A Firenze stretta anti-prostituzione, c'è il primo denunciato. Anche Mastella a Benevento vara l'ordinanza

set 19, 2017 0 comments
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Prima denuncia, la scorsa notte a Firenze, per un cliente di una prostituta in base alla nuova ordinanza del sindaco Dario Nardella che mira a contrastare lo sfruttamento e la tratta delle donne.
"Arrestare chi va con le prostitute è un atto di sinistra" dice oggi il primo cittadino fiorentino in un'intervista alla Repubblica, presentando la misura che introduce il divieto di contrattazione. E chi lo viola, secondo codice penale, rischia una multa da 206 euro o anche l'arresto.
Il primo denunciato è un italiano, sorpreso in via Campani, zona Nuovo Pignone, alla periferia nord della città. L'uomo, dopo aver offerto denaro a una donna albanese in cambio di prestazioni sessuali, si era appartato con lei a bordo della propria auto. E' quindi scattata la denuncia sulla base dell'articolo 650 del codice penale per violazione di una ordinanza delle autorità. La polizia municipale ha effettuati i primi controlli previsti dalla nuova ordinanza nella serata e nella nottata di ieri in tutta la città. I controlli continueranno nei prossimi giorni.
Analoga misura è stata presa a Benevento. Le crescenti segnalazioni dei cittadini hanno indotto il sindaco Clemente Mastella a emettere un'ordinanza che vieta l'esercizio della prostituzione sulle strade della città. Destinatari del divieto, e di conseguenza delle relative sanzioni in caso di inosservanza, sono sia la persona che offre la prestazione sessuale che chi la richiede. "In realtà - spiega l'ex Guardasigilli - l'ordinanza è contro chi sfrutta la prostituzione, ovvero delinquenti locali e malavita che giunge a Benevento dal casertano e dal napoletano". Per Mastella, infatti, si tratta di "deterrenza" e si può arrestare anche chi va con le prostitute.
Queste misure hanno sollevato alcune proteste. Come quella di Vladimir Luxuria, che all'AdnKronos parla di "misura illiberale, che va contro la libertà personale di chi intende avere con i suoi soldi una prestazione sessuale da una prostituta, a patto ovviamente che sia adulta e consenziente. Un conto è lottare contro la prostituzione minorile e contro la tratta delle donne - aggiunge Luxuria - altro conto è lasciare libere le persone che vogliono prostituirsi o che vogliono andare a prostitute di poterlo fare, dal momento che in Italia la prostituzione non è reato". Per Luxuria sono decisioni che "puzzano anche di bigottismo e populismo".

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