Dal 2020 entrare nell’area Schengen costerà 5 euro: ok della Commissione

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Di Emanuele Bonini

La libera circolazione non ha prezzo, parteciparvi invece sì. A partire dal 2020 l’ingresso nell’area Schegen, costituita dall’insieme dei Paesi Ue più Lichtenstein, Islanda, Norvegia e Svizzera, sarà consentito solo dietro pagamento di 5 euro per ogni cittadino dai 18 anni in su con nazionalità diversa dai membri del club che hanno deciso di istituire il principio del «free movement». E’ questa la principale novità contenuta nelle proposte della Commissione europea per il rafforzamento dei controlli delle frontiere esterne, approvate oggi dal collegio dei commissari. Il pagamento del «pedaggio» rientra nel sistema europeo di informazione e autorizzazione per i viaggi (Etias), che regolerà il flusso delle persone in ingresso e in uscita in Europa. Le misure sono dettate dalla necessità di evitare la reintroduzione dei controlli al confine tra i Paesi dell’Ue, ripristinati sulla scia del fenomeno migratorio, e spiegato dall’esecutivo comunitario in ragione della minacce alla sicurezza. 

L’Europa segue il modello degli Stati Uniti  
L’Etias si rifà al sistema di controllo dei turisti e dei nazionali stranieri noto come Esta (Sistema elettronico di autorizzazione di viaggio). Dal 2020, anno in cui si intende rendere operative le nuove regole, i cittadini extra-comunitari provenienti da quei Paesi esentati dall’obbligo di visto per soggiornare nell’area Schengen dovranno chiedere comunque un permesso on-line, e sarà possibile farlo da computer e dispositivi portatili. La procedura è simile a quella dei biglietti aerei low-cost: ci si registra, si inseriscono i propri dati e si paga. Solo dopo l’avvenuto pagamento sarà possibile ottenere il via libera al soggiorno europeo. Pur non sostituendosi al visto l’autorizzazione d’ingresso sarà obbligatoria. Ci si deve registrare tre giorni prima della partenza, poiché per i controlli di rito ci vorranno fino a 72 ore. 

Si paga la tassa, si investe in sicurezza  
Il pagamento di 5 euro per tutti gli extra-comunitari dai 18 anni in su rispecchia il pagamento di una «tassa d’iscrizione» al sistema Etias, ha precisato la Commissione Ue. L’autorizzazione varrà per più viaggi e avrà validità complessiva di cinque anni. I dati personali saranno contenuti in un apposito database per cinque anni dopo l’ultimo ingresso nell’area Schengen. Europol, l’agenzia di polizia europea, avrà il compito di stilare una lista di soggetti potenzialmente pericolosi e stabilire se e quando sussistano motivi per negare l’ingresso. Il sistema punta a garantire sicurezza controllando le persone prima del loro arrivo su suolo europeo.  

Costi  
Lo sviluppo e la messa in opera del sistema Etias, che si vuole pronto per l’1 gennaio 2020, è stimanto in circa 212 milioni di euro, con costi operativi stimati in circa 85 milioni di euro l’anno. Una volta a regime, però, il sistema europeo di informazione e autorizzazione per i viaggi si finanzierà da solo, in quanto i costi operativi saranno coperti dai ricavi delle tasse di iscrizione, i 5 euro chiesti per usufruire della libera circolazione.  

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