Nomi e rappresentazioni simboliche dei centri spirituali universali

ago 20, 2015 0 comments



Di René Guénon *

Potremmo citare,  per quanto riguarda  la  «contrada  suprema»,  molte altre tradizioni concordanti;  in particolare, per designarla, vi è un altro nome,  probabilmente ancora più antico di "Paradˆsha": è il nome "Tula",  da  cui  i Greci derivarono "Thule";  e,  come abbiamo visto, quella "Thule" era verosimilmente identica alla primitiva  «isola  dei quattro  Signori».






Bisogna notare,  del resto,  che il nome "Tula" fu dato a regioni molto diverse,  poiché ancora oggi lo si ritrova sia in
Russia  sia  in  America centrale;  è probabile che ciascuna di queste regioni sia stata,  in epoca più o meno lontana,  sede  di  un  potere spirituale  che  era  una  sorta  di emanazione di quello della "Tula" primordiale.  Si sa che la "Tula" messicana deve  la  sua  origine  ai Toltechi;  questi, si dice, venivano dall'"Aztlan", la «terra in mezzo alle acque», la quale, evidentemente,  altro non è che l'Atlantide, e avevano  portato  il nome "Tula" dal loro paese di origine;  il centro cui diedero quel nome dovette probabilmente sostituire,  in una  certa misura,  quello  del  continente  scomparso .  Ma,  d'altra parte, bisogna distinguere la "Tula" atlantidea dalla "Tula" iperborea,  ed è
quest'ultima che, in realtà, rappresenta il centro primo e supremo per l'insieme  del  "Manvantara"  attuale;  essa  fu  l'«isola  sacra» per eccellenza e, come dicevamo prima, la sua ubicazione era,  in origine, veramente  polare.  Tutte  le  altre  «isole sacre» che sono designate ovunque da nomi di significato identico,  non furono che sue immagini; così è anche per il centro spirituale della tradizione atlantidea, che regge  solo  un ciclo storico secondario, subordinato al "Manvantara".
    La  parola  "Tulƒ",  in  sanscrito,  significa  «bilancia»  e  designa propriamente  il  segno  zodiacale  di  questo  nome: ma,  secondo una tradizione cinese,  la Bilancia Celeste era in origine l'Orsa Maggiore .   Questa  osservazione  è  della  massima  importanza  perché  il simbolismo che si riferisce all'Orsa Maggiore  è  naturalmente  legato nel  modo  più stretto a quello del Polo;  non possiamo dilungarci qui su tale argomento che richiederebbe  di  essere  trattato  in  uno
studio particolare . Sarebbe da esaminare anche il rapporto che può sussistere   fra   la   Bilancia   polare  e  la  Bilancia  zodiacale; quest'ultima, del resto, è considerata come il «segno del Giudizio», e ciò che abbiamo detto  prima  della  bilancia  quale  attributo  della Giustizia,  a proposito di "Melki-Tsedeq",  può far capire come il suo nome sia servito a designare il centro spirituale supremo.
    "Tula" è chiamata anche l'«isola bianca» e,  come  abbiamo  detto,  il bianco rappresenta l'autorità spirituale;  nelle tradizioni americane, "Aztlan" ha per simbolo una montagna bianca,  ma questa raffigurazione era  attribuita,  in  origine,  alla "Tula" iperborea e alla «montagna polare».  In India,  l'«isola bianca» ("Shwˆta-dwŒpa"),  che si  situa generalmente nelle lontane regioni del Nord , è considerata come il «soggiorno dei Beati»,  il che la identifica chiaramente con la «Terra dei Viventi»  .  Vi  è  tuttavia  un'eccezione,  in  apparenza:  le tradizioni celtiche parlano soprattutto dell'«isola verde» come «isola dei  Santi»  o  «isola  dei  Beati» ;  ma al centro di quest'isola
s'innalza la «montagna bianca», che non può essere, si dice,  sommersa da alcun diluvio ,  e la cui cima è di colore purpureo . Questa «montagna del Sole»,  come è anche chiamata,  corrisponde  al  "Mˆru": anch'esso «montagna bianca», è circondato da una fascia verde, essendo
situato in mezzo al mare , e sulla sua cima brilla il triangolo di luce.
    Alla   designazione   di   centri  spirituali  come  l'«isola  bianca» (designazione che,  ricordiamo,  è stata  attribuita  anche  a  centri secondari, e non unicamente al centro supremo al quale si applicava in primo luogo), bisogna collegare i nomi di luoghi, contrade o città che similmente  esprimono  l'idea  di  bianchezza.  Ne  esiste  un  numero cospicuo,  da Albione all'Albania,  passando da Alba Longa,  la  città madre  di  Roma,  e  dalle  altre  città  antiche che hanno portato il medesimo nome ; presso i Greci,  il nome della città di Argo ha lo stesso  significato;  ma la ragione di questi fatti risulterà più chiara da quanto diremo più avanti.
    C'è ancora un'osservazione da fare sulla rappresentazione  del  centro spirituale  come  isola  che  per altro racchiude la «montagna sacra»: infatti,  anche  se  una  simile  localizzazione  ha  potuto  esistere effettivamente  (benché non tutte le «Terre Sante» siano isole),  essa deve avere anche un significato simbolico.  I fatti storici stessi, e soprattutto quelli della storia sacra,  traducono, a loro modo, verità di ordine superiore, in ragione della legge di corrispondenza che è il fondamento  stesso  del  simbolismo  e  che  unisce  tutti   i   mondi nell'armonia totale e universale. L'idea che evoca la rappresentazione di  cui  si  tratta  qui  è essenzialmente quella di «stabilità»,  che abbiamo appunto indicata come caratteristica del Polo: l'isola rimane immobile  in  mezzo  all'agitazione incessante dei flutti,  la quale è un'immagine dell'agitazione del mondo esterno;  e,  per giungere  alla «Montagna  della  Salvezza»,  al «Santuario della Pace»,  bisogna aver attraversato il «mare delle passioni».

* René Guénon-Il Re del Mondo, pg 23-24

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