Proposta a tutti i blogger. 
INTRO
Due regole basterebbero: 1- acquisire informazioni ovunque, anche dal nemico, compresi i trucchi del nemico, ed entrare dentro il nemico IN OGNI SUO AMBITO: cioè non rimanere da questa parte della barricata, mai! e poi 2- "Non essere la marina, essere i pirati” le regole sono illusioni momentanee (come tutta la realtà), ma occorre sapere quali regole non è il momento di ignorareMa a questo punto tutti noi tiriamo le somme: "in realtà, sul pratico, che cavolo dovrei fare? La parola reale significa tante cose, per te che cosa... Cosa mi stai dicendo?".
Innazitutto un nuovo problema è il primo da risolvere, è la base: qualunque siano le azioni che intendiamo fare, occorre chiedersi come operare dentro se stessi affinché tali azioni non risultino personalmente disastrose e soprattutto: limitate dalle proprie limitazioni. La de-programmazione è l'elemento base della pianificazione di un'azione popolare sulle coscienze tramite la parola (o un qualunque altro tipo di comunicazione mediatica). E questo ne è un primo manifesto. Non è un passo definitivo, ma è un passo reale. Ti consiglio di proseguire la lettura, perché non sto inventando miracoli, ma una proposta reale, e umana... più impegnativa di altre ma reale. Non ci sono organizzazioni, perciò la può fare liberamente ogni uomo.
Per questo passo, per questo compito, è necessaria la presenza di una persona che stia attivamente interagendo con la propria psiche, o vogliano iniziare a farlo.
...E infine sì, allora, avverrà il cambiamento...
by L'Hacker 20/8/2011
INIZIO:
La prima operazione culturaleper liberare il mondo.
E' un gran casino quando si fa festaed oggi è un gran casino!
  • Scrontri tra blogger e discussioni: il problema è l'uomo. Pregiudizi, ideali, obblighi di coerenza, chiusure mentali: gli attivisti ne sono affetti come tutti gli altri, e ciò comporta danni per tutti. Etichettare il male, gridare "A morte!", permettere di far parlare una parte di sé che non accetta di non sapere, che non accetta di non essere speciale, che non accetta di mettere in discussione fin dalle sue radici la propria idea di DOVE è il male, andando per la propria strada senza mettere la propria essenza in discussione, operando veramente per cambiarla, dritti come un treno incurante del fatto che tutti sanno che "laggiù il ponte è rotto", buttandosi alla cieca, significa essere dannosi per tutti. Una nave salpa senza carburante, con odi tra il personale di bordo, tutto composto da gente sfiduciata e astiosa, e soprattutto subdolamente bisognosa di essere "presa in considerazione". Questo ci descrive TUTTI. In questo stato non  si può partire. Questo testo serve proprio aPREPARARE la partenza: usare i mezzi a disposizione per prepararci interiormente ed esteriormente, e nel frattempo chi e come può farlo:FARE.
Rossano Segalerba, blogger italiano (Civiltà Scomparse), ha per esempio mostrato il futuro, perché ha fatto qualcosa che gli "scribi" della rete di tutto il mondo tentavano da anni di fare: chiarire il significato dell'essere vittime di un potere globale. 
Una visione illusoria:
Gesuiti, ebrei, illuminati, Bilderberg?
Scie chimiche, crisi economiche, controllo mentale tecnologico e grande fratello, ogm e Codex, controllo dei media, inganni della storia?
Nwo?
VS
Calcio, Politica nostrana, Social network, Videogiochi, Tecnologia, Malattie, Sesso, Cucina...
E' una visione che non paga: non facciamoci ingannare.
Questo semplice sistema: ciò che vi descriverò, sistema di tipo interno, profondamente umano e personale, qui "passato a voi come una passeggiata", in realtà è il vero veicolo che non solo equilibra, equilibrerà (e porterà a risolvere) il disastro che più forze stanno perpetrando a questo pianeta, ma è anche il primo segno tangibile di un reazione fisicamente importante ADESSO.
Seguitemi:
Si è notato che gruppi sempre più grandi di lettori sembrano preferire l’esperienza, il know-how di un articolista, piuttosto che la tecnica, la cultura, l’autorevolezza, il tono, il nome, il qualunquismo, il vittimismo. Si è notato che molte persone stanno notando la “velatura ipocrita” che ammanta “l’informazione alternativa": quella degli scrittori che hanno l’impegno di farsi portavoce della tragica verità del mondo. Gli elementi tipici di quella propaganda manipolatoria che la globalizzazione ha attuato in ogni uomo o donna che abbia visto almeno un film o letto almeno un libro - e ce chi teme: avuto a che fare con almeno solo un’altra persona - nella propria vita, sono fenomeni interni all’uomo che non se ne vanno solo perché quello si è messo a fare attivismo. Non butti all’ortiche la pentola, solo perché adesso sai chi cucina il sugo, anche se sai che sei TU la carne nel sugo. Perché non sai farlo. Si è notato che gli attivisto non sono migliori. Non più coerenti. Non sono più onesti. Non sono in alcun modo diversi da quelli che incontriamo al bar. Però su una cosa lo sono: VORREBBE ESSERE DIVERSI DA QUELLI DEL BAR, questo li distingue. Questo piccolo testo impegnato, vi mostra solo alcun idee per smetter di VOLER ESSERE, ed iniziare AD ESSERE.
  • I fatti propri di un’epoca che nulla ha di ciò che è “solito’, parlano semplicemente di bisogno di verità, e… onestà, bisogno che 'in quanto bisogno' non può essere letto nei numeri. 
  • Teniamo anche conto del fatto assodato che l'informazione è necessaria, ma non è sufficiente. 

In parole chiare, la domanda per tutti è questa: Che cosa posso fare io per cambiare veramente la mia testa e quella della gente?
Cosa!
La maggior parte della popolazione in questo momento si accontenta.Anche di noi. E' un fatto. Se gli dessimo qualcosa di più, farebbe qualcosa di più. Se gli dessero solo una speranza, non ci filerebbe più. Ciò che legge, le persone che scrivono, non la soddisfa. “Il pasto ” è scialbo. Si smette di scrivere perché non si ottiene assolutamente nulla, nemmeno gloria, oltre che gli effetti sperati. La colpa non è loro, e non è dei cattivi.
Anche se abbiamo progetti di manipolazione mentale, di cui siamo vittime, e abbiamo potenti che vogliono la nostra fame.
Eppure i fatti dimostrano che la popolazione non è aiutata, e non solo dalla stampa ufficiale, in nessun modo.
Il giornalismo ha una storiaChi ha creato il giornalismo? Come è stato codificato? La nostra lingua, il nostro comunicare con la parola scritta, può andare contro il grande fratello? Provate a scrivere un articolo strapieno di errori di ortografia: VERRETE GIUDICATI INCOMPETENTI, indipendentemente dalla idee espresse. E non è proprio la scrittura corretta, le regole della comunicazione, quelle vche engono insegnate nelle università, nel luogo in cui il potere globale insegna "La Giusta Mentalità" ai suoi servi? Credete davvero che ciò che ci insegnano sia sufficiente se utilizzate nel modo che ci è stato insegnato, rispettando le LORO regole? La mente che pensa in termini di comunicazione giornalistica, quella grosso modo di un blogger, non pensa forse per tradurre il tutto con i canoni della scrittura del grande fratello? I cui principi si caratterizzano forse per la grande "democraticità" (almeno sulla carta, vedi 1 e2), democrazia che però sembra essere la stessa parola che sul pratico indica un totalitarismo che la nostra mente è incapace di cogliere.
Si richiede dunque agli articolisti come requisito una sorta di de-programmazione, non sulla carta, ma reale, effettuata con un intenso lavoro interiore. Un pensare al di fuori degli schemi. Che cosa significa de-programmarsi?
Significa porsi in critica totale, e saper modificare prontamente i nostri difetti. 
Come?
Questo è un invito a cercare, a riflettere, a proporre, a sperimentare, con "passione e ingenuità, fame e follia" tecniche di apertura, espansione, esplosione della nostra creatività, della nostra sensibilità, del nostro piacere di godere di ciò che si fa. 
Che cosa?
Forse il blogger non se ne accorge, ma mentre egli scrive, scrive di sé, e passa inconsciamente a TE, lettore, tutto ciò che lui crede sia la realtà della vita, del mondo, del futuro, nonché le sue e TUE possibilità. Critica totale significa dunque mettere SOTTO ANALISI CRITICA ogni nostro aspetto tanto da penetrare l'inconscio per scoprirme le cause celate alla coscienza, cioè quelle cose che veramente sono padrone di noi e ci rendono schiavi, proprio quello su cui ha libero potere la manipolazione globale. E infine, fatto questo, cambiarle.
  • Del resto... non a caso ho iniziato l'articolo parlando di un giorno di festa. Se cambiamo gli schemi di fondo, cambierà tutto, anche la nostra scrittura potrà mandare all'altro mondo le regole, e - cosa incredibile - comunicare anche meglio.
  • Questo è un invito a riflettere sul bisogno di essere considerati per esempio "bravi scrittori", o l'idea codificata di articolo, o di video, e poi rompere le regole della cominicazione cioé: NON CODIFICARE, NON CODIFICARSI, MA CREARE PER OTTENERE RISULTATI! Informare eccitando, sconvolgendo le regole psichiche del lettore.
    Disse Steve Jobs: “Che tipo di esperienza proveranno le persone quando avranno a che fare con i nostri prodotti e servizi?” Che effetto farà interiormente la mia comunicazione? Libererà la mente di chi legge da alcune regole?
  • L'articolo che vi invito a leggere alla fine di questa mia lunga introduzione, è esattamente un esempio di questo genere di tentativo, tentativo devastante se diffuso su larga scala. Eppure solo una delle miliardi di possibilità. Provate infatti ad applicare questo 'sballo comunicativo' ad altri ambiti. Sempre più spesso la genialità verrà fuori...
  • Che cos’è la realtà che conosciamo? Un cancro intessuto nelle nostre radici culturali, radici nate dall’Africa, dal vicino oriente, o dall’Europa dei popoli pre-Romani? O un'illusione intessuta sui limiti psicologici irrigiditi dall'abitudine?
Quella descritto nell'articolo sopra linkato è un possibile successivo passo avanti rispetto all'attuale articolo, che vi invito a leggere se pensate che la via intrapresa da questo articolo possa essere veramente completa. 
Nasce la nostra psiche.
Alcuni spunti per questo viaggio verso la liberazione:
  1. La psiche per noi deve diventare come la borsa nella quale rovistiamo di fronte al pescivendolo. Molti di voi ricorderanno il rammarico e la rabbia di Paolo Barnard per non essere riuscito ad ottenere ciò che voleva. Non ci disse cosa dovevamo fare.OVVERO non ci disse che non dovevamo
  2. comunicare più solo da giornalisti, scrittori, ricercatori, laureati, arrabbiati, ma utilizzare un sistema che UN GIORNALISTA NON DOVREBBE AVERE, pena il rischio di perdere credibilità: "andare sull'irrazionale"... ovvero:  
  • 1. Passione e follia, divertimento e genio.
  • 2. Essere come degli artisti, come degli esaltati, come creatori.
  • 3. Cercare di realizzare l’eccellenza.
  • 4. Occuparsi di tutto, non avere pregiudizi, non farsene, sulla pubblicità, sull'arte, sulle tecniche psicologiche, sulle tecniche di tipo esoterico: dietro di esse si nasconde solo una maggiore conoscenza della psiche umana, ecc.
  • 5. Acquisire ovunque, anche dal nemico, trovare dove nessuno pensava di poter trovare, entrare dentro il nemico, non rimanere da questa parte della barricata.
  • 6. Essere autori della nostra vita, non lasciare che gli altri la vivano per noi.
  • 7. “Non essere la marina, essere i pirati.” ma sapere quali regole non è il momento di ignorare.
  • 8. Combattere contro i limiti che ci impongono le regole abituali (Tutti dovremmo essere maestri di vita. Cioè persone che stanno semplicemente facendo – umilmente – il loro capolavoro.)
(Osservazioni in parte prese in parte ispirate da qui
"Solo amando quello che fate, farete grandi cose".
Inoltre
... Quando sarete condotti solo dalla tensione verso ciò che veramente è essenziale... Quando cercherete continuamente, incessantemente, appassionatamente, di fare ciò che veramente amate, cercando sempre cose nuove da amare... Quando farete del bene al mondo come un artista che lavora alla sua opera... Quando vedrete quello che la vostra attività può fare alla coscienza delle persone, trascinando anche altri a farlo... Allora voi sarete IL NUOVO.
  1. Un giornalista non lo potrebbe fare, quello che qui stiamo dicendo, perché deve mantenere il più grande inganno dei nostri tempi: la credibilità. Un pubblicitario non lo potrebbe fare, perché dovrebbe amare il proprio pubblico.
  2. Ne è riprova il fatto che sono proprio le fonti autorevoli, lo stile, la tecnica, il senso di onestà che maggiormente hanno saputo manipolare le persone, dunque questi strumenti intrinsecamente di regime possono essere traditi e ingannarci. E' un falso il fatto che essi ci possano essere di qualche aiuto per riconoscere il vero dal falso. La nostra credibilità deve trovare strada in un valore aggiunto inimitabile, ovvero la creatività, l'uscita da qualunque cosa data per assodata, e l'autentica volontà non solo di fare del bene, ma di farlo per amore. 
  3. Se noi non insegnamo alle persone a smettere di credere 'alla credibilità', al 'l'ha detto lui', alle fonti attendibili, inondando l’informazione web della libertà da questi concetti, la gente continuerà a ritenere che quegli schemi giornalistici li proteggano dall’inganno (mentre essi appagano solo il loro ego: gli fanno credere di avere l’informazione più potente). Dobbiano iniziare a ricercare, sperimentare, condividere esperienze e insegnare a appassionatamente tutto le tecniche di de-programmazione, e oltretutto crearne di NUOVE, veramente libere da ogni mentalità New Age o di regime. 
  4. È evidente che questo nuovo sistema, che alcuni blogger stanno già realizzando (tra qui questo), è ancora molto giovane, ma esso solo cambierà fisicamente e per sempre la nostra idea di giornalismo, di informazione, di verità, e di autorevolezza... e forse, anche con una certa rapidità, IL MONDO! Basta iniziare a farlo adesso, tutti, chiunque abbia letto questo articolo. 
    1. PERCHE' FARLO
Che cosa sta accadendo alla web information.
Dalle avvisaglie latenti già da tempo nel panorama italiano dell'informazione spontanea via web, appare chiaro che una parte del malessere della penisola sembra essersi già convogliato in un filone di persone coscienti della situazione atipica che sta vivendo il pianeta: crisi economiche, militari, sociali, ambientali, (ecc.) nonché dell'estrema utilità ORA, ma anche della NON sufficienza di tutti i mezzi finora usati, quali quelli elencati nell’ottimo lavoro di Gene Sharp: "Politica dell'azione non violenta: LE TECNICHE"; di cui l’attivismo ne è un esempio più che pubblicizzato. 
(Tuttavia tale lettura è da considerarsi un passaggio obbligato per chiunque abbia davvero a cuore il destino della propria vita e del proprio pianeta. Lo potere scaricare liberamente qui grazie al lavoro del blog http://mon-dart.blogspot.com/)
Ormai è chiaro a buona parte delle persone informate, e non stiamo parlando di ribelli, esaltati e manganellari, ma persone che hanno figli, affitto - e che magari non sono mai scesi i piazza - che questo è il momento di agire!  
La de-programmazione da tutte le informazioni che limitano la nostra psiche,  è dunque uno degli elementi base per la pianificazione di un'azione popolare sulle coscienze tramite la parola (o un qualunque altro tipo di comunicazione mediatica). Questo permetterà di accettare meglio certe realtà, di affrontare le responsabilità da assumere, di vivere meglio la propria vita, di non correre il rischio di farsi prendere dal panico o dallo scoraggiamento.
... se sul piano internazionale il controllo della popolazione si gioca ancora sulla conduzione di messaggi manipolanti nella popolazione stessa da parte di una sorgente schizoide e calcolatrice - una comunicazione capace di capovolgere le funzioni psichiche della nostra mente (NB: di cui lo stile giornalistico è fedele servo- ora si richiede che l’informazione e la persona che la divulga siano un atto unico nello scrivere. La credibilità deve essere sostituita dalla dimostrazione di COME SI VIVE senza che via siano più autorità. Ma senza danni per nessuno.
Solo gli eroi di Hollywood rischiano la vita. Il rischio è uno status quo inculcato dai ricchi per rincoglionirci. Il potere interno e la fiducia in se è qualcosa che proprio noi blog di controinformazione dobbiamo insegnare.   
  • Tale rivoluzione culturale è poco appariscente, se è vero che chi entra in internet - almeno chi non cerca solo tette, culi, squadre o videogame - deve affrontare al 99% la solita tiritera attivista, inconsapevole specchio di icone hollywoodiane che proiettano nell'immaginario determinate idee di eroe comode al potere, inculcate dai media nella popolazione, inserite con tecniche di comunicazione, proiezione, omettendo l'analisi cosciente del fatto che tali eroi siano degli idioti testoni senza cervello.  
Un esempio di articolo di genere diverse, che in un certo senso fa l'occhiolino a questo intervento, è il seguente.
  • Tale articolo è anche l’ultimo dei sempre più numerosi esempi di una vera spontanea ricerca 'in gruppo' svolta 'separatamente', che si sta diffondendo per osmosi sulla rete.
Se vorrete commentare l’articolo di Rossano Segalerba (pubblicato qui col suo consenso) e qui riportato integralmente, potrete farlo direttamente presso lo spazio commenti nel blog dell’autore QUI, dove troverete anche gli altri suoi lavori.
Grazie, by L'Hacker 20/8/2011


E' inutile che ce la raccontiamo. Possiamo far vedere di essere coloro che parlano con un certo distacco dei complotti secolari-millenari dietro le istituzioni del mondo (servizi segreti, organismi internazionali mondialisti, sionisti, gesuiti, famiglie al potere da millenni che mantengono determinate linee di sangue, condizionamento delle masse attraverso i mass media - tra cui internet - progetti segreti per la riduzione della popolazione mondiale, religioni uniche mondiali, banche uniche mondiali, vaccini, microchipRFID, scie chimiche e tanto altro), possiamo pensare di esserne estranei, lucidi, nel pieno della nostra integrità di coscienza mentre svisceriamo notizie - in grandissima parte prese da internet - che parlano dei "mostri dietro le quinte" di cui non parlano i giornali, la televisione e la radio.
Possiamo pensare di essere i BUONI e di avere il compito di informare più gente possibile del fatto che essi sono schiavi senza sospettarlo, ipnotizzati dal mattino alla sera, e anche durante la notte. Possiamo, dunque, pensare di essere dalla parte della VERITA'. Tanti Morpheus che provano a svegliare tanti Neo. Le PECORE sono LORO. Sono mio papà che si informa solo attraverso la TV, sono mia sorella che compra solo abiti firmati, sono mia mamma che va sempre in chiesa tutte le domeniche senza domandarsi nulla, sono mio fratello che non si perde una partita della sua squadra del cuore. Non siamo certo noi, che ci informiamo solo negli scantinati più pericolosi della Rete, così smaliziati da capire davvero che tutto ciò che ci raccontano sono una ricca collezione di menzogne. E invece, cari ragazzi, anche noi SIAMO TRA LE PECORE. Anche se ci pensiamo fuori dal gregge. Certo, pecore più raffinate, magari con la lana più lucida, ma siamo sempre ovini belanti, guidati da pastori misteriosi SENZA VOLTO.
Cosa ci separa in fondo dal papà, dalla mamma, dalla sorella e dal fratello citati prima? Qualcosa di sostanziale? Abbiamo meno paura della morte o non ne abbiamo affatto paura? Riusciamo ad amare qualunque nostro prossimo ESATTAMENTE come noi stessi? Riusciamo a spostare una montagna se solo vogliamo? Leggiamo nelle menti, muoviamo gli oggetti con il pensiero, viaggiamo nel tempo, riusciamo a guarirci istantaneamente?
E, soprattutto, non ci facciamo MAI dominare dai pensieri, essendone sempre fieramente distaccati?
Niente di tutto questo.
Siamo tra il gregge belante formato da miliardi di esemplari.
Noi non possiamo decidere quando sarà il momento di rompere le righe, e sparpagliarci fuori dai recinti, da tutti i limiti. Solo fino a che i pastori non lo decideranno. Quando faranno in modo di essere stanati. Aprendo il sipario, mostrando le quinte, ILLUMINANDOSI.
Allora ci incazzeremo, li vorremo vedere morti per tutto il male che ci hanno fatto, per tutti i limiti in cui ci hanno imprigionati per millenni.
Ma succederà come col lupo che, vittorioso nella zuffa con un altro lupo, sta per azzannare al collo il suo avversario. E questo si ferma, si arrende, si butta a terra offrendogli la gola da azzannare. Ma anche l'altro lupo si ferma richiudendo le fauci e le zanne, e poi se ne va con la coda tra le zampe.
Il rivale, l'avversario, lo sfidante a terra si rialza. Entrambi i lupi vanno ora per la loro strada, pieni di rispetto l'uno per l'altro.
Link all'articolo originale di Rossano Segalerba
http://rossanosegalerba.splinder.com/post/25453853/le-pecore-i-pastori-e-i-lupi
UN PICCOLO CHIARIMENTO
  • Un piccolo articolo non può spiegare PERCHE' la libertà psichica debba venire PRIMA o comunque IN COPPIA (ed essere sempre presente) con quella reale. Questo mancanza di spiegazione, soprattutto per chi non era mai entrato in questo blog, può creare fraintendimenti (perciò vi rimando al prossimo importantissimo articolo, o a questi: 12, 3).
  • Che cos'è la libertà psichica e come ottenerla, trattandosi di una delle questioni più importanti della nostra INTERA esistenza, non può essere chiarita in poche righe... ed ecco allora giungere altri fraintendimenti (forse QUESTO articolo potrà toglierne alcuni).
  • Ma ancora peggio... chi passa per la prima volta di qui, potrebbe non fidarsi dell’autore. Un nuovo lettore o uno che comunque non ha seguito tutto il mio lavoro, direbbe – giustamente – che qui non parlo di me. Che sono solo belle frasi. Che qui non porto mie esperienze. In effetti qui non vi vengo a dire che se scrivo così, è perché da 18 anni io provo sulla mia pelle ciò che QUI è scritto, e che SO cosa significa NON POTER AGIRE, NON POTER PENSARE. Ebbene i fatti stanno così: parlo così perché lo sperimento ogni giorno sulla mia pelle.
  • Ogni articolo di questo blog manifesta un'evoluzione dovuta a questa opera di DE-PROGRAMMAZIONE. Io so che i risultati finali dei nostri sforzi dovrebbero essere cambiamenti REALI. Ed è così che si può cominciare. Riuscire a pensare è già un primo grande ed essenziale cambiamento. Poi riuscire a pensare di agire. Poi agire. So ad esempio che molte persone non agiscono perché non possono farlo per via di ciò che esse sono a causa della famiglia, della scuola, degli amici, della tv, della loro genetica, della cultura del loro paesino. E allora il genio che è in loro non può venir fuori. Altri agiscono solo, fingendo di non sentire qual è la verità dentro di loro: cercando di ribellarsi al proprio NON POTERE.
  • Il potere reale gioca su quel loro NON POTERE. Ci sono uomini che hanno paura di uscire di casa, che credono di non valere niente, che intimamente sono schiavi della loro vita. Ci sono persone che vivono nel dolore perché sono nate in culture in cui non esiste il piacere, non esiste l’amore, o la passione. Queste persone COME FANNO a compiere azioni reali, se le paure e i condizionamenti le rendono incapaci di PENSARE IN MANIERA DIVERSA? E quelle che agiscono non tenendo conto di ciò che intimamente sono, come fanno ad ottenere dei risultati diversi da ciò per cui sono stati programmati? L’unione di questi due gruppi costituisce la maggior parte della popolazione! Io so sulla mia esperienza che tutto ciò che ho e sono ora, non l’avrei mai ottenuto se non avessi potuto CAMBIARE ciò che ero.
  • Per alcuni PENSARE è già terrificante. Un tempo lo era anche per me. E non sto descrivendo gente isolata in un condominio e che vive da sola. Ma parlo di noi. Di me. Dovremmo poter ottenere molto di più. E sono proprio la volontà e le possibilità di operare dentro noi stessi, che ce lo permetteranno. Dico questo perché io vivo il miracolo SULLA MIA PELLE di CLAMOROSI cambiamenti, possibilità e forze e capacità mentali, che rispetto a CHI ERO UN TEMPO, sono IMPOSSIBILI, ma soprattutto IMPENSABILI. Perciò non posso non dirvi che si può ottenere tutto, ma che occorre volerlo.
  • Per questo spesso parlo di DE-PROGRAMMAZIONE, una parola-scatolone che in questo articolo non ho minimamente approfondito, né accennato a come effettuarla, o quali tecniche utilizzare. Io ne ho studiate davvero di tutti i colori. Detestavo chi ero. E ho accumulato esperienze su esperienze dal 1995 in poi’, finché poi ho capito che non c’era più bisogno di tutto questo. Potevo crearmene una da me, e intanto continuare ad andare avanti. Quella che uso e va bene per me e chi mi chiede aiuto, è la mia esperienza, ma ci sono infinite esperienze altrettanto valide. Sento comunque di dover approfondire questo aspetto.
  • Per adesso posso invitarvi a pensare a voi stessi in grande, a cercare… e nel cercarvi delle tecniche, pretendere il massimo. Ne va della vostra vita, e della vita di tutti.
  • Vi invito ancora a leggere il prossimo articolo perché è tra i più importanti che abbia mai pensato (anche se buona parte non è stato scritto da me), o se vi va, visionare il mio modo di de-programmarmi QUI.
6 Risposte per riflettere:
  1. Quando eri bambino, credevi impossibile che saresti potuto diventare uno di quelli che sarebbero andati in bici su due ruote, eppure eccoti qua. 
  2. Non è difficile, in fondo basta che tu faccia chiarezza su qual'è lo scopo per cui scrivi. Vuoi davvero spingere le persone a cambiare visione della vita, smettere di farsi ingannare? Dovrai allora aiutarle a ritenere importante questo obbiettivo e ad amarlo. 
  3. L'obbiettivo è quello di toccare l'anima della gente: allora potranno sentire cosa loro la tua fiducia. 
  4. Questo sei sicuro dei tuoi mezzi? Credere di non farcela è una tua scelta come credere di farcela. La differenza è che nel primo caso perseverando otterrai ciò che vuoi, nel secondo (caso) otterrai di continuare a pensare che davvero non ce la potevi fare. L'unica opzione è la vittoria, comunque. 
  5. Rinunciare a metà strada non è più semplice che raggiungere l'obbiettivo, ma da molte meno soddisfazioni. In fondo sei un uomo libero, ed hai anche la libertà di insegnare agli altri, con il tuo comportamento, che non ce la possono fare neanche loro. 
  6. Sei arrabbiato/a perché ti senti uno stupido/a: perché non ce la fai? Questo è il tuo campo di battaglia: non lasciarli vincere dentro di te!
"Bisogna volere l'impossibile perché l'impossibile accada."Eraclito tramiteSaggezza&Consapevolezza 
Da Sfumature della Realtà
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