L'EX COMANDANTE NATO RICHARD SHIRREFF ACCUSA: 'LA RUSSIA POTREBBE INVADERE LA POLONIA'




Di Franco Iacch

“È chiaro che la Russia è in grado di sorprendere l’Occidente con implicazioni potenzialmente devastanti per la Polonia orientale e conseguenze fatali per l’Alleanza”. Questo il monito lanciato dall’ex vice Comandante supremo alleato della NATO in Europa, il generale Sir Richard Shirreff, poche ore fa. Secondo l’alto ufficiale, “la Russia ha la forza per travolgere l’Europa orientale, mentre il presidente Vladimir Putin sarebbe essere disposto a scatenare la Terza Guerra Mondiale in poche ore”. L’avvertimento del generale Shirreff arriva a margine di un documento informativo dal titolo “Arming for Deterrence” pubblicato per il Consiglio Atlantico.
“Putin – ha aggiunto l’ex vice Comandante supremo alleato della Nato in Europa – potrebbe creare un pretesto, in linea con la sua propaganda, per giustificare una guerra con l’Occidente”. “Anche se Mosca non ha al momento l’intenzione di sfidare direttamente la Nato, la situazione potrebbe cambiare nel giro di poche ore con piani di attacco già predisposti e studiati”.
In realtà ciò potrebbe essere vero considerando le forze russe ed i tempi di risposta della Nato. Tale scenario di guerra lampo, però, non tiene conto dell’intervento degli Stati Uniti che dovrebbero entrare in guerra immediatamente qualora una nazione venisse assediata da una minaccia straniera. Ed a differenza della Seconda Guerra Mondiale Obama, entrando in guerra, per contrastare l’avanzata russa dovrebbero soltanto trasmettere i codici agli otto sottomarini classe Ohio sempre in navigazione. In ogni scenario, First o Second Strike, non ci sarebbero comunque vincitori.
Solo un pazzo in un sogno potrebbe davvero pensare che la Russia possa muovere guerra alla Nato – disse il presidente Vladimir Putin il sei giugno scorso – credo, invece, che alcuni paesi stiano semplicemente approfittando delle paure della gente per ricevere aiuti militari ed economici”.
La Nato non è attualmente in grado di difendere i Paesi alleati in prossimità dei confini russi. Quei quattromila soldati in turnazione nei Paesi Baltici tra qualche anno, sono più unamanovra di propaganda che una reale forza militare di contenimento, qualora scoppiasse una crisi che sfocerebbe certamente in un olocausto nucleare. E’ una posizione abbastanza condivisa ritenere le forze corazzate russe in grado di conquistare in 36 ore Estonia e Lettonia prima di dilagare nel resto dell’Europa. L’inevitabile controffensiva alleata non sarebbe in grado di impedire l’avanzata russa. L’Alleanza e gli Stati Uniti, per non perdere l’Europa ed arginare l’avanzata negli Stati Baltici, non avrebbero altra scelta che lanciare un attacco nucleare, con conseguenze fatali per un conflitto che diverrebbe globale. Anche dopo la controffensiva della Nato, le capacità delle forze corazzate di Mosca resterebbero estremamente efficaci.
Tesi nuovamente ribadita dal generale Shirreff: “Le forze armate del Distretto militare occidentale russo possono essere rapidamente rafforzate da unità e formazioni provenienti dalle altre parti del paese sotto la copertura di esercitazioni militari pianificate”.
Nel rapporto “Arming for Deterrence”, si raccomanda alla Nato di concentrare le forze in Polonia per scoraggiare un’escalation nella regione baltica. Al di là dei rapporti, un conflitto tra la Russia e la Nato non avrebbe vincitori, considerando che il ricorso al nucleare sarebbe inevitabile. Basti pensare che sarebbero necessari dai 15 minuti ad un massimo di 25 alle testate nucleari lanciate dai sottomarini Usa per colpire Mosca e raderla al suolo. La costante sensazione di aggressione e di guerra imminente, ha ben altri vantaggi.
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