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SIRIA, BAMBINI CRISTIANI E MUSULMANI MANIFESTANO INSIEME PER LA PACE

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Di Fulvio Scaglione

Quelli che ostentano grande preoccupazione per la sorte dei bambini della Siria avrebbero dovuto scrivere qualche riga, almeno per decenza, sulla manifestazione che pochi giorni fa ha animato le scuole e le piazze di AleppoDamascoHoms Yabroud e Tartus, dove migliaia di bambini cristiani e musulmani si sono radunati per chiedere la fine della guerra e pregare per la pace. “Con la nostra gioia e il nostro canto”, hanno scandito i ragazzi, “vogliamo oggi esprimere il desiderio che nella nostra amata Siria salga la musica della pace e non il rumore delle bombe, perché possiamo continuare a vivere con i genitori e gli amici e possiamo studiare e giocare senza paura”. L’appello dei bambini proseguiva in modo significativo: “Ti chiediamo, Signore, di illuminare i capi dei popoli che decidono il nostro destino, perché scelgano la pace e non la guerra”.
Un pronunciamento non privo di orgoglio e di una certa autonomia nei confronti del governo di Bashar al-Assad al potere, visto che in questo momento l’esercito regolare, appoggiato dai russi e dagli iraniani, è all’offensiva su tutti i fronti e le richieste di tregua vengono spesso interpretate come un “favore” fatto ai terroristi di Al Nusra e agli altri gruppi ribelli. Il significato dell’iniziativa, poi, aumenta se solo si considera che i bambini hanno sottoscritto una petizione per la pace che sarà consegnata ai rappresentanti di Unione Europea e Onu dai tre patriarchi orientali che portano il titolo di Antiochia: il greco-melchita Gregoire III, il greco-ortodosso Yohanna X e il siro-ortodosso Ignatius Aphrem II.
Nella tormentata Aleppo i bambini si sono ritrovati davanti all’ex scuola francescana di Terrasanta mentre tutto intorno, nei quartieri controllati dall’esercito, continuavano a cadere i colpi di mortaio e artiglieria sparati dai quartieri della zona Est della città, ancora controllata dai miliziani islamisti. Lo ha confermato monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo, denunciando che “da settimane è tornato il terrore, anche se ci sforziamo di tenere aperte istituzioni pubbliche come l’Università. Dai quartieri controllati dai ribelli”, ha proseguito monsignor Audo, “arrivano ogni giorni colpi che seminano morte. Tra i soli cristiani, nelle ultime due settimane, ci sono stati più di venti morti. Ma di quello che succede da noi i media occidentali non parlano”.
Oltre che non parlare dei morti “scomodi”, la stampa occidentale continua a ignorare le prese di posizione delle Chiese cristiane orientali e dei loro esponenti. E non riesce nemmeno ad accorgersi di eventi di grande importanza, sia dal punto di vista ecclesiale sia dal punto di vista politico, che possono sortire effetti notevoli in una fase come questa, delicatissima per un’eventuale soluzione della crisi siriana.
Papa Francesco ha creato 13 nuovi cardinali, che riceveranno la berretta color porpora il prossimo 19 novembre. I cardinali europei sono solo tre (gli altri sono sei americani, due africani, uno asiatico e uno dell’Oceania) e tra loro c’è monsignor Mario Zenari, nativo di Villafranca Veronese, 70 anni, dal 2008 nunzio apostolico a Damasco. Zenari è un diplomatico di alta scuola e può vantare un’enorme esperienza, avendo rappresentato la Santa Sede in Senegal, Liberia, Colombia, Germania, Romania, Costa d’Avorio, Niger e Sri Lanka, ma anche all’Ocse e presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Nell’ultimo secolo nessun diplomatico, prima di lui, ha mai ricevuto la porpora cardinalizia. Come sottolineato dallo stesso Zenari, papa Francesco ha subito chiarito che il nunzio-cardinale resterà al suo posto in Siria, con un significativo “rafforzamento della sede diplomatica”. Attraverso la massima autorità, quella del Papa, il Vaticano conferma così che la Siria è al centro delle preoccupazioni. E per dirlo con le parole di monsignor Zenari: “La mia missione riceve un valore aggiunto inestimabile. In Siria vi è ancora spazio per la diplomazia”.
Bisogna quindi guardare con molta attenzione alle iniziative delle Chiese cristiane d’Oriente e alle mosse del Papa, che non pare certo incline ad accettare supinamente lo smembramento della Siria e il massacro del suo popolo. La “promozione” di Zenari dimostra che Francesco non solo crede ancora nella possibilità di far tacere le armi ma anche che, con ogni probabilità, ha in mente qualche iniziativa per promuovere un’intesa diplomatica.

FONTE:http://www.occhidellaguerra.it/siria-i-bambini-manifestano-per-la-pace/

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