"Vi spiego come correre mi ha salvato la vita": Zoe, una marcia fuori dalla depressione, passo dopo passo

ago 27, 2015 0 comments
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Persa nel buio di una vita che sembra senza scampo. Una storia d'amore finita dolorosamente, il lavoro a un punto morto. Tutto si fa scuro e la depressione prende il sopravvento su ogni aspetto della vita. 




Ma la storia di Zoe, raccontata dalle pagine diThe Guardian, è la storia di una resurrezione. La storia della ricerca di un percorso che riporti alla luce. La storia della ricerca di una soluzione che l'ha condotta a ritrovare se stessa. E la strada per la felicità Zoe l'ha trovata correndo. Letteralmente. È la corsa che le ha salvato la vita. Come racconta nel suo blog.
"All'inizio di quest'anno ho attraversato il momento di depressione più profondo che abbia mai vissuto. Il mio volto in pubblico era una maschera di successo, fiducia e felicità, ma, in privato, mi sentivo sconfitta. Non ero capace di concentrarmi su niente a parte il mio dolore persistente".
"Ero sola, sopraffatta e soffocata dalla mia depressione. Ho considerato il suicidio e ho cominciato con l'autolesionismo. Ho scoperto che il dolore esterno intorpidiva temporaneamente il mio dolore interno. Ero consapevole che stavo toccando il mio punto più basso".
Non sembra esserci soluzione per Zoe: "Medici, pillole e terapie non avevano fatto nulla per rimuovere l'oscurità che incombeva su di me come una nuvola di pioggia. Professionisti medici mi avevano suggerito di provare a fare esercizio fisico, ma i loro consigli erano caduti nel vuoto. Quando ti manca l'energia anche solo per alzarti dal letto al mattino, l'ultima cosa che hai bisogno di sentire è che dovresti tirarti su e andare in palestra".
"Ma qualcosa dentro di me, di mia iniziativa, ha cominciato a cambiare", confessa Zoe. E così "un piede dietro l'altro", comnincia a sentire il desiderio di alzarsi dal letto e andare avanti. Di uscire di casa e lasciarsi il brutto alle spalle.
Ha cominciato a camminare e dopo poco tempo si è accorta che la voce lamentosa, l'unica che risuonava nella sua testa, perdeva importanza. Cominciava a rendersi conto di quel che la circondava: il canto degli uccellini per esempio. Camminava e camminava, tutti i giorni, sempre più veloce, sempre più a lungo.
"Fu così che mi sono trovata, in una gelida mattina di febbraio di quest'anno, a correre nel mio parco locale. Era buio, tempo pessimo e pioveva. Non appena ho iniziato a correre, con anni di rigidità e dolore nei muscoli, continuavo a pensare: "Zoe, se sei in grado di fare questo, se sei capace di superare queste orribili sensazioni di tristezza, allora potrai superare tutto". Sei mesi dopo, sapevo che era vero: non solo ce l'ho fatta, ma sento di essere sopravvissuta.
"Ogni passo che ho fatto negli ultimi mesi è stato un passo per allontanarmi dal dolore, un passo più vicino al sentirsi meglio. Quando corro, mi sento bene. So che ci sono studi scientifici che lo dimostrano, ma ovviamente per me si tratta di una semplice equazione che ha bisogno di poche spiegazioni: mi sento merda, perciò corro. Non è una cura magica, e sono sicuro che non funziona per tutti, ma con me lo fa".
Si guarda allo specchio, Zoe, e l'immagine che vede riflessa adesso le piace: "Vedo la forza, la determinazione e bei muscoli. Mi piace chi sono e, ogni volta che corro, mi piaccio ancora di più. [...] Scoprire che correre mi rende felice, mi ha finalmente dato qualcosa per cui vivere".

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