno.
2) Esplorate il contenuto emotivo del sogno unitamente al tema. Dà la sensazione di essere un sogno positivo? Un sogno frustrante? Un sogno spaventoso? Un sogno ispirante? Che sensazione lascia? Spesso l’emozione nel sogno corrisponde ad un’esperienza emotiva simile nella vostra vita da svegli.
3) Stabilite se il sogno è da prendere alla lettera o se è metaforico. Per esempio, vedendovi mangiare una lattuga nel sogno può indicare il bisogno di sostanze nutrienti specifiche o di un cambiamento nella vostra dieta. Le informazioni sull’automobile che state guidando potrebbero essere connesse letteralmente con l’automobile oppure, metaforicamente, potrebbero essere collegate con la direzione della vostra vita. La morte è spesso metafora per un cambiamento e una transizione. La nascita è spesso metafora per un nuovo inizio.
4) Cercate di analizzare il sogno confrontandolo con eventi correnti nella vostra vita. Principalmente i sogni possono servire come mezzo per il vostro subconscio che lotta contro problemi, preoccupazioni o sentimenti che sono presenti nella vostra mente cosciente. In altre parole, spesso i sogni mettono a confronto e in correlazione gli eventi della giornata.
5) Cominciate con i simboli. Spesso ogni caratteristica e simbolo nel sogno rappresenta un aspetto di voi stessi. Per esempio, un cielo può rappresentare la parte più elevata di voi (pensieri o spiritualità). Un’automobile può rappresentare il vostro corpo o la direzione attuale. Una casa può indicare la vostra situazione attuale o voi stessi. Qui è utile un dizionario integrale o un buon dizionario di simboli.
L’interpretazione dei Sogni
“Come dovrebbero essere interpretati i sogni? … correlate quelle verità che vengono rappresentate in ogni singolo sogno … ed usate questo per lo sviluppo migliore, ricordando sempre che svilupparsi significa andare verso le forze superiori, o il Creatore.” (3744-­4) Le letture insistono sull’importanza del giusto atteggiamento per lavorare col sogno: In questa particolare esperienza quindi, il corpo deve avvicinarsi a questo con lo scopo giusto, se si vuole che venga dato nel modo che verrebbe compreso dal corpo. Sebbene lo si possa spiegare, o – per così dire chiarire per la coscienza dell’entità, “intera reazione deve essere unicamente nel sé, se il corpo vuole essere in grado di applicare ciò che ha ottenuto
dall’esperienza. Poiché ricorda, queste sono solo illustrazioni, e non un mezzo di fuga …” 4167-1 Il passaggio suggerisce che l’interpretazione che sta per essere data verrà compresa dal sognatore solo se egli si assume la responsabilità per il messaggio che proviene dal suo sé interiore.
In questo caso non c’è da stupirsi del fatto che secondo le letture siamo noi stessi i migliori interpreti dei nostri sogni: “Come abbiamo detto rispetto alle visioni o esperienze degli individui, essi stessi possono essere i migliori interpreti delle loro esperienze, a condizione, certamente, che ci sia il tentativo, il desiderio in ciascuno di sapere, e la buona volontà di essere guidati o diretti da quelle influenze.”
262-41 Sappiamo che il messaggio del sogno viene trasmesso in simboli, e qualsiasi immagine può avere interpretazioni molteplici, ma qui conta il contesto in cui il simbolo appare. Un significato giusto è quindi quello che ci porta verso un’applicazione che ci aiuterà ad ottenere una comprensione del suo messaggio.
Alcuni libri:

Posted on 03:34 by Informazione Consapevole

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Di Alessandro Moriccioni
“Chi prima ha vissuto senza consapevolezza
Ma successivamente è divenuto consapevole,
illumina questo mondo
come la luna che esce da una nuvola”.
Dhammapada (Antico testo buddista vers.13,6)
Martedì 13 marzo 2007
Copertina del libro "Lem armi segrete di Hitler"
Copertina del libro “Lem armi segrete di Hitler”
Stavo finendo di organizzare una conferenza, prevista per il 24 marzo, ed ero impegnato a girare per la Capitale negli ultimi frenetici preparativi.
Decisi di recarmi dal direttore di Mystero, Luigi Cozzi, per fargli avere un articolo inerente un dibattito al quale avevo partecipato giorni prima. Durante quell’incontro gli proposi di partecipare come relatore ad un breve seminario su un qualsiasi argomento ed il dottor Cozzi ebbe un’idea entusiasmante.
Aveva, tempo prima, ricevuto una telefonata del giornalista Luigi Romersa, il quale tessé le lodi della nostra casa editrice, per aver pubblicato un libro piuttosto controverso sul mistero dell’atomica di Hitler. Il volume, scritto da Joseph P. Farrell s’intitola proprio La Bomba Atomica di Hitler ed è un saggio difficile da prendere in considerazione se si pensa che la storia scritta nei libri di scuola sia priva di ombre. Romersa si complimentò molto sottolineando quanto fosse importante ciò che Farrell aveva riportato nella sua opera.
Quando sentii quel nome non credetti alle mie orecchie ed esclamai: “Luigi Romersa, l’uomo che ha visto l’atomica nazista?”.
 Luigi Cozzi rispose affermativamente facendo un cenno col capo. “Si potrebbe invitarlo a presentare il libro di Farrell, sarebbe felice, penso, di farlo. Considera che lui è la prova vivente che questa non è una tesi ma una realtà storica. Si tratta di una fonte autorevole che non può essere smentita. Senti se è disponibile e magari intervistalo. Sì, mi farebbe piacere che lo intervistassi”.
Ero entusiasta. Intervistare il grande Luigi Romersa. Era un’occasione unica.





Sapevo chi fosse Romersa perché più di una volta mi era capitato di vederlo in televisione. Molte trasmissioni documentaristiche lo avevano invitato a partecipare alle ricostruzioni riguardanti la Seconda Guerra Mondiale. Non dimentichiamo che egli era un vero esperto e dalle sue memorie di corrispondente di guerra per giornali quali Il Messaggero ed Il Corriere della Sera, aveva tratto splendidi volumi storico-militari.
Ma era soprattutto per ciò che aveva affermato nel volume Le Armi Segrete di Hitler, che tutti lo volevano. Senza mezzi termini o incertezze, scrisse di aver partecipato come osservatore inviato dal Duce, Benito Mussolini, al test di un’esplosione atomica, a Rugen in Germania nel 1944.
Di per sé l’affermazione sembrerebbe una fantasia. Peccato che non sia affatto una fantasia ma l’agghiacciante verità, documentata, sul possibile corso che la storia avrebbe potuto prendere se la guerra fosse durata qualche mese in più. Gli storici, prima o poi, dovranno rettificare alcune affermazioni perentorie fatte senza conoscere i fatti.
Comprai e lessi immediatamente quel suo libro, che tante volte avevo sfogliato in libreria, restando d’accordo col dottor Cozzi che avrei quanto prima contattato Romersa per proporgli l’intervista.
Gli telefonai quel pomeriggio stesso, provando uno strano timore reverenziale. Dopotutto stavo per parlare con un uomo che era perfino stato intimo amico di quel genio tedesco che fu Wernher von Braun, ideatore delle V2 e padre dell’astronautica americana. Romersa era uno degli ultimi sopravvissuti di un’epoca ormai definitivamente andata.
Romersa corrispodnente di guerraMi presentai alla moglie che me lo passò immediatamente.
“Pronto?” Mi rispose una voce tremante.
“E’ il dottor Romersa?” Chiesi titubante seppure avessi la certezza che si trattava di lui, e senza aspettare continuai: “Mi chiamo Alessandro Moriccioni, la chiamo per conto della rivista Mystero per proporle un’intervista…”
La voce di Romersa si schiarì un poco: “Eh, mio caro, non riesco a parlare bene, lei mi capisce… Sente, immagino, che non ce la faccio. Sono stato male”.
Rimasi di stucco e replicai: “Mi spiace moltissimo. La chiamavo anche perché col dottor Luigi Cozzi pensavamo d’invitarla alla presentazione del libro di Farrell La Bomba Atomica di Hitler e ci avrebbe fatto piacere avere la sua testimonianza…”
 Lo sentii accennare un sorriso e rispondermi: “Eh, magari ragazzo mio. Sono quattro anni che non mi muovo di casa. Ma mi ricordo bene di quel libro. E’ stato davvero importante che lo abbiate pubblicato. Davvero un bel libro”.
Fu strano sentirlo parlare al telefono. Non mi disse granché, ma la gentilezza nella sua voce mi fece sentire come un nipote che chiede al nonno per l’ennesima volta:“Mi racconti di quando facevi il militare?” Così pensai di concludere in modo pratico:“Non voglio ovviamente importunarla oltre, quando pensa che potrei ricontattarla?”
“Guardi” Mi disse. “L’intervista gliela concederò molto volentieri non appena mi sarò ristabilito. Se il buon Dio vorrà darmi il tempo lo farò con piacere. Mi lasci qualche giorno… sì, mi richiami tra qualche giorno e lo farò senz’altro”.
Gli promisi di richiamarlo la settimana successiva e lo ringraziai salutandolo e scusandomi con lui per il disturbo.
Attaccai la cornetta del telefono tremando. Avevo sì parlato con Romersa, ma ebbi subito un brutto presentimento. Sperai con tutto me stesso che quell’uomo, che tante volte avevo visto in televisione ripercorrere così lucidamente il proprio avventuroso passato, tornasse ad essere quello di sempre. Lo storico che aveva vissuto la storia, il mito che avevo imparato a conoscere. Anche se mai di persona.
Ero frastornato e lo rimasi per tutta la settimana, aspettando con impazienza il momento in cui avrei dovuto chiamarlo nuovamente.
Lunedì 19 marzo 2007
Il necrologio apparso sul "Tempo"
Il necrologio apparso sul “Tempo”
Fremevo. Era tutto il giorno che pensavo di chiamare Romersa. Alle 16:35, subito dopo aver scritto l’ultima domanda che intendevo fargli, decisi di telefonare.
Composi il numero con uno strano timore. Diverso da quello che avevo provato la prima volta.
Una voce femminile, molto calda ed affabile, mi rispose dall’altra parte. “Sì, chi è?”
“Mi scusi per il disturbo signora, mi chiamo Alessandro Moriccioni sono della rivista Mystero. Potrei parlare cortesemente col dottor Romersa?” Dissi di getto.
Per un paio d’interminabili secondi non ebbi risposta. Poi notai una lieve incertezza nella voce della mia interlocutrice. “Lo cercava per un’intervista?” Mi chiese.
“Sì, eravamo d’accordo che lo avrei richiamato questa settimana…” Risposi interrompendomi quasi subito. Avevo percepito una strana sensazione di disagio. Ma non capii immediatamente da cosa fosse provocata.
“Mi spiace, sono la moglie. Forse lei non lo sa ma mio marito è morto sabato…”
Fu un colpo dritto al cuore. Detto con dolcezza e serenità, devo ammetterlo, ma fu come ricevere un pugno nello stomaco. Non sapevo che dire.
“Mi scusi tanto signora… le faccio le mie più sentite condoglianze, non lo sapevo, sa per via del lavoro non ho avuto modo di leggere i giornali”.
Mi rispose lei molto cortesemente: “Non si preoccupi, posso capire. Vedrà che molti altri telefoneranno non avendone avuta notizia, anche se oggi è uscito un articolo su Il Tempo. Sa, mio marito stava male da un po’ di tempo, ormai. Da un mese a questa parte era costretto a respirare con la bombola d’ossigeno. Aveva novant’anni, capisce? Ma comunque di uomini come lui non ce ne sono più, era l’ultimo del suo stampo!”
Concordai commosso da quelle parole proferite con straordinaria fermezza e con un palpabile profondissimo affetto. “Era un uomo straordinario, signora…” Dissi sinceramente. “Di uomini come lui non ne esistono più”. E conclusi: “Comunque la prego di accettare ancora le mie scuse e le più sincere condoglianze da parte di tutta la Redazione”“La ringrazio” Mi rispose. “Presto leggerò tutte le lettere che sono giunte a cordoglio. Appena ne avrò il tempo…”. Riattaccai il telefono e come ipnotizzato sussurrai: “L’ultima speranza di rettificare una storia falsa e bugiarda è sfumata per sempre”.
Ci misi un po’ per riprendermi dal trauma, lo ammetto.
Mentre sfilavo le domande che avevo preparato dalla cartellina che porto sempre con me, decisi di scrivere comunque il pezzo. Non avevo l’intervista, questo è vero. Ma forse avevo qualcosa di più. Avevo assistito ad un breve tratto dell’avventura umana di una persona che avevo io stesso mitizzato. Quella breve conversazione che ebbi con lui mi aveva aperto il cuore e coinvolto ben più che se avessi registrato tutto un suo monologo sulla bomba “disgregatrice” (o atomica cioè quel che era) di Hitler.
Anche se avevo assistito ad un momento del tragico declino della sua esistenza, avevo scorto in lui quella serenità e quella consapevolezza che la fine può essere soltanto un nuovo inizio.
Comperai Il Tempo e lessi di getto l’articolo mentre fuori la pioggia scrosciava come se il cielo piangesse disperato. Avvertii Luigi Cozzi dell’accaduto e lo sentii incoraggiarmi a scrivere comunque la mia esperienza. Ma sentivo chiaramente quanto fosse dispiaciuto per la scomparsa dell’insigne giornalista e storico. Per quel uomo straordinario, come aveva sottolineato amorevolmente la sua compagna di vita al telefono.
Certo peccherei di ipocrisia se non ammettessi la delusione che provavo. Sentivo come un senso di sconfitta seguito ad un desiderio che diviene realtà e subito muta in un incubo.
Volevo intervistare Romersa e lo volevo con tutto me stesso.
Mercoledì 21 marzo 2007
Romersa e Wernher von Braun
Romersa e Wernher von Braun
La giornata era fredda. L’inverno inesistente fino a quel momento si faceva sentire tutto come dovesse recuperare l’intera stagione in un sol giorno.
Mi trovavo nella basilica di S. Eugenio, una chiesa costruita alla fine degli anni quaranta in Viale delle Belle Arti a Roma, dove tra i vari santi si venera il portoghese José Maria Escrivà; fondatore dell’Opus Dei.
La basilica enorme ma fredda, iniziò a riempirsi di amici e parenti intorno alle undici e quando il feretro fu trasportato all’interno, mi sentii onorato di essere al cospetto di un uomo di siffatta statura.
 Non ci furono lacrime o strazi. La dignità dipinta sul volto di sua moglie e di chi lo aveva amato fu encomiabile. Il sacerdote che presiedeva al rito funebre parlò di Romersa come di un devoto cristiano ma fece riecheggiare più e più volte le gesta di quell’insuperabile reporter che fu. Risuonarono spesso anche il nome di Hitler e della sua bomba, quello di Mussolini e del suo amico Wernher von Braun, scomparso decenni fa.
Questa vita, diceva Romersa, è solo una parte dell’equazione. Il resto è il cielo.
Quando udii queste parole durante l’omelia, capii d’improvviso che fu questo lo spirito col quale Luigi Romersa, l’uomo che aveva fatto per quattro volte il giro del mondo, era spirato.
Alla fine del rito, decisi di uscire dalla chiesa chiedendomi perché fossi lì. C’ero andato per salutarlo e dirgli addio, oppure solo per scrivere la conclusione del mio articolo?
Poi, invece di riuscire a darmi una risposta mi feci un’ulteriore domanda: per quale motivo coloro che ne avevano sfruttato l’immagine per le proprie trasmissioni televisive non erano venuti a rendergli omaggio? Perché non c’erano quelli che a Rugen andarono per effettuare analisi sulla radioattività e screditarlo? Io per lui ero solo una voce al telefono, ma c’ero e questo mi bastava.
Oggi, guardando con occhi stanchi il suo volume, Le Armi Segrete di Hitler, so che mancherà sempre una dedica tra i libri della mia biblioteca personale. Quella dedica che avrei voluto lui facesse a me e che, invece, sto facendo io a lui.


FONTE:http://www.terraincognitaweb.com/litaliano-che-vide-latomica-nazista-lintervista-che-non-fece-in-tempo-a-concedere/

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Di Gemma Granati

Viaggiando nelle brughiere, accompagnati dalla fortissima sensazione di essere immersi in romanzo di epoca romantica, si incontra non lontano da Edimburgo , nelle Midlothian, questa splendida, piccola struttura.





Sin dalla fine del XVIII secolo la Cappella è stata, ed è tutt’ora, meta di molti turisti. Oltretutto, grazie alla menzione che Dan Brown ne fa ne “Il Codice Da Vinci”, ha acquisito una maggior fama .
Essa ospita letteralmente un coagulo di emozioni e piccoli-grandi tesori, tutti da scoprire.
Fondata nel 1456 da Sir William St.Clair, III Principe di Orkney, questa struttura nasce come luogo di venerazione e raccoglimento, infatti, tutt’oggi e con cadenza settimanale, vi vengono celebrate funzioni religiose.
Nel 1995, per provvedere alle necessità di conservazione e regolare l’accesso del pubblico, venne fondato il Rosslyn Chapel Trust, amministrato tramite un Consiglio di Amministrazione da coloro che, ancora oggi, sono i legittimi “proprietari” della Cappella stessa: la famiglia del Conte di Rosslyn.
Quelli che sono i progetti originali per la Cappella non sono mai stati trovati o, comunque, archiviati in modo da poterne consentire la fruizione: si affida, dunque, alla mera speculazione se in effetti quella che vediamo oggi sia realmente l’aspetto che Sir William St.Clair voleva dare alla sua “creatura”.rosslyn_chapel_drawings_20130805103303
L’estensione di questa struttura – 21 metri di lunghezza e quasi 13 di altezza – non la si può certo considerare imponente, comparata con altre strutture ad essa contemporanee, ma il contenuto, per quanto costretto in uno spazio relativamente angusto, riesce ancora a sorprendere i visitatori.
Infatti, praticamente l’intera superficie della Cappella rappresenta un pezzo unico di maestria e lavorazione, in quanto è quasi interamente scolpita, fino a farla assomigliare ad un pizzo scavato nella pietra.
Questo è uno dei motivi per cui questo piccolo gioiello viene considerato una delle architetture più ricche e raffinate di Scozia.
I lavori di costruzione vennero avviati il 20 Settembre 1456, data che, spesso, viene confusa con il 1446, data in cui venne concesso il permesso dalla Chiesa di Roma per la costruzione della collegiata.
Lady-Chapel-generalIl progetto iniziale prevedeva una pianta a croce latina che, però, non venne mai completata a causa della morte del suo fondatore – probabilmente per mancanza di fondi, interesse o, semplicemente, un cambiamento nella tradizione liturgica –: solo il Coro venne costruito, insieme ad un Coro secondario, oggi chiamato the Lady Chapel, localizzato sopra ad una cripta pre-esistente – da non confondere con le camere sepolcrali che si trovano sotto l’intera struttura – che, si pensa, fosse parte di un ancora più antico castello.
Le fondamenta della navata mai costruita, così come dei transetti, la cui estensione arrivava a circa 27 metri, furono documentate solo nel XIX secolo.
La Cappella è sorretta da quattordici pilastri che formano, all’interno della navata, archi a sesto acuto su tre lati della navata stessa.
Le decorazioni interne, ad intaglio, sono state realizzate in un lasso di tempo di circa 40 anni
Ad Est, un quattordicesimo pilastro, posto all’interno del penultimo arco, forma una divisione di tre pilastri tra la navata e la Lady Chapel; i tre pilastri vengono chiamati, partendo da Nord e proseguendo verso Sud, il Pilastro del Maestro, il Pilastro dell’Operaio ed il Pilastro dell’Apprendista.
Questi nomi sono stati attribuiti ai suddetti Pilastri solo in tarda Era Georgiana: prima venivano chiamati rispettivamente il Pilastro del Conte, lo Shekinah ed il Pilastro del Principe.
Il Pilastro dell’Apprendista
Apprentice-Pillar-725x1024Il Pilastro dell’Apprendista trae il proprio nome da una leggenda risalente all’XVIII secolo, riguardante il Maestro scalpellino incaricato della decorazione della Cappella ed il suo giovane assistente: secondo la leggenda, il maestro non avrebbe creduto che il proprio assistente sarebbe stato in grado di eseguire il compito di intagliare la colonna senza aver visto la colonna originale che era servita da modello per il disegno.
Il maestro partì per recarsi a vedere l’originale, appunto, ma al suo ritorno si infuriò quando scoprì che il l’apprendista, l’ultimo arrivato, aveva già terminato la colonna per conto proprio.
In un attacco di furiosa gelosia il maestro colpì alla testa con la propria mazza l’apprendista, uccidendolo; la leggenda termina con quella che viene ipotizzata essere la punizione che il maestro ricevette per il proprio atto: la sua faccia venne scolpita nell’angolo del Pilastro opposto, così che il suo sguardo cadesse, per l’eternità, sul lavoro del proprio apprendista.
Sull’architrave che si appoggia sul Pilastro c’è un’iscrizione: “Forte est vinum fortior est rex fortiores sunt mulieres super omnia vincit veritas” (“Forte è il vino, più forte è il re, ancora di più lo sono le donne, ma la verità vince su tutto”): questo passo è tratto dal Libro di Ezra, considerato, in quanto parte (Antico Testamento) della Septuaginta – una versione della Bibbia in lingua greca –, apocrifo per la Chiesa Occidentale (ma non per quella Orientale).
Alcuni autori hanno proposto, come interpretazione delle rappresentazioni su questo Pilastro, che esso rappresenti una delle radici di Yggdrasil, l’Albero Cosmico della mitologia Germanica e Norrena.
Lo studioso Henning Klovekorn ha proposto, come interpretazione delle rappresentazioni su questo Pilastro, che esso rappresenti una delle radici di Yggdrasil, l’Albero Cosmico della mitologia Germanica e Norrena.
The Apprentice PillarI dragoni che si trovano scolpiti alla base del Pilastro vengono paragonati ai dragoni trovati ad erodere la base della radice di Yggdrasil stesso, puntualizzando, poi, per rafforzare la suddetta interpretazione che alla sommità del Pilastro sono rappresentati dei fogliami, come di un albero, appunto.
In un certo qual modo questa associazione con la mitologia Vichingo-Norrena può essere plausibile, considerando anche i molti riferimenti “ausiliari”, appunto, alla mitologia Norrena e Celtica.
La forma generale del Pillastro, invece, è stata paragonata ad un tipo che l’architetto francese Eugene Viollet-le-Duc descrive come un “mazzo di salsicce”.
Decorazioni scultoree
Tra le molte decorazioni all’interno della Cappella, si trova una sequenza di 213 cubi, o “scatole”, aggettanti dai pilastri e dagli archi, con un vasto assortimento di motivi decorativi intagliativi sopra.
Non si sa se questi motivi decorativi abbiano un particolare significato; molti studiosi hanno tentato di trovare informazioni codificate in essi, ma nessuna intepretazione, per ora, si può definire esaustiva.upper-level-windows-B1
Da dire è anche che molte, sfortunatamente, di queste “scatole” non sono le originali: esse sono state sostitute nel XIX secolo, a causa dell’erosione che le aveva rovinate.
Una recente proposta interpretativa di questi patterns è stata di considerarli come una partitura musicale: i disegni rappresentati su queste scatole sembrano in qualche modo assomigliare ai motivi geometrici usati in cimatica – ovvero una teoria che tenta di dimostrare l’effetto morfogenetico delle onde sonore –.
Questi motivi geometrici si formano quando la polvere si va a posare su una superficie piana ed essa viene poi fatta vibrare a diverse frequenze; trovando una corrispondenza tra questi segni e le note musicali corrispondenti a quella data frequenza, è stato creato quello che viene chiamato il “Mottetto di Rosslyn”.
Un altro tipico motivo decorativo che si può riscontrare sia all’interno che all’esterno della Cappella è quella dell’“Uomo Verde”: ne abbiamo più di 110 esemplari e rappresentano tutti facce umani con vegetazione intorno, spesso, addirittura, che si genera e cresce direttamente dalle loro bocche.
8968314649_08d55e8b60_kUn esempio lo si può trovare nella Lady Chapel, sul muro ad Est.
Altri intagli rappresentano piante, tra cui spighe di grano, fragole e gigli; due studiosi, R. Lomas e C. Knight hanno ipotizzato che alcuni di questi decori rappresentino persino pannocchie di mais che, al tempo della costruzione della Cappella, erano sconosciuti in Europa.
Lomas e Knight sosterrebbero, quindi, che Henry I, Conte di Orkney, abbia messo piede nelle Americhe ben prima che Colombo che le scoprisse.
Cripta
La Cappella è stata il sito di sepoltura della famiglia St. Clair per generazioni; un’altra cripta, infatti, era accessibile, un tempo, attraverso una scalinata che si trovava sul retro della Cappella.Interior of Rosslyn Chapel - both Master and Apprentice Pillars visible
Essa è stata sigillata per molti anni, e questa potrebbe essere una spiegazione alla leggenda che la rappresenta come una semplice “facciata” per una camera sotterranea molto più estesa che parrebbe contenere, secondo più versioni, la testa mummificata di Gesù Cristo, il Santo Graal, il Tesoro dei Templari ed i gioielli originali della Corona Scozzese.
In conclusione, per quanto piccola, questa Cappella nel cuore della brughiera scozzese, colma di misteri, leggende e meraviglie, ha da secoli una reputazione che la precede ed un fascino che merita di essere sperimentato.

Posted on 03:15 by Informazione Consapevole

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giovedì 23 luglio 2015


Di Andrea Diletti

Il momento più importante nella filosofia di Peter Deunov è la convinzione che attualmente il pianeta e l’intera Umanità stanno entrando in una nuova epoca. Con ciò si riferisce a un’onda di nuove energie e vibrazione mandate dal Grande centro ragionevole dell’Universo. Nella nuova epoca, la Terra uscirà dalla 13-esima sfera della sofferenza ed entrerà nell’era dell’Acquario. Dal punto di vista astrologico, questo periodo di tempo ha una durata di 2160 anni. Tra le persone si affermerà la Sesta razza, che sarà una transizione tra uomini e angeli.




La Nuova Cultura della Sesta razza è una cultura dell’Amore; essa è“quella vita nuova in cui regnerà una completa libertà e in cui l’Amore sarà una legge comune per tutti”. Nel nostro mondo delle mutabilità e delle illusioni “verrà il regno della giustizia, l’uomo diventerà padrone delle forze della natura del mondo fisico; sarà libero, ragionevole, sarà guidato non da passioni, ma da conoscenza”. Il principio di base della Nuova cultura sarà “Vita per il Tutto“. La Nuova Umanità servirà non l’egoismo ma l’altruismo. Peter Deunov considerava che dovesse essere la comunità mondiale slava a importare nelle persone il sentimento consapevole di fratellanza.
Durante la Nuova Era sotto il segno dell’Acquario, nelle profondità dell’anima umana si risveglieranno nuove forze fino ad ora sconosciute, forze attraverso le quali l’uomo potrà mettersi in
contatto con realtà e mondi più elevati dell’Esistenza Manifesta. L’Homo Sapiens capirà che il cambiamento delle culture è solo un cambiamento ordinario delle scenografie dell’eterno dramma della vita. Secondo il Maestro Peter Deunov la Nuova cultura sarà caratterizzata da:


1) un innalzamento della donna nella vita sociale e il suo raggiungimento della completa uguaglianza con l’uomo;
2) una tutela decisiva dei diritti umani a livello individuale e collettivo, compresi i diritti dei piccoli popoli e delle minoranze;
3) un innalzamento degli strati sociali deboli.
La Nuova cultura porterà libertà senza alcuna limitazione. Si costruirà sulla base dell’esperienza
spirituale dell’Est, utilizzerà i progressi intellettuali dell’Ovest e da ciò nascerà una nuova conoscenza e un nuovo concetto del mondo, universale e completo.
Peter Deunov parlerà spesso di queste prospettive evolutive che attendono il destino dell’umanità, fino ad oggi non sono molte le fonti pervenute in Italia sui suoi insegnamenti, tuttavia, non tutto è andato perduto, di seguito possiamo leggere alcuni suoi pensieri pervenuti grazie alle lezioni stenografate e tradotte.

LA SESTA RAZZA
Dal mondo invisibile vengono esseri evoluti, le persone del nuovo Amore o i cosiddetti predecessori dell’Umanità. Sono i lavoratori che vengono da lassù. E dopo aver trovato delle anime pronte a lavorare, si incarneranno in loro e per mezzo loro lavoreranno. Verranno le nuove idee nel mondo. Esse entreranno in conflitto con quelle vecchie. Perché? Perché ciò che è vecchio non vuole cedere il suo regno. Esse trasformeranno radicalmente il mondo. I vecchi sistemi saranno sostituiti con quelli nuovi. Chi accetterà le nuove idee, cambierà. La sua faccia si illuminerà, acquisirà una nuova immagine. Noi siamo nell’epoca transitoria. Tutti passeremo nella nuova epoca, vivremo diversamente. Le vecchie forme hanno fatto il loro tempo. La vecchia vita non ha più materiale per lavorare. È giunto il momento per tutti di elevare la propria coscienza di un grado in alto e di preparare la strada alle energie Divine.
Ogni nuova epoca è un atto creativo di Dio. I tempi attuali non possono essere paragonati al futuro che verrà. Tutte le razze – quella nera, quella rossa, quella gialla – devono passare attraverso la razza bianca. Le anime evolute delle altre razze passeranno attraverso quella bianca; le anime evolute della razza bianca, invece, passeranno nella sesta razza. Ora nel mondo si sta formando un nucleo di persone di tutte le nazioni: inglesi, francesi, tedeschi, russi, americani, giapponesi, cinesi, bulgari, turchi, serbi, neri, bianchi, che formano una nuova razza, un popolo con concezioni diverse rispetto a quelle attuali. Che cosa raggruppa questi spiriti? La grande legge Divina li attira per conoscersi e lavorare insieme. Il nome di quei popoli che vi manderanno dei rappresentanti sarà iscritto in questo grande regno, mentre il nome di quei popoli che non ve ne manderanno, sarà cancellato. Le Scritture dicono da migliaia di anni: “I popoli che non servono Dio, non hanno futuro.”
Verrà un momento glorioso per il quale dovete prepararvi. Rallegratevi per il vostro futuro, per ciò che vi aspetterà.
Le persone della sesta razza saranno in tutti i popoli. Incontrerete i rappresentanti della sesta razza nella personalità di un bambino intelligente, di un nobile ragazzo o di un anziano. Nelle Scritture è stato detto: “Tutti i popoli si riuniranno e il nome di Dio sarà santificato”. Con “Le dodici tribù di Israele” si intende che l’Umanità sarà unita. Le dodici tribù sono i dodici segni dello zodiaco, le dodici qualità dell’Umanità.
Con “Il Regno di Dio” bisogna intendere le persone della sesta razza. Essi vivranno in fratellanza. Tutti i popoli costituiranno un’unità. Coloro che non capiscono le profezie rimangono confusi dal futuro. Leggete il capitolo 60 di Isaia. Si riferisce alla venuta della sesta razza. Nella lettera di Giuda si dice: “Ecco, il Signore è venuto con le sue miriadi di angeli per far il giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno commesso e di tutti gli insulti che peccatori empi hanno pronunziato contro di lui[1]”. Ciò si riferisce ad un’epoca il cui inizio comincia adesso. Finora il bene cresceva nella serra per fiori, ma quando verrà il Regno di Dio, tutti i fiori saranno fuori dalla serra; per loro vi saranno delle condizioni naturali.

L’UOMO DELLA SESTA RAZZA
Ogni razza si distingue per certe qualità: la razza nera si distingue per immaginazione e forti sentimenti; la razza rossa si distingue per la sua attività, applicano la geometria e la matematica. La razza gialla si distingue per la mente oggettiva. La razza bianca si distingue per la sua ragionevolezza. Da quando l’uomo è venuto sulla Terra, essa misura sempre le cose sulla bilancia e le studia.
La sesta razza che verrà contiene in sé le buone qualità di tutte le razze che hanno vissuto in precedenza. Da questo punto di vista rappresenta una sintesi delle virtù umane.
Vivendo sulla Terra, l’uomo passa attraverso le fasi delle razze precedenti. A volte manifesta una mente oggettiva; allora manifesta la razza gialla. Le persone della razza gialla sono conservatrici e fanatiche. A volte l’uomo è violento: è un retaggio della razza rossa. A volte i sentimenti cominciano a dominare: è un retaggio della razza nera. Se vedete una persona che manifesta ragionevolezza, sappiate che fa parte della razza bianca. Per quanto stia attento, l’uomo passerà sempre attraverso le fasi delle razze precedenti e se è individualista, imparerà da esse.
La sesta razza è la razza della Giustizia e del Regno di Dio. La sesta razza sta già venendo e allora il Regno di Dio si instaurerà in miniatura sulla Terra.
La cultura della mente studia tutte le forme. La sesta razza darà un contenuto a queste forme.
Ciascuna razza ha dato qualcosa di sé. La razza bianca ha fatto molto di più rispetto a quella nera e a quella gialla. La razza successiva, la razza dell’Amore, darà ancora di più. Sarà composta da anime nobili e chiare. Importerà la Nuova Cultura sulla Terra. Le idee della sesta razza sono come l’aria, penetrano dappertutto. Gli slavi daranno un impulso alla sesta razza. Dopo gli eventi che avranno luogo, la sesta razza diventerà attiva nella vita. Comincerà a prendere la direzione. Sulla Terra vi saranno molti dei suoi rappresentanti. Daranno una nuova direzione alla Cultura. Il mondo slavo è la base sulla quale verrà innestata la sesta razza.
La sesta razza organizzerà il mondo. Prenderà la direzione della Terra nelle proprie mani. Ciò che è Divino nell’uomo sta assopendo ciò che è inferiore, animalesco. Lo assopisce per migliaia di anni, come il serpente si addormenta. La sesta razza gestirà, mentre quella bianca e quella gialla eseguiranno i suoi ordini. Le persone erudite che verranno, introdurranno un ordine nel mondo. Saranno le persone della razza bianca. La razza bianca cederà il suo posto a quella successiva, così come un tempo i neri hanno ceduto il loro posto ad essa.
Le persone ragionevoli di tutti i popoli formeranno la sesta razza. Voi vi state avvicinando lentamente e certamente alla sesta razza. Lì vi aspetta un incontro con le anime chiare che vi amano; niente dubbi ed esitazioni!
Nella sesta razza ognuno si renderà conto che anche gli altri hanno diritti e libertà come lui.
È stato detto: “Se non rinascete dall’alto”. Queste parole si riferiscono alla sesta razza. La rinascita di cui parlano i cristiani é l’entrata nella sesta razza, mentre il pentimento, il cambiamento e così via sono una preparazione. I neonati sono già nella sesta razza. In essa non vi sarà più la morte. Quando giunge il momento di andarsene, l’uomo si smaterializzerà, diventerà invisibile. Non ci saranno più i cimiteri. Ci saranno i cimiteri solo per le altre persone, ma non per quelli della sesta razza. Come ora insieme alla razza bianca ci sono neri, rossi, gialli, così sarà anche nella sesta razza. La razza bianca prepara solo la via dell’Amore: la sesta razza. Le persone dell’amore saranno diverse. A loro si riferiscono le persone del Vangelo: “La prima resurrezione[2]” La manifestazione dell’Amore nelle persone è la prima resurrezione.
La sesta razza porta una bellezza positiva. Le persone di questa razza avranno dei tratti molto corretti, saranno belle. Porteranno in sé un alto ideale che le renderà belle. Saranno molto più belle di quelle attuali, saranno le persone più belle che avete visto finora.
L’angolo facciale[3] dell’europeo è 80 gradi. Nelle razze inferiori è 75 gradi. Nei cani è 35 gradi. Nell’uomo della sesta razza sarà 90 gradi. Negli animali la faccia è dietro. Dunque si è verificata una trasformazione di 180 gradi.
Le sopracciglie delle persone della sesta razza saranno più dritte, mostreranno di essere parte di un cerchio molto grande. Dunque saranno molto poco curvate. Il colore di queste persone sarà chiaro, come una figura illuminata dal Sole. Dalla loro faccia uscirà luce che irradierà. Di sera non vi sarà bisogno di lampade. Ovunque andranno, sarà luminoso poiché l’uomo irradierà luce. I loro occhi vedranno lontano, vedranno nel buio. Quando guardi una persona da lontano, non la vedi bene, ma l’uomo della sesta razza vedrà i dettagli da lontano.
Noi dobbiamo acquisire la qualità della luce: non l’avidità, ma la qualità dell’acqua: la delicatezza. Ciò che ha fatto la luce illuminando lo spazio, fatelo anche voi. Ciò che ha fatto l’acqua purificando le cose, fatelo anche voi.
L’uomo della sesta razza è già costruito, egli esiste. Esiste da migliaia di anni, ma lo custodiscono, è nascosto, non lo mostrano a tutti. La natura è un libro chiuso. Chi sa aprirlo, leggerà dentro. Molti guardano il libro chiuso solo da fuori, solo la copertina.
Con la venuta della sesta razza le persone entreranno in paradiso, usciranno dal peccato.
In futuro l’uomo ricorderà le sue incarnazioni precedenti. Per lui sarà gradevole ricordarsele, ma sentirà che è uscito dal suo stato vecchio, come la farfalla che in precedenza è stata un bruco.
L’uomo della sesta razza sarà musicale. Quando entrerà dal malato, quando gli suonerà o gli canterà un pò, il malato guarirà.
Fig.1
—————————–
[1] Giuda 1,14
[2] Apocalisse 20,5
[3] L’angolo facciale o “angolo di Camper” (Pieter Camper (1721-1789) era un grande frenologo danese) è l’angolo formato dall’intersezione della retta che va dall’orecchio verso la parte inferiore del naso e la retta longitudinale della faccia umana (vedi fig.1). Secondo il Maestro Beinsa Douno, questo angolo indica l’intelligenza dell’uomo.
Ringraziamo http://www.beinsadouno.it/ e Abraxaslux per i contributi.

Posted on 23:58 by Informazione Consapevole

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