lunedì 4 maggio 2015

lettera-minaccia-movimento-5-stelle

Un foglio col logo del Movimento 5 Stelle, un proiettile e un messaggio intimidatorio. E’ stato questo a tenere banco, ieri, tra gli scranni dei deputati dei 5 stelle. Un gesto di minaccia accompagnato da queste parole: “Senatori, deputati, candidati e attivisti. Questo è l’ultimo avvertimento. Ne abbiamo a sufficenza (sì, senza 
‘i’) per tutti”. Un motivo d’orgoglio, per i grillini, che hanno fatto della lotta alla corruzione e alle mafie il loro vessillo sin dalle politiche del 2013.
Ad Alessandro Di Battista, uno degli uomini di punta del Movimento 5 Stelle, viene affidato l’incarico di far conoscere la situazione al mondo di Facebook, con la foto della lettera accompagnata da queste parole: “Ci è arrivata questa letterina. Un proiettile e qualche minaccia. Ne dovrebbero parlare tutti i giornali d’Italia, ma siamo il M5S e fa poco notizia. Pensate se avessero mandato (speriamo che mai nessuno lo farà) un proiettile a Renzi, Brunetta, alla Santanchè o alla Boschi cosa sarebbe successo”.
Di Battista si sofferma, quindi, sulla mancata attenzione per un fatto che è, indubbiamente, di una gravità inaudita. Poi continua: Che la mafia ci detesti è un fatto noto (e anche un motivo d’orgoglio). Ricordo le parole che Buzzi disse a Carminati (i due boss di ‪#‎MafiaCapitale‬): “Grillo ha distrutto il PD, noi non ci stiamo più”. Ora questi “ominicchi” cercano di intimorirci con lettere e proiettili. E fanno bene a provarci. Noi siamo loro nemici e se dovessimo andare al governo a Bronte o in Sicilia iniziassero a scappare.#‎NoMafiaBronte‬“.
Messaggi di solidarietà arrivano dal presidente del PD, Matteo Orfini, che ha espresso la sua vicinanza a Di Battista e a tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle, affidandosi ad un cinguettio su Twitter: “Tra un secondo ricominceremo a confrontarci duramente, ma su questo solidarietà a tutti voi.

Posted on 02:32 by Informazione Consapevole

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Di Andrea Acquarone

The importance of not being italian. Scomodando Oscar Wilde, la parafrasi ci sta. E la traduzione suona più o meno così: ci sono stranieri, o meglio ex stranieri, pentiti di essere diventati italiani.
Non conviene, per loro più doveri e guai che vantaggi rispetto all’essere foreigner, soprattutto per i novelli cittadini arrivati da paesi che oggi fanno parte della Ue. Paradossale. Le nostre frontiere vengono prese d’assalto da migliaia di disperati extracomunitari attratti da un miraggio, mentre molti dei pionieri dell’immigrazione approdati nel Belpaese- quando ancora poteva definirsi tale- oggi pensano a far fagotto. Per andarsene.
Ad Elena A., 50 anni, ne è bastato meno di uno vissuto da italiana a tutti gli effetti, per capire quanto fosse meglio stare da noi con in tasca un semplice passaporto comunitario.
«Straniera, ma almeno non vessata come oggi», spiega con rammarico. Irriconoscente, obietterà qualcuno. Eppure anche le statistiche, pur non aggiornate, raccontano nella crudezza dei numeri qualcosa di analogo: nel 2013 sono stati 44 mila gli stranieri che hanno fatto le valigie; lo scorso anno circa 100mila gli italiani che hanno deciso di abbandonare la Patria.
Elena, originaria di Sofia (Bulgaria) abita in Lombardia da oltre 20 anni, possiede un appartamento ancora da finire di pagare e ha un figlio che qui cominciò la prima elementare. Oggi è laureato in una delle più prestigiose università milanesi.
Dopo quattro anni di attesa, nel 2014 la donna ha ottenuto l’agognata cittadinanza. Con tanto di giuramento. «E da quel momento sono cominciati i miei guai. Una lotta con la vostra burocrazia», racconta. «Una sfida improba, che mi è costata e continua a costarmi, oltre al tempo perso, tanti soldi». Gli intoppi cominciano all’anagrafe. Elena, arrivata in Italia con il marito connazionale, nel frattempo ha divorziato. «In Italia risultavo con il nome da sposata e di conseguenza avevo tutti i documenti col suo nome. Dopo aver ottenuto la cittadinanza è cominciato l’incubo. Ho dovuto riprendermi il mio cognome. Codice fiscale, carta d'identità, libretto dell’automobile, patente, carte di credito, contratti gas, luce, eccetera, tutto da rifare. D’accordo, lo prevede la legge». Peccato che oggi, dopo mesi e mesi di code e centinaia di euro buttati in carte bollate e documenti vari, la neo-italiana sia ancora in attesa di poter riavere un nuovo bancomat, una Visa. E lo stesso dicasi per il libretto di circolazione. E la patente. «Quella almeno era arrivata- puntualizza Elena-, ma me l’hanno rispedita ancora il vecchio nome. Dunque sbagliato. Il risultato è che nel frattempo non posso ricevere nemmeno libretto della macchina perché le generalità devono corrispondere a quelle della patente». «Piccole» paresi burocratiche. Di quelle, però, che massacrano il vivere quotidiano. Oltre ai danni, poi c’è anche la beffa. Crudele. «Non vale più nemmeno la mia tessera sanitaria- racconta la donna-, da sei mesi sono in attesa di operazione, un intervento delicato ma le pratiche non vanno avanti. Da “clandestina” un posto in ospedale probabilmente me l’avrebbero già trovato...». Parole da...leghista, direbbero i soliti benpensanti.
Elena fino a qualche anno fa lavorava con partita Iva, di fatto una società individuale. E da straniera godeva di qualche privilegio: tariffe speciali, piccole agevolazioni, insomma quel welfare state di cui beneficiano decine di migliaia di immigrati. Adesso non più, visto che lei è diventata italiana. Senza quelle facilitazioni ha dovuto smettere. Introiti ridotti, balzelli cresciuti. Con la sua laurea in chimica, ha trovato uno posto part time da impiegata. Nello stipendio -misero- figurano anche i famosi 80 euro di Renzi. «Ma mi vien da ridere, visto che ho doppia cittadinanza quei soldi basteranno forse per pagare la Tasi», commenta amara. Già perché avendo ereditato un appartamentino in Bulgaria, dovrà pagarci le tasse come seconda casa.
Finita qui? Magari. Suo figlio chiese la nostra cittadinanza, qualche mese dopo di lei. Ma a lui non è stata ancora concessa. Parossismo del paradosso. Elena, per il nostro Stato, è madre di uno straniero.

Posted on 02:20 by Informazione Consapevole

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Di Aldo Sarullo

Tu, Nora, sette anni, tu, Aldo, tre anni, tu, piccola mia ancora senza nome, che hai meno tre mesi perché nascerai a luglio, vivrete in un tempo per voi adulto che vi consentirà di sapere che il bene della libertà, il massimo valore dopo la vita, in Italia non è stato protetto così come avete avuto raccontato. Ma se non riuscirete a incontrarlo, questo tempo adulto, allora cercatelo, incaponitevi, vogliate conoscerlo: esso esiste.  
Vi ricorderete di quando io, ripetendo il verso di un cane vi chiesi che cosa fosse. E, nelle rispettive età di apprendimento dei versi degli animali, rispondeste: un cane. Ricorderete che fu allora che riceveste la prima lezione di verità. Io vi risposi di no, che non era un cane, ma nonno che imitava un cane.
Così cominciaste a capire che capire non era così semplice e che dovevate analizzare  sempre la fonte delle vostre informazioni. Quell’abbaiare non era di un cane, ma era il mio, di nonno che imitava un cane. Così è la Storiografia, si dice scritta dai vincitori, ma, occorre aggiungere, scritta spesso da uomini deboli perché senza scrupoli, deboli perché bisognosi di mentire e di omettere per guadagnare il credito desiderato e i benefici conseguenti. Scritta dagli stessi deboli che temono la ricerca storica e la chiamano sprezzantemente revisionismo e riversano ingiurie su chi, dopo avere ricercato, scopre e rivela.  
Sappiate, dunque, che dovrete leggere molto, tutte le fonti possibili. Due libri, innanzitutto: “Se questo è un uomo”, di Primo Levi e “Il sangue dei vinti”, di Gianpaolo Pansa. Dovrete leggere la Costituzione italiana e del primo rigo del primo articolo dovrete sapere un dato che, conosciutane la genesi, si rivela sconquassante. L’articolo Uno dice: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e vi sembrerà come l’unico inizio possibile, come generato da una pianta spontanea. Ecco, dovrete sapere che, nel mondo, i valori su cui le tante Costituzioni esistenti affermano d’essere fondate sono i più vari e che  la nostra Costituzione inizia con una ingiustificabile omissione. 
 La Carta costituzionale, infatti, è nata dopo un lungo tempo in cui gli italiani, consenzienti e non, avevano subito dal fascismo profonde lesioni delle loro libertà. E proprio la libertà  era stata, allora, l’obiettivo sacro da raggiungere e, nei decenni successivi, il valore da issare come bandiera di un’Italia civile.  Ma quando vi chiederete come mai essa, la libertà, non è citata come valore su cui si fonda la Repubblica italiana, sappiate che non è avvenuto per caso, che non si trattò di una dimenticanza, che non fu una sofisticheria intellettuale per confermare la irreversibilità della conquista ottenuta. Fu molto peggio. Fu il modo di utilizzare la Legge delle leggi, la Costituzione, come sottile propaganda politica a cui la libertà, se avesse avuto spazio nel primo articolo, avrebbe tolto parte di efficacia. 
Accadde che uno dei Padri costituenti, Ugo La Malfa, di Palermo, avesse proposto che l’inizio dell’articolo Uno fosse: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla libertà e sul lavoro”. Sarebbe stato ineccepibile. Ma avrebbe attenuato l’effetto di aggancio partitico che la frase “fondata sul lavoro”, (che la prima stesura, con effetto partitico ancora maggiore,  recitava “fondata sui lavoratori”),  avrebbe esercitato per sempre.  La proposta di La Malfa fu bocciata da un compromesso tra i Padri comunisti e quelli democristiani e la citazione della libertà quale valore fondante della nostra Repubblica rientrò nella penna. 
Ecco, come quando vi dicevo “bau, bau, che cos’è?” e voi imparaste a non rispondere “un cane”, ma “nonno che imita un cane”, altrettanto dovrete essere accorti quando vi parleranno di libertà e di chi l’ha rispettata e voluta veramente. La libertà spesso è molto di più di quella di chi ve ne parla con toni credibili.

Posted on 02:13 by Informazione Consapevole

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Foto 28

Di Salvatore Santoru

In occasione dell'arrivo del premier Matteo Renzi alla festa dell'Unità a Bologna, si sono verificati violenti tafferugli tra polizia e manifestanti.

Renzi a Bologna, scontri collettivi-polizia: il fotoracconto

I manifestanti, appartenenti perlopiù al collettivo Hobo, hanno tentato di entrare nel parco Montagnola, luogo dell'evento, ma gli agenti hanno chiuso i cancelli prima del loro arrivo, e di seguito i manifestanti hanno scosso diverse volte gli stessi cancelli e lanciato uova e acqua contro i poliziotti.



In seguito, la polizia ha effettuato una carica, per via della quale un manifestante è stato ferito e una donna è caduta a terra.

Foto 6

Per approfondire:http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/bologna_scontri_festa_unita_renzi_contestato/notizie/1332079.shtml

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/05/03/foto/renzi_a_bologna_uova_e_insulti_dei_collettivi_contro_la_polizia-113433519/1/

Posted on 01:20 by Informazione Consapevole

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domenica 3 maggio 2015

klodian-elezi

Klodan Elezi aveva 21 anni, era un operaio albanese, e anche lui stava dando il suo contributo all’Expo. Anzi, forse lo stava dando più di molti, nel concreto: lo stava fisicamente costruendo. Klodan Elezi lavorava in un cantiere della Teem, la tangenziale est esterna milanese, ovvero una delle tre opere infrastrutturali dell’Expo, che avrebbe permesso così di raggiungere con più facilità l’esposizione universale ai visitatori.
Ma, a poche settimane dall’inaugurazione dell’Expo (l’11 aprile) Klodian Elezi cade da un ponteggio, da un’altezza di più di 10 metri, cadendo di testa: muore sul colpo. Sono diversi i testimoni che riferiscono che l’Iron Master, l’azienda per cui Klodian Elezi lavorava, non gli aveva fornito né imbracatura né casco di sicurezza. Gli accessori-base, per dare un significato a un concetto troppo spesso bistrattato: la sicurezza sul lavoro.
Un’inviata di Servizio Pubblico è andata ad ascoltare le testimonianze dei colleghi di Klodian, che da tempo risiedeva a Chiari, in provincia di Brescia, ma era di origini albanesi: “Poteva capitare anche a me, è ora di tornare nel mio Paese, perché lì si sta meglio. Klodian ha condiviso questo tragico destino con suo zio Sherbet, morto anche lui nel 2012 nello stesso modo.

Posted on 23:53 by Informazione Consapevole

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Di Salvatore Santoru

In queste ultime ore nel web si è discusso di un "curioso" scatto che ritrae una writer black bloc intenta a imbrattare i muri di Milano con in polso un Rolex.
Per alcuni si tratta di una "figlia di papà", magari una post-adolescente o adolescente attivista dei centri sociali che gioca a fare la "rivoluzionaria" contro il Capitale altrui, per altri ciò sarebbe un fotomontaggio creato dai giornalisti per creare nuovi scoop e guadagnare un pò di visite, e secondo altri l'orologio della ragazza non è un Rolex, o se lo è potrebbe essere falso e comprato in una bancarella o in qualche negozio cinese.

Sia come sia, facendo delle riflessioni su questo caso, bisognerebbe partire dal fatto che avere un Rolex di per sé non è ovviamente un male, e la ragazza non può essere criticata solamente per questo fatto ammesso che il suo orologio sia effettivamente un Rolex vero, e piuttosto bisognerebbe far notare una certa "contraddizione" che contraddistingue sia la cosiddetta mentalità "antagonista" che la cultura dei seguaci di certe mode che si autoproclamano "anti-sistema", come si definiscono molti dei cosiddetti writers.

Difatti, essi sono soliti intrattenere discorsi, o meglio intonare slogan morali e ideologici di condanna della proprietà privata e della ricchezza in quanto tale così come del capitalismo in tutto e per tutto e consigliare i metodi per "liberarsi" da tali piaghe, ma tali discorsi non valgono per essi, in quanto sembra che per molti la ricchezza e la proprietà privata sono "furti" se non sono le proprie, e a proposito di mode "ribelli", da che mondo e mondo è quello il mercato "capitalista" che va di più, tanto che abbastanza difficile vedere writers o magari individui che ruotano attorno all'area antagonista (centri sociali e non ), senza le solite griffe della moda "alternativa" e "ribelle" prodotta dalle multinazionali sfruttatrici e schiaviste, e di ciò non si può certo biasimare nessuno, ma da chi si proclama come irriducibile "oppositore" del sistema, anche solo un briciolo di coerenza non guasterebbe.

Foto:http://www.leggo.it

Posted on 22:05 by Informazione Consapevole

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pasquale valitutti carrozzella expo 2
Tra le foto che, tra ieri e oggi, hanno letteralmente intasato i social, ne troviamo alcune che immortalano un personaggio di cui tutti, chi più chi meno, ci siamo chiesti l’identità: l’antagonista in sedia a rotelle, che girava tra i Black Bloc con tanto di casco protettivo a seguito. Ebbene, Repubblica ha deciso di intervistare Lello, questo il nome del manifestante No Expo che è sempre stato in prima fila, durante il corteo.
Lello, all’anagrafe Pasquale Valitutti, si dichiara anarchico da sempre, ha 67 anni, è originario di Milano ma vive a Roma. E, cascasse il mondo, non si perde mai una manifestazione. “Sono venuto da solo, ma qui ho tanti compagni“, afferma Lello, che durante gli scontri si è voluto trovare in prima fila: “I poliziotti mi hanno colpito alla testa, ma con le mani, solo per stordire. E mi dicevano: ‘Sappiamo dove abiti. Veniamo a casa tua e ti facciamo saltare le cervella‘”, racconta il manifestante No Expo.
E sulla distruzione di Milano, Lello non si esime dal dire la sua: “Hanno colpito dei simboli: banche, macchine da ricchi. Mai macchine da poveri, anche se in queste situazioni capita, per sbaglio, anche questo. Cosa c’entrano i proprietari delle auto? Dovete capire tutti che quei ragazzi vengono qui a rischiare la propria incolumità per i loro ideali. Lo fanno perché sono disperati. Io sono vecchio, non rischio molto, ma loro se li prendono possono anche farsi 10 anni di galera. Secondo voi, cosa ci guadagnano?”.
“Anche l’Expo è solo un simbolo. E’ un controsenso che proprio quelli che ci affamano facciano un’esposizione sull’alimentazione. Inoltre, il debito per l’Expo vale 1 miliardo di euro. E siamo noi a pagarlo”. Lello, poi chiude sui Black Bloc: “Tra i No Expo non c’era l’organizzazione che tutti voi pensate. Certo, se serve, ci si aiuta a vicenda”.
Fonte:http://news.fidelityhouse.eu/cronaca/lantagonista-no-expo-in-sedia-a-rotelle-colpiamo-dei-simboli-111835.html

http://www.cottonbit.it/lantagonista-no-expo-in-sedia-a-rotelle-colpiamo-dei-simboli-447.html

Foto in alto:http://www.nextquotidiano.it/pasquale-valitutti-chi-e-il-disabile-che-manifestava-contro-expo/#prettyPhoto

Posted on 21:30 by Informazione Consapevole

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Larve di bambù, scorpioni ricoperti di cioccolata, larve della farina, vodka allo scorpione, misto di pupe (la fase di crescita tra larva e insetto), larve di cereali, termiti disidratate, cavallette, coleotteri, larve giganti al cioccolato e tarantole arrostite. Sono solo alcune delle anteprime culinarie che saranno presentate ad Expo all’interno di Future Food District di Coop Italia nell’ambito di un progetto curato da Società Umanitaria, presente all’Esposizione Internazionale.
Tutto è pronto “Le confezioni di insetti commestibili provenienti dalla Thailandia sono finalmente state consegnate nei nostri uffici di Milano, dopo un iter particolarmente lungo e laborioso che abbiamo dovuto seguire per il loro sdoganamento”, annuncia Andrea Mascaretti, responsabile del progetto dell’Umanitaria. “Gli insetti commestibili, pronti per essere consumati, sono confezionati in scatole e sacchetti di alluminio ermeticamente chiusi e a loro volta protetti da un imballaggio che è stato sigillato e piombato prima di lasciare la dogana dell’aeroporto di Malpensa e così resteranno fino al loro trasporto nel sito di Expo, all’interno del Future Food District, realizzato da Coop Italia, dove saranno esposti per i visitatori: una sorta di anteprima di quello che potranno trovare nel supermercato sotto casa, tra qualche anno o forse anche prima”.
La sfida è rendere possibile l’aumento della produttività alimentare per mezzo di sistemi ovunque sostenibili. Secondo la Fao gli insetti potrebbero avere un ruolo importante sia nell’alimentazione umana che in quella animale e rappresentare una risposta concreta alla sfida del millennio: nel mondo sono oltre 1900 le specie di insetti commestibili di cui si cibano circa 2 miliardi di esseri umani. Gli insetti rappresentano una fonte di proteine più efficiente rispetto agli altri animali tradizionalmente allevati per produrre cibo per l’alimentazione umana e mangimi per gli allevamenti, producono meno emissioni che contaminano l’ambiente e possono essere utilizzati per scomporre i rifiuti.
Per questi motivi la Società Umanitaria ha dato avvio ad un progetto informativo/divulgativo sugli insetti commestibili, che ora approda in Expo nel FFD, il Future Food District di Coop Italia. “La sostenibilità è uno dei criteri fondamentali nelle strategie di Coop” sottolinea Marco Pedroni, presidente di Coop Italia. Che aggiunge: “È nella nostra storia e, quindi, anche nel nostro futuro.
Ecco che, quando parliamo di ciò che mangeremo non possiamo non fare i conti con quello che già oggi, e in futuro sempre di più, potrebbe essere prodotto in allevamenti così low tech da essere facilmente realizzabili anche nei paesi più poveri. Potremmo definirla la quadratura del cerchio, la realizzazione della nostra convinzione che esistano modelli produttivi in grado di assicurarecibo sicuro, sostenibile e democratico”.
A questo progetto (“Edible insects”) si sta lavorando già da qualche anno attraverso il Salone Internazionale della Ricerca Innovazione e Sicurezza Alimentare, che sarà presente nel Future Food District di Expo2015, realizzato da Coop Italia. “Lo scorso il 16 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, insieme al Comitato Scientifico ‘Le Università per Expo2015′ e con la collaborazione tecnica della Fao, abbiamo organizzato un convegno internazionale sugli insetti commestibili”, ricorda il presidente della Società Umanitaria, Piero Amos Nannini.“Si è verificato il tutto esaurito. Ora è nostra intenzione proseguire su questo cammino, presentando ai consumatori di tutto il mondo un’alternativa alimentare sostenibile, che può rivelarsi una risorsa da non sottovalutare”.
“Quello che mi auguro – chiarisce Andrea Mascaretti – è che Expo possa consentire di sviluppare una cultura comune a tutti i paesi del Mondo rispetto al cibo, dalla quale possano discendere un atteggiamento, un rispetto e delle normative condivise e omogenee”. Nel corso di Expo, saranno organizzati incontri e workshop sui vari aspetti da risolvere (legislativi, commerciali, agricoli, etc), mentre nel Future Food District ci sarà uno spazio in cui sensibilizzare i visitatori sugli “edible insects” come alimento sostenibile e sulla difesa del cibo-diversità.

Posted on 19:43 by Informazione Consapevole

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Di Antonella Sinopoli
Persone bruciate vive. Altre che si sono chiuse in casa e non ne escono da giorni. Altre ancora che cercano di scappare e tornare nel  proprio Paese o di raggiungere improvvisati campi per rifugiati. E squadre della morte armate di machete e taniche di benzina, alla ricerca dello “straniero”. Sta accadendo in Sud Africa, dove praticamente senza alcun intervento – per giorni – delle forze dell’ordine si è scatenata la caccia all’uomo. E questo sotto gli occhi di folle che incitano alla violenza e che riprendono con i loro smartphone scene raccapriccianti di esecuzioni sommarie. Sul web ne circolano già alcune, ma polizia ed esperti ne stanno verificando l’autenticità. Tale propaganda, in ogni caso, non è stata sufficiente per  sollecitare un intervento immediato dello Stato o la tempestiva riprovazione della comunità internazionale. Se non dopo giorni di attacchi e grazie proprio alle immagini diffuse sui social, i media internazionali hanno cominciato a seguire l’evento.
Secondo alcuni osservatori la furia si sarebbe scatenata alle parole del re Zulu, Goodwill Zwelithini, che in un recente discorso aveva “esortato gli stranieri” a lasciare il Paese. “Non starò zitto mentre i nostri leader guidano il Paese senza alcuna strategia. È tempo di parlare… Chiediamo agli stranieri presenti in questo Paese di fare le valigie e tornare a casa propria”.
Goodwill Zwelithini (a destra) con l'attuale presidente sudafricano Jacob Zuma,

E così, molti hanno imbracciato armi rudimentali per affrettare la soluzione proposta dal re. In quello comincia ad essere definito un vero e proprio pogrom. Le violenze si stanno verificando soprattutto nelle grandi città, Durban e Johannesburg. Non si sa ancora quanti siano i morti. Nel 2008 – in un altro attacco di violenza omicida contro gli “stranieri” – furono almeno 62 le persone rimaste uccise.
Scontri xenofobi a Johannesburg, la vittima era un immigrato mozambicano, maggio 2008. STRINGER/AFP/Getty Images
Scontri xenofobi a Johannesburg, la vittima era un immigrato mozambicano, maggio 2008. STRINGER/AFP/Getty Images
Ma quali sono le motivazioni di tale odio? Le più becere e comuni: ci rubano le nostre donne, il nostro lavoro, sono sporchi. Attacchi xenofobi, se non fosse che gli stranieri in questione non sono bianchi, ma africani, neri come loro.

Posted on 17:34 by Informazione Consapevole

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Di Salvatore Santoru

Secondo quanto riportato da Yahoo! News e da altri media internazionali, il 28 aprile a Washington DC, una rappresentanza di almeno 850 rabbini provenienti da New York e Brooklyn ha manifestato davanti alla Corte Suprema contro l'approvazione dei matrimoni gay, considerati da essi come una distruzione della libertà religiosa e una persecuzione.



Secondo il gruppo di rabbini, come si legge dai manifesti portati durante la manifestazione, l'introduzione del matrimonio gay distruggerà la libertà religiosa, la società e la salute, e costituisce una ribellione contro l'Onnipotente e l'umanità, ed inoltre hanno citato il libro sacro ebraico Torah, e hanno sostenuto che ciò viene chiamato "antidiscriminazione" è attualmente "antireligioso" e contro Dio.




Nel giudaismo l'omosessualità è severamente vietata, e i rapporti tra persone dello stesso sesso sono definiti un "abominio" nel Levitico, il terzo libro della Torah e del'Antico Testamento, i testi sacri della religione ebraica.

Per approfondire:http://news.yahoo.com/photos/jewish-rabbis-brooklyn-upper-york-show-support-against-photo-234935992.html

http://www.washingtonpost.com/politics/excited-crowds-gather-at-supreme-court-as-gay-marriage-case-is-heard/2015/04/28/b8e6e6fa-eda0-11e4-8666-a1d756d0218e_story.html

http://www.massresistance.org/docs/gen2/15b/SCOTUS-marriage-case/orthodox-rabbis.html

Posted on 16:53 by Informazione Consapevole

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sabato 2 maggio 2015

trovants romania rocce viventi
E’ difficile immaginare una roccia capace di crescere, soprattutto perché associamo il fenomeno della crescita agli organismi appartenenti al regno vegetale e a quello animale, non certo al regno minerale.
In Romania, a circa 35 km da Ramnicu Valcea, si trova uno dei più interessanti musei della romania, una riserva naturale trasformata in un museo a cielo aperto, il Muzeul Trovantilor.
Le esposizioni mostrano una raccolta di pietre molto strane e misteriose chiamate trovants. Queste straordinarie rocce sembrano essere state scolpite da uno scultore molto abile.
La particolarità di queste pietre è che possono essere considerate “vive“, nel senso che quando entrano in contatto con l’acqua, sono capaci di riprodursi e di crescere, proprio come un essere vivente biologico. Dopo uno pioggia molto intensa, i trovants partendo da strutture di 6-8 millimetri, possono arrivare a formare rocce fino a 6-10 metri di diametro.
Inoltre, come accade per le rocce della Death Valley in California, i trovantssono capaci di spostarsi da un luogo all’altro. Un vero rompicapo per gli scienziati! Il termine trovants, in rumeno, significa “sabbia cementata” e ben descrive la forma e la consistenza di queste rocce. I geologi pensano che queste straordinarie pietre siano comparse nell’area circa 6 milioni di anni fa, a seguito di una qualche potente attività sismica.
I ricercatori ritengono che la causa dell’aumento delle dimensioni del volume delle pietre sia causato dall’alta concentrazione di sali minerali che si trova nell’impasto che le compone. Quando l’acqua entra a contatto con queste sostanze chimiche, si determina un aumento della pressione interna che genera la caratteristica crescita.
Tuttavia, nonostante gli sforzi degli scienziati, non si è riuscito ancora a trovare una spiegazione logica per la quale le rocce presentano delle ramificazioni che ricordano le radici dei vegetali, forse necessarie a raccogliere l’acqua che le tiene “in vita”. Se si prova a sezionare una roccia, al loro interno è possibile ammirare dei caratteristici cerchi concentrici, proprio come gli alberi.
Forse ci troviamo di fronte ad una nuova forma di vita di tipo inorganico. I residenti della zona sono a conoscenza delle trovants da sempre, ma senza avergli mai dedicato particolare attenzione. Anzi, molto spesso, queste strabilianti rocce sono state utilizzate come materiale di costruzione.
Il Muzeul Trovantilor è gestito dall’Associazione Kogayon ed è sotto il patrocinio dell’UNESCO. Ancora una volta, non possiamo non meravigliarci di fronte alla bellezza e alla fantasia dell’Universo.

Posted on 21:53 by Informazione Consapevole

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Di Chiara Sarra

Un vero e proprio "manuale di sopravvivenza" in undici punti. È stato distribuito nei giorni scorsi tra i manifestanti e gli aspiranti black bloc - perché, ne siamo sicuri, quelli "professionisti" non ne hanno bisogno.
Undici punti in cui si spiega come comportarsi prima, durante e dopo il corteo, come evitare di finire nei guai, come mimetizzarsi per non essere riconosciuto dalle autorità, come "difendersi" dalle forze dell'ordine.
C'è proprio tutto. Si parte da cosa fare se si viene fermati prima del corteo: "Sarebbe bene avere con sé un documento di identità", si legge, "Se vogliono perquisirti sono obbligati a rilasciare una copia del verbale. Non firmarlo!". Poi si arriva al cuore della manifestazione. Innanzitutto un appello alla solidarietà: "Aiutiamoci, restare compatti, uniti è il comportamento più sicuro da adottare. Se arrestano qualcuno vicino a te per aiutarlo puoi tentare di liberarlo".
Decisamente interessanti i capitoli dedicati al contrastare le possibili azioni delle forze dell'ordine. Contro i lacrimogeni basta usare una soluzione di acqua, Maloox, aceto o succo di limone. E magari dotarsi di maschere antigas integrali o occhialetti da piscina. Per resistere agli idranti servono K-Way, vestiti impermeabili e ombrelli, mentre per sfuggire ai manganelli è meglio procurarsi un casco "se non si vuole essere innocui".
Infine è importante rendersi il più possibile "invisibili" e irriconoscibili. Come? Vestendosi totalmente di nero, senza particolari nell'abbigliamento che possano permettere l'identificazione. Persino i loghi sulle scarpe devono essere coperti. E ancora: non farsi fotografare e non fotografare o riprendere chi non vuole, ma puntare l'obiettivo contro i poliziotti e non scrivere nulla sui social network o non essere troppo dettagliati in resoconti o nel caso si venga intervistati.
E se qualcosa dovesse andare storto? In caso di arresto o fermo, bocche chiuse e nessuna firma senza aver consultato un avvocato. E per chi non può permetterselo, c'è addirittura un servizio legale fornito dagli organizzatori da contattare per avere assistenza.

Posted on 20:43 by Informazione Consapevole

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No Expo, la black bloc con il Rolex: ecco lo scatto che fa discutere


Sta facendo il giro del web la foto di una manifestante No Expo, immortalata mentre imbratta una banca con due bombolette spray. La manifestante ha un cappuccio scuro e una sciarpa sul volto che la rendono irriconoscibile. Lo scatto - riporta Libero - sta facendo il giro del web. E' stato pubblicato da una antagonista sul suo profilo Facebook e ha subito scatenato il dibattito.

E' vera o si tratta di un orologio da pochi euro in vendita sulle bancarelle? Chi ha postato l'immagine non ha dubbi. 
Secondo la persona che ha postato l'immagine non si tratta di una vera manifestante, ma, lascia intendere, di una/o infiltrata. "Però col Rolex...", scrive, "puzza puzza puzza...".
Una tesi non condivisa dal quotidiano di Belpietro che dà invece un'altra spiegazione
Se per il mondo antagonista questa manifestante fa sorgere pensieri complottisti, per chi vive nel mondo reale si potrebbe benissimo trattare di una ragazza ricca e annoiata, semplicemente una figlia di papà, che il primo maggio non aveva nulla di meglio da fare che devastare la città. 

Fonte:http://www.today.it/rassegna/no-expo-manifestante-rolex-foto.html

Posted on 20:16 by Informazione Consapevole

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mattia sangermano

Di Antonio Nasso, Alberto Marzocchi ed Elena Peracchi

Mattia Sangermano ha vent'anni ed è uno studente di Pavia. Durante gli scontri del corteo No Expo del primo maggio, è diventato protagonista per le frasi pronunciate in tv in difesa dei violenti che hanno messo a ferro e fuoco Milano. Adesso però è pronto a chiedere scusa per le sue parole. "Mi sono accorto solo alla fine di cosa stava succedendo, non sono un violento e non romperei mai una vetrina. I miei genitori si sono arrabbiati moltissimo e sui social network mi prendono in giro, sono pronto a dare una mano a pulire la città". E conclude: "Dopo il casino che ho combinato, basta manifestazioni per me".


Posted on 19:26 by Informazione Consapevole

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Il presentatore della Bbc Jimmy Savile avrebbe abusato di almeno 22 studentesse e di un ospite in una scuola per ragazze con problemi emozionali, nella città inglese di Staines. Secondo quanto stabilito dalla polizia del Surrey, Savile avrebbe ricevuto un accesso "senza restrizioni e per lo più non supervisionato" all'istituto tra il 1974 e il 1979. Il presentatore avrebbe visitato la scuola almeno 16 volte e due volte vi si sarebbe fermato per la notte, molestando le ragazze in diverse stanze, anche nell'ufficio del preside. Dieci delle vittime sarebbero state abusate da Savile una sola volta, 13 almeno due volte, una tre volte e cinque almeno sette volte.  L'indagine ha cercato di far luce anche sullo staff della scuola per capire se qualcuno fosse a conoscenza dei presunti abusi e, di conseguenza, se avesse commesso reati.  Secondo quanto riferito nel rapporto della polizia, gli investigatori avevano depositato alla procura documenti relativi a due membri del personale dell'istituto. I procuratori hanno deciso, però, che non c'è una prospettiva realistica di condanna da parte di una giuria, nonostante i racconti delle vittime siano considerati accurati. Le prime accuse contro Savile, morto nell'ottobre del 2011 all'eta di 84 anni, erano emerse nel 2012. 


Fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Regno-Unito-il-presentatore-Jimmy-Savile-avrebbe-abusato-di-alcune-studentesse-di-una-scuola-7255cbbb-58b1-4cb6-bccb-92359481e947.html

Posted on 16:34 by Informazione Consapevole

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Di Salvatore Santoru

Non è "dietrologia" ma semplice realismo affermare che la guerriglia dell'Expo di cui si sta tanto parlando si poteva evitare, ma non si è fatto nulla visto che in fin dei conti conveniva.
I segnali c'erano già, a partire dal fatto che il 28 aprile sono state attaccate tre sedi di destra, da quella del sindacato UGL al rogo della libreria Ritter e l'attacco a una sede di Forza Nuova.
http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_28/danneggiate-notte-sedi-forza-nuova-casa-editrice-destra-54e307ae-ed84-11e4-91ba-05b8e1143468.shtml


<p>Immagine dell'attentato in sede Ugl Sicurezza Civile</p>

Attentati a Milano: distrutta libreria Spazio Ritter La sede di Forza Nuova imbrattata  (Fotogramma)

Ora, chi mastica un minimo di politica sa che i black bloc sono legati al network dell'antifascismo militante (movimento antifa), e senza voler parlare della logica degli "opposti estremismi", da un punto di vista strategico queste tre azioni sono chiaramente da leggersi come un'anticipazione di qualcos'altro più grande.



Insomma, cercando di comprendere il tipo di mentalità che sta dietro certo "antagonismo", prima si colpiscono i fascisti, ovvero il "braccio armato del Capitale" e poi tocca al Capitale, che comprende ovviamente anche le vetrine dei negozi e le automobili che per questo vengono date alle fiamme, e in seguito ci saranno scontri con i poliziotti, "sgherri del Capitale" e "servi dello Stato", Stato che non è altro che il protettore del Capitale secondo questa ideologia.

La cosa interessante è che ovviamente questa strategia non dà fastidio al potente capitalista o alla politica, ma semmai è funzionale al "sistema" non perché "orchestra" direttamente tali situazioni, ma perché effettivamente il caos che si crea serve solamente a creare ulteriore malcontento e a sviare dai reali problemi.

C'è da precisare che di per sé i black bloc e gli altri "antagonisti" violenti o meno, magari in completa buona fede,  non sono ovviamente consapevoli di fare "indirettamente" tale gioco, ma spesso essi credono di essere nel "giusto" in quanto pensano di colpire realmente il "sistema" (inteso da essi come la triade capitalismo-fascismo-razzismo), e in fin dei conti non si rendono conto che danno assai poco fastidio veri "beneficiari" del sistema, ovvero l'oligarchia "capitalista" finanziaria e politica e i vari "poteri forti" nazionali e internazionali, che degli artificiali scontri fascisti/comunisti, rivoltosi spacca tutto/poliziotti repressivi ne ha solo da guadagnare, ed inoltre contando che al giorno d'oggi ha la classe media come il nemico peggiore, bisogna immaginarsi quanti problemi possano creare la distruzione di proprietà di piccoli e medio borghesi magari conquistate con il sudore, mentre i "tentacoli" del "vero potere" affaristico, corrotto e clientelare, di cui nell'organizzazione dell'Expo se ne è avuta una minuscola miniatura, non vengono minimamente toccati, al massimo sfiorati.

Posted on 15:11 by Informazione Consapevole

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Di Salvatore Santoru

Nel web com'è noto si parla tanto di simbolismi esoterici e occulti, spesso associati con la massoneria, molto spesso in modo interessante e certe volte in modo troppo enfatizzato.
Tralasciando quelli più inquietanti, c'è da segnalare che tra i casi più "curiosi" e anche "divertenti" vi è indubbiamente quello relativo al simbolo di G-Mail, che è praticamente identico al grembiulino massonico.
Tralasciando particolari e analisi simboliste ed esoteriche, ciò che è indubbiamente sicuro è che, ora come ora, Google svolge il ruolo di "Grande Architetto" dell'universo virtuale 2.0 ...





Foto in alto:http://aliceoltrelospecchio.blogspot.it/2011/05/gmail-massonica-internet-intelligence.html, altre foto:http://torahcodes-mn.blogspot.it/2013/09/masonic-symbol-of-gmail.html

Posted on 12:56 by Informazione Consapevole

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Di Salvatore Santoru

Diverso tempo fa ha atto discutere il fatto che Zigg Marley, figlio del più noto Bob, non avesse aderito ai programmi di boicottaggio di Israele e avesse fatto un tour nello stato ebraico durante la guerra in Libano, in quanto è un sostenitore dello stesso stato e dell'ideologia sionista.
Marley, che è sposato con un'israeliana, ha affermato che in Israele si trova a casa, che gli piace il tempo, gli piacciono le persone e le vibrazioni, e il messaggio che vuole dare al mondo là fuori(fuori da Israele) è semplicemente l'amore.
Sin qui, trattandosi di opinioni personali ci sarebbe ben poco da dire e non si vuole contestare le scelte di vita del musicista, mentre c'è da notare che in Italia, così come in buona parte del mondo, certa cosiddetta "sinistra radicale" e "antagonista" vede nei Marley degli idoli da utilizzare anche nelle campagne filopalestinesi o addirittura nelle lotte per i diritti civili, quando il rastafarianesimo è nato sulla scia dei movimenti sionisti e islamisti di primo Novecento, e propone una visione del mondo che di "progressista" ha ben poco, nonostante a chi si proclami tale ciò  , ma di questo ne tratterò su un prossimo articolo.

Per approfondire:http://www.israelifrontline.com/2011/07/ziggy-marley-son-of-reggae-legend.html

http://www.thejc.com/videos/news-videos/ziggy-marley-israel-and-why-he-doesnt-support-a-boycott

Posted on 12:25 by Informazione Consapevole

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Ethiopian Israelis protest police brutality, in Jerusalem on April 30 (Photo: Haaretz)

Di Salvatore Santoru

In Israele è presente una forte comunità di ebrei di origine etiope, noti come "falascia", che ha migrato dal proprio paese verso la "terra promessa" dagli anni 80 in poi, ma tuttora si considera fortemente discriminata dalle politiche e dalla società israeliana, e buona parte delle comunità ebraiche mondiali non riconoscono i falascia come ebrei, in quanto non semiti e di origine africana.


http://archiviofoto.unita.it

Pochi giorni fa un soldato di colore (ebreo-etiope) dell'esercito nazionale IDF, è stato ucciso da parte della polizia, e ciò ha causato una forte ondata di indignazione nonché una forte protesta contro gli abusi della polizia e il razzismo, protesta che è diventata violenta portando agli scontri tra poliziotti e manifestanti.
http://www.jewishpress.com


Il presidente israeliano Nethanayu ha condannato l'omicidio del soldato falascia e ha richiamato alla calma i manifestanti.
I falascia lamentano di essere discriminati nello stato ebraico, e a quanto pare si trovano nella parte bassa della "piramide razziale" della società israeliana, guidata dagli ashenaziti, gli ebrei migrati dalla Russia e dall'Europa dell'Est dopo la fine della II guerra mondiale e seguita dai sefarditi, ebrei migrati dall'Europa del Sud o dal Nord Africa.
http://www.thejc.com/news/topics/ethiopian-jews

Per approfondire:http://www.jpost.com/Israel-News/Netanyahu-condemns-police-beating-of-Ethiopian-soldier-but-calls-for-calm-amid-protests-400755

http://www.timesofisrael.com/jlem-street-blocked-in-protest-over-police-brutality-against-ethiopian-born-israelis/

http://voxnews.info/?p=63238

Foto in alto:https://mondoweiss.net/2015/05/ethiopian-brutality-jerusalem

Posted on 10:55 by Informazione Consapevole

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Di Salvatore Santoru

La prima giornata dell'Expo si è conclusa con la devastazione della città da parte dei cosiddetti "black bloc", mentre l'evento e i molti "lati oscuri" di esso già descritti su questo e altri blog tempo addietro, non sono stati presi in considerazione.

I media si sono focalizzati totalmente sul "saccheggio" della città e su improvvisate analisi para-sociologiche sul fenomeno dei "black bloc", che "stranamente" riescono sempre a incentrare l'attenzione su di sé e le loro "gesta", da loro credute essere contro il "sistema".

A proposito di ciò, bisogna ricordare che le azioni fatte dagli individui di questo "gruppo", che quasi sempre gravitano intorno all'area politica "antagonista" di estrema sinistra e nel mondo dei centri sociali motivando le loro azioni nel nome dell'ideologia, in fin dei conti sono proprio ciò di cui ha bisogno il cosiddetto sistema.

Essi distruggono le prime vetrine dei negozi che vedono e bruciano automobili a caso in quanto proprietà privata, visto che per loro e gli ideologi che diffondono tali idee la proprietà privata è da eliminare senza esitazione(perlomeno quella altrui), così come è lecito mettere a ferro e fuoco la città, in quanto simbolo della "stabilità borghese" a sua volta causa del "fascismo", e da qui l'ideologia dell'antifascismo militante moderno (movimento antifa ),  che i black bloc seguono.


Di ciò il sistema, che non è un'astratto "capitalismo" o la proprietà privata, ovviamente ne trae vantaggio, tutti i cittadini pagano i danni economici che ha subito la città, e quei lavoratori a cui sono state rovinate le attività o distrutte le automobili si faranno un bel mazzo per riprendersi economicamente e magari pure psicologicamente, ma in fondo, come direbbero gli ideologi della "rivoluzione anticapitalista", sono solo dei "bottegai", magari "piccolo-borghesi" o "proletari reazionari" e quindi ovviamente "fascisti" e servi del Capitale, mentre notoriamente, per essere ironici, tra i guerriglieri "antagonisti" è pieno di "eremiti" che non vestono certo firmati di multinazionali sfruttatrici e oppressive e non seguono i miti di Hollywood o dell'industria musicale, settore "radicale".



Poi, finita la pacchia, si ritorna alla solita routine: i poteri forti continuano ad essere poteri forti, la politica continua a dividersi tra chi invoca repressione e chi permissivismo, ed intanto delle soluzioni alle "falle del sistema" ci si dimentica di parlarne.

Posted on 02:12 by Informazione Consapevole

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