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IRAQ, IL RAPPORTO INCHIODA BLAIR: 'GUERRA ALIMENTO' TERRORISMO'




Di Claudio Cartaldo

L'invasione del Regno Unito dell'Iraq nel 2003 non era "l'ultima opzione". A dirlo è la commissione inglese guidata da Sir John Chilcot, il cui verdetto era atteso da sette anni e che rischia di creare un terremoto nella politica internazionale di Bran Bretagna e Usa.

Il rapporto sulla guerra di Usa e Gran Bretagna contro Saddam

Secondo il rapporto, il Regno Unito andò in guerra "senza cercare di trovare una soluzione alternativa". A Westminster, Chilcot ha affermato che la detronizzazione di Saddam Hussein "minarono l'autorità dell'Onu" e che le azioni militari furono decise con l'ausilio di rapporti "imperfetti" dei servizi segreti". Senza considerare che i piani di intervento furono "inadeguati". In pratica, Tony Blair presentò come certi alcuni dati di intelligence e valutazioni "fallaci" sul fatto che Saddam Hussein possedesse armi di distruzione di massa. "Non furono messi in dubbio - ha detto Chilcot - mentre avrebbero dovuto".

"La guerra alimentò il terrorismo"

Inoltre, il presidente della Commissione ha accusato il governo allora guidato da Tony Blair di aver sottovalutato le possibili conseguenze del conflitto. "Se la guerra - ha detto - fosse stata giusta il Regno Unito avrebbe potuto essere (e dovuto essere) più preparato per gli accadimenti che seguirono", nonostante Blair fosse "stato messo in guardia con espliciti avvertimenti che un'azione militare avrebbe aumentato la minaccia di al-Qaeda al Regno Unito e agli interessi britannici. Era stato anche avvertito che un'invasione avrebbe potuto far finire le armi e le capacità militari irachene nelle mani dei terroristi". In poche parole, insomma, la guerra a Saddam non fece altro che alimentare il terrorismo, assicurardogli le armi. E questo il Regno Unito lo sapeva.
"L'invasione britannica in Iraq nel 2003 fu una iattura e ha avuto conseguenze negative fino al giorno d'oggi: ha causato, a partire dal 2009, la morte di oltre 150mila iracheni, probabilmente molti di più, la gran parte civili. Più di un milione hanno dovuto lasciare le loro case". Senza considerare l'eredità del terrorismo internazonale.
Ma Blair continua anche oggi a rigettare le accuse: "Non credo - ha risposto al rapporto - che la rimozione di Saddam Hussein sia la causa del terrorismo che vediamo oggi in Medioriente o altrove". Poi ha difeso comunque la sua "decisione difficile e dolorosa", affermando che "il mondo era ed è un posto migliore senza Saddam Hussein".

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