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Le Tavolette nuragiche di Tzricotu: storia di un misterioso ritrovamento archeologico


Di Marcella Meloni

La storia del ritrovamento delle tavolette in bronzo nel comune di Cabras, (Oristano) in località Tzricotu, inizia ufficialmente nel 1996, quando due professori di liceo oristanesi Gianni Atzori e Gigi Sanna scrivono un libro intitolato " Omines dal Neolitico all' eta' Nuragica" (edizioni Castello), nella sopracopertina è riprodotta la fotografia di una delle tavolette, i due autori non danno molte spiegazioni sulla provenienza del reperto del quale mostrano la fotografia, non spiegano né dove si trovano le tavolette, né chi le possiede, né quando e come siano state ritrovate, questo perché gli autori hanno avuto modo di visionarle solo attraverso alcune foto. Gianni Atzori, alla presentazione del libro, rivelò pubblicamente che le fotografie furono recapitate ai due autori attraverso sconosciuti canali. "Tutto lascia intendere che i reperti siano autentici. E che il luogo del loro ritrovamento sia il Sinis. Ma sono il primo a dire che un minimo di cautela non guasta. Una parola più compiuta - ha affermato Atzori - potrà venire dal mondo accademico, al quale ci siamo immediatamente rivolti". 
Un enigma, un autentico giallo. E probabilmente gli stessi possessori sono in attesa di saperne qualcosa di più. Atzori e Sanna sperano comunque di ricevere ulteriori segnali e non escludono che chi ha inviato le foto possa rifarsi vivo. Si augurano, insomma, che gli sconosciuti possessori delle tavole non si vogliano limitare all'invio delle foto, per poter dare con gli originali un contributo importante al patrimonio storico e linguistico della Sardegna.
Il libro è in piccolissima parte dedicato alla tavoletta in bronzo che viene studiata e comparata con gli anologhi ritrovamenti di iscrizioni. A conclusione dello studio viene ipotizzato che la tavoletta e' un sigillo reale di tipo funerario, databile tra il XIV e il XII sec. a.C. molto simile a una scrittura cuneiforme di tipo ugaritico, originaria della citta di Ugarit, in Siria, con anche alcuni caratteri protosinaitici, protopalestinesi e fenici, ciò fa pensare ad un contatto tra la civilta Nuragica e le culture orientali.
Poi nel 1998, finalmente si chiarì una parte del mistero, il 19 giugno, un giovane agricoltore di Cabras, Andrea Porcu, 26 anni, consegna una sola tavoletta bronzea alla Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano, nelle mani del prof. Raimondo Zucca docente universitario, e curatore del Museo Archeologico di Oristano. Nel consegnarla a Zucca, il giovane chiese di fruire dei benefici di legge e che il "reperto" fosse in seguito affidato al museo di Cabras per essere esposto al pubblico.
Quella che segue è una dichiarazione ufficiale a tutti gli organi d'informazione del prof. Raimondo Zucca:
"Deve formularsi ogni sull'origine e sulla cronologia dell' oggetto costituente un 'mostrum' tipologico e caratterizzato da una differenza di patina tra il diritto (recante i segni) e il rovescio, cosi' da autorizzare l'ipotesi di un intervento secondario per la realizzazione dei segni stessi."
Con questa prima dichiarazione un po' criptica il professore fa chiaramente capire che per lui la tavoletta è un falso.
A questo punto io mi chiedo per quale ragione Andrea Porcu avrebbe aspettato quasi tre anni consegnare una tavoletta falsa, non certo per guadagnare qualcosa, anzi in questo caso poteva addirittura passare per un falsario.
In seguito sono venuti fuori altri particolari, ma sempre col contagocce, ad esempio si sa che le tavolette sono state trovate per caso durante dei lavori di scasso di un terreno agricolo di proprietà del Porcu, ma non si sa esattamente quando, che le tavolette sono almeno quattro ma delle altre tre circolano solo delle fotografie, e che Sanna e Atzori sono venuti in possesso anche dei calchi delle quattro tavolette tramite delle persone non meglio identificate che gli hanno eseguiti, solo questo si sa ancora oggi dei misteriosi reperti. Le dimensioni di tutti i reperti sono simili, anche se si può essere certi solo di quella consegnata alla Soprintendenza.
La tavoletta A1 consegnata alla Soprintendenza archeologica di Cagliari è apparentemente un sigillo bronzeo, misura cm 6,4 x 3,5 e 0.9 di spessore, Il peso e' gr.118. I segni di questa tavoletta sono ripetuti integralmente nelle tavolette A2, A3 e A4 di cui sono note le fotografie pur non essendo noto chi le custodisca.
 Una delle tavolette che si conoscono esclusivamente in fotografia
Dal 1998 ad oggi il prof. Raimondo Zucca non ha più fatto nessun tipo di dichiarazione su questo reperto che è ancora in sua custodia, tanto che circa un anno fa il sindaco di Cabras, dott. Efisio Trincas ne ha chiesto ufficialmente la restituzione, per poterla esporre nel locale Museo Archeologico, ma non ha ricevuto nessuna risposta dalla Soprintendenza. 
Ora non si capisce se questi reperti sono considerati dei falsi, o se semplicemente non si vuole o non si può dare una spiegazione ufficiale alla loro esistenza in Sardegna.
Nel frattempo il prof. Gigi Sanna ha continuato i suoi studi sulle tavolette bronzee chiamate ora "Tavolette nuragiche di Tzricotu" ed è giunto ad una clamorosa rivelazione ora esposta sul suo nuovo libro "Sardoa Grammata ('ag 'ab sa'an yahwh-il dio unico del popolo nuragico)" editrice S'Alvure, uscito alla fine del 2004.
Dopo dieci anni di studi prima con l'aiuto di Gianni Atzori, e poi da solo, nelle università italiane e in quelle francesi, è arrivato a trovare parecchie similitudini con le famosissime tavolette di Glozel, solo che le tavolette nuragiche sarebbero più antiche di quelle francesi di almeno 300 anni.

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