Sabrina Ferilli difende Ignazio Marino: "Il Papa non doveva permettersi di attaccarlo"

ott 10, 2015 0 comments
SABRINA FERILLI

Sabrina Ferilli dalla parte di Ignazio Marino. In un intervista Il Fatto Quotidianol'attrice e show girl prende le difese del dimissionario sindaco di Roma. Tanto che, racconta al quotidiano, "Se Ignazio Marino ci ripensasse, se facesse delle dimissioni una pallottola di carta e la puntasse contro chi adesso esulta, se queste dimissioni le rifiutasse nel modo che sa, della bizzarria di cui è capace, mi farebbe felice".




E non è tutto. La romana doc al Fatto si dice anche disposta a rivotare Marino. "Anzi di più: diverrei una sua fan, ballerei il tango per una notte intera. Lo rivoterei alle prossime elezioni. Perchè Marino è quello che è, ma quegli altri sono iene a cui non frega nulla di Roma. Avevano bisogno di una preda, hanno ordito un agguato".
Poi spiega:
Sabrina Ferilli, secondo lei Marino chi è? Anzi cos'è?

Un uomo inadeguato, è figlio di questo tempo e partecipe dei successi di questa nuova classe dirigente che fa dell'apparenza la propria cifra, l'essenza dell'esistenza. Il sindaco di Roma c'è stato sempre nelle belle notizie, pronto a mettere il suo sorriso davanti all'aiuoletta pulita, a spumeggiare di felicità nella celebrazione del matrimonio tra gay, ad annunciare ora la pedonalizzazione, ora la bonifica. Con gli annunci oppure in compagnia delle belle notizie lui è sempre stato presente. Con le brutte, con i Casamonica re di Roma, è andato ai Caraibi.
Ancora al Fatto la Ferilli dice la sua:
Fugge dal dolore? 

Fugge dalla vita vera. Fugge esattamente come Matteo Renzi, il capostipite di questa mejo gioventù. Ieri Roma bruciava e il premier era con le eccellenze emiliane. Sempre pronto e in prima fila alla partita di tennis, in ultima quando deve avere occhi per gli ultimi. So' uguali uguali. Ma Marino ha un autout che Renzi non può permettersi di vantare: è fuori dalla fanghiglia del potere dei predatori, di coloro che adesso contano le bottiglie di vino, se la moglie ha mangiato bresaola o pasticcio siciliano, e non ricordano chi ha dato le chiavi del Campidoglio a Buzzi, chi ha reso inservibile il 65 per cento degli autobus della Capitale, chi ha concesso - per 75 centesimi di affitto al mese - settemila abitazioni di proprietà pubblica.
Chi ha messo in bilancio e speso come assistenza ai nomadi, 270mila euro all'anno per famiglia
Un magna magna rivoltante, dal quale Marino è totalmente estraneo. I suoi errori, che pure sono niente male, sono stati altri: non capire che una città ha bisogno di essere curata ogni giorno, ha bisogno di vedere che fai e non solo annunci. Però diamine!
E nemmeno Bergoglio sfugge al giudizio dell'attrice.
Diamine cosa? 

Che il Papa si senta in dovere di fare un comunicato per sfancularlo è - posso dirlo? - decisamente inaudito. Tutta la stima e la deferenza, ma Bergoglio non se lo poteva permettere. Eppure, ha visto che silenzio?
C'è il Giubile della Misericordia, siamo tutti devoti. 
Iene, pronti all'agguato. La Panda "ndo sta"? La multa, la gita, la cravatta, lo scontrino. E il ristoratore che ricorda esattamente che due anni fa c'era la moglie e anche quante briciole lasciò sulla tovaglia, e la Comunità di Sant'Egidio pronta a segnalare che quella volta no, loro non hanno magnato, ma forse l'altra precedente... E tutti a gridare: scandalo!
Poi, ribadisce ancora:
Marino non ti dimettere più.

Falli schiumare Forrest Gump. Sarà bizzarro e inadeguato ma non ladro. Non è lui ad aver spalancato le porte alla mafia, non è lui il corrotto [...].

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