Storia di Fidel Castro, dai legami con l’URSS agli incontri con i Papi: le tappe fondamentali della vita del líder máximo

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Di Davide Turrini

Fidel Alejandro Castro Ruiz nasce a Biran (Cuba) nel 1926, figlio di un ricco agricoltore originario della Galizia spagnola, durante gli studi di giurisprudenza all’Università dell’Avana abbraccia il marxismo, a cui si accoppia una visione antimperialista contro gli Stati Uniti, e l’idea di una lotta anticapitalista e contro la corruzione dei governi conservatori diffusa in tutto il Centro e Sud America. Già nel 1947 partecipa ad una tentata insurrezione contro la giunta militare di Trujillo nella Repubblica Domenicana che poi viene fermata sul nascere. Nel 1948 sposa l’abbiente Mirta Diaz Balart da cui avrà nel 1950 un figlio,Fidelito.
Il 26 luglio 1953 Castro è tra gli organizzatori del tentativo di spodestare il dittatore di CubaFulgencio Batista, con l’assalto armato alla caserma della Moncada a Santiago di Cuba. A causa dello scarso coordinamento tra i gruppi del commando, l’assalto fallisce e Fidel viene arrestato. Durante il processo contro di lui, la sua difesa si trasformò in arringa che denunciava le condizioni di povertà e indigenza a cui erano sottoposti i cubani chiudendolo con una frase che diventò celebre nel mondo: “La storia mi assolverà”. Dopo due anni Castro viene amnistiato e finisce in esilio in Messico. Lì conoscerà Ernesto Che Guevara e pianificherà una nuova rivolta a Cuba.
Nel novembre 1956 la nave Granma con a bordo 82 ribelli approda nella parte orientale di Cuba, vicino alla Sierra Maestra, ma viene annientata dall’esercito di Batista. Sopravvivono in 12, tra cui il Che e il fratello di Fidel, Raul. L’idea dell’insurrezione che parte da una zona rurale e non da quella urbana ha comunque successo. Nonostante l’esiguità delle forze, molti contadini si aggiungono al manipolo di sopravvissuti e gradualmente la situazione si ribalta. Dopo mesi di guerriglia tra foreste, fiumi e rocce, e la fallita Operazione Verano dei militari cubani, i ribelli marxisti conquistano l’isola con l’entrata trionfale di Castro a L’Avana l’8 gennaio del 1959.
Il 16 febbraio ’59 presta giuramento e diventa primo ministro di Cubae in pochi mesi mette in atto l’importante riforma agraria che permetterà di suddividere tra oltre 200mila contadini le terre fino ad allora in mano a pochi proprietari terrieri. I primi mesi dei rivoluzionari al governo sono contraddistinte da molta più attenzione alle riforme socialiche allo sviluppo economico: scuole, strade, acquedotti, sistema sanitario, tutte iniziative rivolte alla popolazione meno abbiente. Immediatamente dopo inizia l’avvicinamento all’Unione Sovietica, l’aumento delle spese militari per creare un nuovo esercito rivoluzionario, e all’allontanamento forzato delle compagnie petrolifere occidentali da Cuba con la nazionalizzazione delle raffinerie.
Dopo l’embargo voluto dagli Stati Uniti il 15 aprile 1962 alcuni aerei militari statunitensi bombardano tre aeroporti militari cubani. E’ l’inizio di quella che è stata chiamata la crisi della baia dei Porci, provocato dal finanziamento delle amministrazioni Eisenhower e Kennedy ai dissidenti cubani che volevano rovesciare Castro. La tentata invasione armata dell’isola finisce pochi giorni dopo con il successo delle forze rivoluzionarie dell’isola.
I primi anni sessanta sono caratterizzati dall’allacciarsi del forte e lungo legame con l’Unione Sovietica. A Cuba vengono installati missili nucleari R-12. Scoperti dagli Stati Uniti che lo ritengono un atto di attacco e sfida, Castro risponde che sono stati piazzati per la difesa dell’isola. Da metà anni sessanta in avanti inizia l’appoggio ai tentativi di rivoluzione armati in America Latina (tra cui quello nel 1967 in Bolivia in cui morirà Che Guevara) e in Africa (“l’anello più debole della catena imperialista”).
Nel 1976 Fidel Castro diventa presidente di Cuba, carica che manterrà fino al 2008 quando gli succederà il fratello Raul.  A metà anni ottanta in concomitanza con il ritiro graduale, e dopo l’89 definitivo, del supporto militare ed economico dell’Unione Sovietica, Castro affronta il periodo più buio e di crisi dell’isola. E’ l’epoca del ritorno ad un’economia di sussistenza e l’incrinarsi degli ideali più “puri” della rivoluzione socialista di trent’anni prima. Gli anni novanta portano alle prime“riforme” strutturali volute anche da Castro: la nascita di piccole imprese private, la circolazione limitata del dollaro, la sostituzione di anziani membri del governo, la possibilità anche qui limitata di migrazione da Cuba. Dopo anni di accuse di reazionarismo rivolte alla Chiesa Cattolica, l’ateo Fidel nel 1996 visitò Roma e il Vaticano, poi ricambiò l’invito per Giovanni Paolo II a Cuba nel gennaio 1998 per una visita ufficiale che entrerà nei libri di storia.
Da quando nel 2009 si è ufficialmente ritirato dalla vita politica di Cuba,Fidel Castro ha però presenziato alla visita di Benedetto XVI nel marzo 2012, e ha continuato a tessere relazioni internazionali intervenendo sia nella risoluzione dei conflitti in Sud America (in particolare è stato stretto il legame con Hugo Chavez, con cui ha tentato la mediazione tra governo colombiano e FARC per un processo di pace), ma anche sbattendo la porta in faccia ad Obama, in visita a Cuba e il fratello Raul nel più alto momento del “disgelo cubano” post ’89. “Non abbiamo bisogno di regali dall’impero”, scrisse Fidel in una lettera inviata a Barack.
La vita matrimoniale di Fidel Castro è stata lungamente chiacchierata, nonché tenuta segreta dagli organi di informazione cubani. Il matrimonio con Maria Diaz-Baiart si conclude già nel 1955, e dietro pare ci sianomotivi di tradimento anche politici. E prima di riavvicinarsi alla nuova compagna “ufficiale” Dalia Soto del Valle, sposata segretamente nel 1980, da cui avrà tra il ’62 e il ’74 cinque figli (Alexis, Alejandro, Antonio, Alexander, Angel), Castro ha avuto infinite “liason” mai mostrate in pubblico da cui però sono nati almeno quattro figli poi riconosciuti (Alina, Jorge, Francisca, Alejandro). In una biografia recente si è parlato di una lunga relazione con la guerrigliera Celia Sanchez, anche segretaria del governo cubano, morta poi nel 1980 a 59 anni.
Secondo un documentario del 2006, “638 Ways to Kill Castro”, diretto da Dollan Cannell, Fidel Castro sarebbe scampato a ben 638 piani per ucciderlo. Si va dai sigari esplosivi o al botulino all’arrivo di femmes fatale (di cui appunto Castro aveva un debole), alla più classica siringa avvelenata come ad una nefasta penna stilografica. Nel film si ascolta anche la testimonianza di Antonio Veciana, un esule cubano che ha tentato tre volte in 17 anni di uccidere Castro. A volere l’omicidio del lider maximo, secondo Cannell e soci, è sempre stata la CIA, che avrebbe perfino cercato il supporto della mafia. Il più convinto assertore dell’eliminazione di Castro a detta dell’ex direttore della CIA; Helms, fu John Fitzgerald Kennedy.

FONTE:http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/26/fidel-castro-morto-dai-legami-con-lurss-agli-incontri-con-i-papi-le-tappe-fondamentali-della-vita-del-lider-maximo/3218842/

TITOLO ARTICOLO ORIGINALE:"Fidel Castro morto, dai legami con l’URSS agli incontri con i Papi: le tappe fondamentali della vita del líder máximo"

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