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Google lavora su un visore VR che traccia il movimento degli occhi


Di Lorenzo Longhitano

La seconda fase della strategia di Google nel campo della realtà virtuale potrebbe non passare soltanto dagli smartphone. Il visore Daydream View , che entrerà in commercio a novembre e segnerà l’inaugurazione della piattaforma di contenuti VR del gruppo, potrebbe essere anzi accompagnato in un futuro non troppo lontano da un caschetto indipendente, che non avrà bisogno cioè di alcun telefono da inserire al suo interno per funzionare.  





L’indiscrezione, che in realtà circola da mesi tra indizi e smentite, trova oranuove conferme da una serie di documenti depositati da Google presso la FCC statunitense per far certificare il fantomatico dispositivo. 

Le informazioni estrapolabili da questi ultimi documenti in realtà sono scarse — del dispositivo emerge solo che funzionerà anche in Wi-Fi e che si tratta di un prototipo a uso interno dei dipendenti della società e degli eventuali partner — ma le indiscrezioni già trapelate nel corso dei mesi aiutano a capire meglio cosa ha in cantiere la casa di Moutain View.  

Secondo le fonti di Engadget , il visore senza nome di Google integrererà due tecnologie ancora relativamente inedite nel mondo della realtà virtuale: un sistema di tracciamento oculare per usare il movimento degli occhi come cursore e una serie di sensori e algoritmi in grado di mappare l’ambiente circostante e la posizione dell’utente al suo interno senza bisogno di sensori esterni, come avviene ad esempio con HTC Vive 

Altre fonti riferiscono che il dispositivo non è pensato esclusivamente per la realtà virtuale ma anche per la realtà aumentata; senza dettagli tecnici a disposizione però è difficile prevedere cos’abbia in mente Google a questo punto dei lavori. La società dal canto suo ha già rifiutato di commentare le indiscrezioni: per sapere di più sui suoi progetti occorrerà aspettare la prossima fuga di informazioni. 


FOTO:Il visore Daydream View

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