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Jesse Owens e la bufala della stretta di mano mancata di Hitler.L'atleta disse :"Hitler non mi snobbò affatto, fu piuttosto Roosevelt che evitò di incontrami"



Di Salvatore Santoru

Com'è noto Jesse Owens fu il primo atleta nero a vincere le Olimpiadi, e precisamente lo fece nel 1936 a Berlino, nella Germania hitleriana.
Questo evento storico, a cui recentemente era stato dedicato anche uno spot di "Fastweb", dal dopoguerra in poi è stato però sempre accompagnato dalla diffusione di una leggenda metropolitana, smentita dallo stesso atleta.



Difatti, in molti ancora pensano che Hitler, indispettito dalla vittoria di Owens, volontariamente non lo salutò e tale evento fu presentato addirittura come una vittoria statunitense sulla Germania.


Sulla vicenda, come riportato anche da Wikipedia, lo stesso Owens nella sua autobiografia,The Jesse Owens Story, ha scritto:

« Dopo essere sceso dal podio del vincitore, passai davanti alla tribuna d'onore per rientrare negli spogliatoi. Il Cancelliere tedesco mi fissò, si alzò e mi salutò agitando la mano. Io feci altrettanto, rispondendo al saluto. Penso che giornalisti e scrittori mostrarono cattivo gusto inventando poi un'ostilità che non ci fu affatto. » .


Come riporta ancora Wikipedia, sempre nel 1936 il presidente statunitense Roosvelt, preoccupato della reazione degli Stati del Sud, cancellò un appuntamento con il campione, e lo stesso Owens ha ricordato che sia Roosvelt che il suo successore Truman, lo snobbarono.Testualmente affermò:“Hitler non mi snobbò affatto, fu piuttosto Franklin Delano Roosevelt che evitò di incontrami. Il presidente non mi inviò nemmeno un telegramma”.

Tornando alla vicenda, a smentire le voci diffuse dalla stampa dell'epoca dell'episodio, ci fu anche l'italiano Arturo Maffei, amico di Owens e testimone oculare del fatto, che raccontò che Hitler fu il primo a salutare l'atleta afroamericano, come ricorda un articolo de l'Occidentale in cui è spiegato l'accaduto:
 "Hitler, arrivato davanti a Owens lo salutò per primo, alzando il braccio destro nel saluto nazista. Owens non poteva certo rispondere con il braccio teso e perciò allungò la mano verso Hitler. Costui, vedendo che Owens gli allungava la mano, abbassò il braccio teso e allungò a sua volta la sua mano verso quella dell’atleta, per stringergliela. Ma proprio in quell’attimo Owens, forse ricordandosi di essere un militare, portò la mano destra alla fronte salutando Hitler con il classico saluto militare mentre il dittatore tedesco rimase per un attimo con la mano tesa. "

C'è anche da ricordare che Owens strinse da quel giorno una forte amicizia con Luz Long, l'atleta tedesco secondo classificato e convinto sostenitore del nazionalsocialismo, tanto che l'altro morì nel 1943 in Sicilia, combattendo con la Wehrmacht contro gli Alleati.


Negli States Owens incominciò a diventare popolare solo dopo la fine della discriminazione  razziale verso gli afroamericani, tanto che nel 1976 ricevette la Medaglia presidenziale della libertà, da parte del presidente repubblicano Gerald Ford.

2 commenti:

  1. Quante cazzate hanno raccontato contro il nazionalsocialismo; ha vinto la guerra la parte sbagliata!!!

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