Il pensiero di Dietrich Bonhoeffer


Riassumere il pensiero di Bonhoeffer in poche righe è praticamente impossibile. cercheremo di dare solo alcuni spunti di riflessione da approfondire in altre pagine o su altri siti più "alti" del nostro.
Proprio a partire dalla biografia del nostro autore e non volendo in nessun modo suggerire l'idea di una serie di tappe del suo pensiero, elenchiamo  semplicemente i temi più caratteristici di ogni momento della sua vita e del suo pensiero:

Periodo della giovinezza e dell'esperienza accademica
Dalla sua tesi di Laurea Sanctorum Communio prendiamo l'espressione di Chiesa = Cristo esistente come comunità.
Solo in una dimensione relazionale (per certi versi assimilabile alla riflessione di Martin Buber, ma che Bonhoeffer esplicitamente riferisce al meno noto filosofo tedesco Grisebach) noi abbiamo un accesso alla realtà di Dio e quindi solo nella chiesa, in cui Gesù vive come comunità, possiamo attingere ad una rapporto con Dio.

Dal suo corso, pubblicato a partire dagli appunti degli studenti, Cristologia, prendiamo invece la convinzione che il vero essere di Gesù sia l'essere-per-gli-altri, non tanto una ontologia precisa, quanto la realtà del dono assoluto e infinito.

Periodo di FinkenwaldeDal suo testo Sequela,  forse il più diffuso fuori dallo stretto ambito teologico, proponiamo  la  sua riflessione sulla Grazia a caro prezzo e grazia a buon mercato. in Cristo la Grazia è proposta come "cara", necessitante di una scelta precisa che è quella di collocarsi alla sequela del Cristo. chi dice di voler fare questo, ma si accontenta di esperienze che prevedono un impegno limitato, cioè una grazia a buon mercato, non fa i suoi conti con le linee programmatiche precise dettate da Gesù nel Discorso della montagna (Mt. 5-7)

Dal periodo della resistenza e del Carcere

Resistenza e resa
In questo testo, in cui sono riunite le lettere dal Carcere troviamo alcuni temi che sono diventati caratterizzanti la recezione del pensiero di Bonhoeffer in tutto il dibattito del '900

La distinzione tra fede e religione:
il Cristianesimo non è una religione, cioè un atteggiamento, una posa, una realtà a cui avvicinarsi a tempo limitato. dice il nostro teologo: "La relgione è come il salotto buono della vita; noi non vi entriamo mai, ma vi facciamo passare gli ospiti quando vengono a trovarci"
Il Cristianesimo è una fede, totalizzante, assoluta, coinvolgente e in cui si abita durante tutta la nostra vita.

Cristianesimo e mondo
La vita cristiana non è in opposizione al mondo, l'annuncio cristiano non si fa cercando i limiti dell'uomo e le sue risposte mancate per annunciarvi Cristo come risposta vera, come Deus ex machina. Dio non è il Dio dei limiti, ma il Dio del centro della nostra vita, da annunciare non nella debolezza, ma nella forza, in una vita polifonica in cui il Cantus firmus sia l'amore terreno, ed il resto contrappunto. La fede non è quindi una realtà che si oppone alla realizzazione u,mana, ma la fonda e su questa si fonda essa stessa.

Il Dio inutileLa categoria dell'utile non ci serve per parlare di Dio; Dio non è utile, non "ci serve", come abbiamo visto a spiegare ciò che non sappiamo, o a trovare soluzione che da soli non percepiamo. dio è semplicemente quella realtà di amore e di dono che ci vive accanto e che forse non può nemmeno aiutarci nella nostra vita. Bonhoeffer dice anzi che i Cristiano sono coloro che stanno accanto a Dio nella sua debolezza (cfr Poesia Cristiani e Pagani), ma tutti ricevono da Lui il dono e il perdono.

L'etica
Dal testo scientifico rimasto incompiuto troviamo i suoi tentativi di rispondere al dilemma della ultima parte della sua vita: come può un Cristiano, un pastore, scegliere di partecipare ad un complotto che culminerà nel tentativo di uccidere una persona, e ancora di più il leader scelto dal popolo, con una ovvia inserzione indebita negli affari dello stato.
Le sue risposte, anche se non concluse sono state oggetto di innumerevoli dibattiti durante tutto lo scorso secolo e non mancano di sollecitare la riflessione dei nostri tempi.
Dice Bonhoeffer: Se io vedo un pazzo che sta guidando a tutta velocità su una strada pedonale piena di passanti, il mio compito di pastore e cristiano sarà quello di pregare per le anime di coloro che saranno inevitabilmente uccisi, oppure cercare di fermare il pazzo, anche a costo della sua vita?"Conosciamo la sua risposta: con l'esclusione di un'etica dei principi (basata su criteri assoluti e spesso inadatti alla vita quotidiana, che cerca solo la santità personale e non la salvezza cristiana), con l'esclusione del "fine che giustifica i mezzi", Dietrich Bonhoeffer propone una etica situazionale: come guardare al mondo con gli occhi del Cristo, con essi giudicarlo e cercare di vedere in quel momento che cosa Lui stesso definisca bene e male. il cristiano può solo conformarsi a questo.
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