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DALLAS, L'ATTACCO TERRORISTICO DEI CECCHINI CONTRO LA POLIZIA DURANTE LA PROTESTA PACIFICA DEGLI AFROAMERICANI



Di Sergio Rame

Scorre il sangue per le strade di Dallas. Cinque poliziotti sono stati ammazzati, mentre almeno sette agenti e due civili sono rimasti feriti durante la veglia notturna control'uccisione di due afroamericani in Louisiana e Minnesota. In quello che è stato un vero e proprio agguato in stile militare, le forze dell'ordine sono state colpite da quattro cecchiniche hanno aperto il fuoco a ripetizione contro i poliziotti schierati per evitare che le proteste diventassero violente.
La protesta di Dallas era una delle tante manifestazioni organizzate in varie città del Paese dopo la morte di due afroamericani, uccisi da poliziotti, in Louisiana e Minnesota. Diverse centinaia di persone si erano radunate per marciare verso City Hall. Non erano ancora le nove di sera. E lungo la strada che porta alla sede del Comune decine di agenti erano pronti a impedire assalti contro gli edifici istituzionali. All'improvviso gli slogan di protesta sono stati brutalmente interrotti dai colpi sordi delle armi da fuoco, fucili d'assalto che hanno preso a esplodere senza alcuna pietà. I cecchini, come ha spiegato il capo della polizia di Dallas, David Brown, sparavano contro "la polizia da posizioni elevate". Così, mentre la folla si disperdeva per cercare di non rimanere ammazzata dal fuoco dei cecchini, almeno una dozzina di agenti è rimasta a terra. Cinque di loro sono morti sul colpo, mentre altri sei sono stati portati d'urgenza in ospedale. Tra i feriti c'è pure una civile, la 37enne afroamericana Shetamia Taylor che è stata raggiunta a una gamba. La donna si era buttata a terra per far scudo col suo corpo al figlio quindicenne, mentre gli altri tre figli correvano via perdendosi nella folla.
Dopo la sparatoria, le forze di sicurezza hanno subito fermato tre persone. Tra queste c'è anche una donna. Un altro uomo, Micah Johnson (un 25enne riservista dell'esercito incensurato), si è nascosto in un garage e ha minacciato di uccidere altri agenti facendo detonare alcune bombe già piazzate in città. "La fine è arrivata", ha intimato. Dopo ore di negoziati, poi interrotti da uno scontro a fuoco, la polizia lo ha neutralizzato facendo intervenire un robot bomba che dopo l'irruzione è esploso ammazzando il cecchino. Secondo il capo della polizia, i cecchini "volevano ferire o uccidere il maggior numero possibile di agenti bianchi". Per questo hanno preparato un'imboscata colpendo gli agenti alle spalle. "È un attacco pianificato da molto tempo, in attesa dell'occasione per compierlo - ha spiegato Steve Moore dell'Fbi - potrebbero non aver pianificato il luogo e il punto da cui condurlo, ma erano preparati ad attaccare".
L'ondata di proteste per la morte di Alton Sterling e Philando Castile si è diffusa ieri in diverse città americane. A Chicago, i manifestanti hanno occupato un tratto della Dan Ryan Expressway, una delle arterie principali della città, per circa 10 minuti. A New York, diverse centinaia di manifestanti hanno bloccato il traffico a Times Square, nel cuore di Manhattan, cantando "Mani in alto, non sparare". È stata eseguita più di una dozzina di arresti.

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