Germania: raid in tutto il Paese contro gli estremisti islamisti

Di Simone Zoppellaro
Oggi alle 6:30 in Germania ci sono stati raid contro oltre 200 moschee, appartamenti e uffici in tutto il Paese.
Centinaia di agenti di polizia dispiegati per colpire le reti dell’islam radicale. Si tratta della più grande operazione degli ultimi tempi in Germania, ma è solo l’ultima di una lunga serie. Berlino sembra non essere più disposta a tollerare chi predica l’odio e fa proseliti sul suo territorio per conto degli estremisti. Secondo fonti ufficiali, a essere colpita in particolare è stata l’associazione islamica del predicatore radicale Abu Nagi: messa fuori legge la sua associazione con oltre 500 seguaci. Dopo la fase preparatoria più di un anno, il ministero degli interni oggi ha deciso di colpire.
«La democrazia è contro l’islam ed è l’esatto contrario dell’islam». E ancora: «Se neghiamo la sharia, allora siamo infedeli. Se accettiamo la democrazia, allora siamo infedeli». Queste sono solo alcune delle affermazioni controverse del predicatore radicale Ibrahim Abu Nagi. Fra gli altri luoghi, oggi è stata perquisita anche la sua abitazione, ma inutilmente: il predicatore, secondo fonti ufficiali, avrebbe lasciato la Germania prima del raid. L’uomo, di origini palestinesi ma in Germania dagli anni ottanta, è a capo di un’associazione salafita, ‘la Vera religione’ (‘die wahre Religion’, in tedesco), che si è resa responsabile del reclutamento di diverse persone per conto dell’Isis. Fra loro, anche l’ex rapper berlinese Denis Cuspert, noto con lo pseudonimo di Deso Dogg, che ha lasciato la Germania per combattere in Siria con i miliziani dello Stato Islamico.
L’associazione di Abu Nagi è nota in Germania soprattutto per la sua intensa attività di proselitismo. In tutte le principali città tedesche gli uomini della ‘Vera religione’ avevano banchetti ogni weekend con copie del Corano e opuscoli da distribuire. Qui a Stoccarda si trovavano ogni sabato in pieno centro nella principale via dello shopping, Königstrasse, per incontrare le persone e fare proseliti. Non più. L’associazione radicale, secondo le autorità di sicurezza di Berlino – citate dallo Spiegel – sostiene «la jihad armata ed è un punto di reclutamento e di raccolta livello nazionale per gli islamisti e per le persone che vogliono trasferirsi in Iraq e in Siria con intenti jihadisti». Dopo gli attacchi di quest’estate in Germania rivendicati dall’Isis, e con il timore che ritornino in patria una parte del migliaio di tedeschi che ora si trovano nei territori del sedicente Stato Islamico, oggi Berlino ha finito la pazienza. Quello di oggi è solo l’ultimo passo in un lavoro sistematico in corso da tempo per colpire e smantellare le reti del jihadismo e dei suoi simpatizzanti sul territorio.

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