BREAKING NEWS

MILANO: 1000 profughi arrivati in una settimana, collassa l'hub della Centrale



Di Alberto Giannoni

Mille persone arrivate in una settimana, centri d'accoglienza stracolmi, persone a dormire in strada.
Fra sbarchi e richiedenti asilo, migranti gestiti dalla prefettura e dal Comune, l'accoglienza a Milano torna ad essere un problema. E si torna a ipotizzare l'impiego del campo base Expo come centro per l'accoglienza.
Le immagini che, con drammatica eloquenza, descrivono quest'emergenza arrivano da via Sammartini e stazione centrale. Nella via che corre a fianco della stazione, un mese e mezzo fa, è stato inaugurato il centro, un «hub» destinato a registrazione e prima accoglienza. La Repubblica scrive che sono almeno 200 i migranti che chiedono aiuto od ospitalità. E i 150 posti non bastano. Ormai non c'è più un posto. Giovedì sera, lo documentano le foto, alcune decine di persone hanno dormito all'aperto, in stazione centrale. E si può immaginare quali siano le conseguenze di una situazione del genere, non tanto dal punto di vista estetico quanto umanitario.
Intanto i centri comunali (via Aldini, via Zoia, casa Suraya, via Corelli) sono tutti pieni. Dopodomani è prevista l'apertura di un punto di accoglienza notturna al Binario 21 della Centrale, presso il Museo della Shoah. Ma sono solo 50 posti. E certo non basteranno.
L'allarme lo lancia il Comune: «Sulla questione profughi non si può più giocare al rinvio - avverte l'assessore al Sociale Pierfrancesco Majorino - Se non si attivano a livello regionale e nazionale percorsi molto più efficaci e chiari il rischio vero e concreto è quello di andare incontro a serie difficoltà. «In queste notti - spiega Majorino - la città di Milano, tenendo conto delle differenti tipologie riguardanti i diversi percorsi relativi ai processi di regolarizzazione, ospita oltre 2.500 migranti a notte. Il tutto mette a durissima prova le nostre strutture e, vista la maggiore permanenza di numerosi profughi che divengono richiedenti asilo, non ci permette assolutamente di sapere se saremo in grado di reggere l'urto dei prossimi arrivi».
Nei giorni scorsi le prime avvisaglie di questa nuovo boom di arrivi, e il Giornale ha dato conto delle proteste di un deputato milanese, Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda: «È inaccettabile - aveva detto Grimoldi solo tre giorni prima del tutto esaurito - che il Governo abbia deciso, come sempre senza nemmeno informare le amministrazioni locali, di inviare altri 1200 immigrati richiedenti asilo in Lombardia, la Regione che ne sta già ospitando il numero maggiore, avendone già più di 14 mila. Ed è inaccettabile che dei quasi 12 mila immigrati sbarcati negli ultimi giorni il Governo pensi di mandarne ben il 10% in Lombardia, sgravando come sempre del fardello altre Regioni che invece ne ospitano pochissimi». A dargli man forte, l'assessore regionale Simona Bordonali: «Apprendiamo - ha detto il giorno successivo - che altri 100 immigrati sono stati trasferiti da Udine in Lombardia, a Milano e Varese per l'esattezza». Persone - aveva spiegato l'assessore - «cui è stata respinta la domanda di asilo o che hanno perso il diritto all'assistenza» e che «dovrebbero essere rimpatriate, non trasferite in Lombardia».

Nessun commento