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INGHILTERRA:Theresa May nuova premier, Boris Johnson è ministro degli Esteri




Theresa May è il nuovo primo ministro del Regno Unito. L’incarico di formare un nuovo governo le è stato ufficialmente conferito dalla Regina Elisabetta II durante un incontro ufficiale a Buckingham Palace, subito dopo le dimissioni dell’ex premier David Cameron. La May, 60 anni a ottobre e ministro dell’Interno negli ultimi sei mesi, è la seconda donna nella storia del Paese ad assumere la guida dell’esecutivo, 26 anni dopo la «Lady di ferro» Margaret Thatcher, anche lei conservatrice. 
Durante il suo primo discorso a Downing Street ha invocato più giustizia sociale per il Paese, impegnandosi a lavorare «non solo per pochi privilegiati, ma per tutti i britannici». La May ha definito la Brexit come una «sfida», parlando i «un momento importante dopo il referendum», ed evocando la necessità di «un grande cambiamento e di una visione audace e positiva del nostro ruolo nel mondo». «Non penseremo ai potenti ma a voi, sarete voi la priorità sulle tasse, non i ricchi», ha poi rassicurato il nuovo primo ministro. 
Tra i primi a congratularsi il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che su Twitter ha fatto le sue «più vive congratulazioni a Theresa May. Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con lei e le auguro ogni successo». Auguri anche dalla Casa Bianca, che si è detta fiduciosa delle sue capacità di guidare il Regno Unito nei negoziati di uscita dall’Unione. Attacco a muso duro da parte del leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, che ha salutato il nuovo primo ministro ricordando che «è la stessa May che mandò un vergognoso furgoncino per le vie di Londra, dicendo che i migrandi dovevano andare a casa». 

Nel suo messaggio di saluto, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso la speranza di poter «intensificare ed ampliare l’eccellente livello raggiunto dalle nostre relazioni bilaterali» e, sul piano europeo, «continuare l’ottima collaborazione instaurata con il Suo predecessore e che con la sua leadership si possano avviare presto i negoziati con l’Ue a seguito del referendum del 23 giugno». 


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