Palermo, la cupola della mafia nigeriana "Black Axe" in manette: 17 fermati: “Una mafia più violenta di Cosa nostra”

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Di Giuseppe Pipitone
Punizioni atroci, torture fisiche, ritorsioni a metà tra la magia nera e le vendette mafiose. E poi affiliazioni, rituali, battesimi che prevedevano un rito particolare: bere sangue umano. Intorno ci sono gli affari, il business che prospera su un consenso sociale basato sulla più potente delle protezioni: l’omertà. Tutto gestito da un’associazione criminale organizzata come uno vero e proprio Stato con i suoi capi, i ministri della difesa, i soldati, persino la sua festa nazionale: una struttura piramidale di obbedienza e terrore.
“Cosa nostra tollera la mafia nigeriana a Palermo” – Nell’ultima inchiesta della procura di Palermo c’è tutto quello che bisogna sapere sulla Black Axe, l’ascia nera, l’associazione mafiosa nigeriana che da qualche anno ha lasciato Lagos per espandersi in tutto il mondo. Una scalata al potere fatta di terrore, orrende torture e alleanze con le altre organizzazioni criminali: come aveva documentato un’inchiesta del fattoquotidiano.it, infatti, per la prima volta la più antica della mafie italiane, e cioè Cosa nostra, ha ceduto una porzione del suo territorio agli uomini della Black Axe. Da qualche tempo a Ballarò, il quartiere che dà il nome al mercato nel cuore del centro storico cittadino, sono i mafiosi africani a dettare legge. “Cosa nostra ha consentito ai nigeriani di organizzare una struttura subalterna alla mafia: erano tollerati a patto che non uscissero dal loro perimetro di appartenenza”, conferma adesso il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che insieme ai sostituti Sergio Demontis e Gaspare Spedale ha ordinato il fermo di 17 esponentidell’organizzazione africana accusati a vario titolo di associazione criminale di stampo mafioso.

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