Perché quello alla conoscenza è un diritto umano

Pubblichiamo ampi stralci dell’intervento che l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata ha tenuto al convegno svoltosi giovedì 29 novembre nella Sala Koch di Palazzo Madama, intitolato “Sos Stato di diritto: verso il diritto alla conoscenza” e promosso dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito e dal Global Committee for the Rule of Law – Marco Pannella (GCRL), assieme allo IAI, SIOI, ISISC e all’associazione Nessuno Tocchi Caino.
Di Giulio Terzi di Sant'Agata
Desidero esprimere al Presidente del Senato della Repubblica, Senatore Pietro Grasso il ringraziamento più sentito per il suo indirizzo di saluto. Le sue parole sono un incoraggiamento importante. Hanno valore particolarmente significativo per molti di noi che hanno ascoltato proprio qui al Senato, nel luglio dello scorso anno, lo straordinario discorso con il quale Marco Pannella dava impulso decisivo a un ambizioso percorso e contenuti precisi alla sua visione : affermare il diritto alla conoscenza quale elemento costitutivo dello Stato di Diritto. Dalla Conferenza al Senato dello scorso siamo stati dolorosamente privati della straordinaria forza morale, della incomparabile capacità di Marco Pannella di leggere dentro alle cose, di intuire ben prima degli altri i sentimenti, le passioni, i bisogni ineludibili che animano la società. Quando glielo facevo notare, si scherniva, dicendo soltanto “ a me piace ascoltare sempre la gente, al mercato, per la strada, ovunque”.
Dallo scorso anno abbiamo proseguito in questo impegno. Con gli incontri avuti alle Nazioni Unite a Ginevra in maggio, l’azione del “Comitato Globale per lo Stato di Diritto- Marco Pannella” è proseguita in diversi contesti e conferenze internazionali all’estero e in Italia. Abbiamo iniziato ad approfondire alcuni temi sensibili per l’affermazione dello Stato di Diritto, come nel convegno realizzato con lusinghiero successo la scorsa settimana presso la Regione Piemonte, e ci proponiamo di stimolare il dibattito su temi specifici, ad esempio delle libertà religiose e di pensiero, dei diritti delle minoranze, della radicalizzazione e dell’estremismo. Abbiamo avuto la soddisfazione di constatare come si tratti – per quanti ritengono essenziale rilanciare efficacemente lo Stato di Diritto in forma compiuta nella società contemporanea – di una sfida che non soltanto merita di essere raccolta, ma che deve essere vinta.
(…) Il documento “SOS Stato di Diritto: verso il Diritto alla Conoscenza “, che abbiamo anche dinanzi a noi , è stato diramato per offrire un orientamento ai nostri lavori. Nell’ incipit del documento emerge subito quanto sia radicato nella storia delle democrazie liberali il principio del Diritto alla Conoscenza. Pannella aveva perfettamente compreso il senso di quella che– nella definizione di Pierre Renouvin – possiamo ben considerare una delle “forze profonde” che determinano il corso delle relazioni internazionali e la vita dei popoli. La diffusione della conoscenza, i suoi condizionamenti, la deformazione strumentale della verità e dell’informazione, costituiscono il comune denominatore nella storia del XX di inizio XXI secolo. Dalla Prima Guerra Mondiale, e con esponenziale accelerazione nell’odierna società dell’informazione, la diffusione della conoscenza è stata sempre determinante nella combinazione di “forze profonde”: economiche, demografiche, geopolitiche, di sentimenti identitari e nazionali. Se esistono, come scriveva Renouvin, diverse forme di nazionalismo, e molteplici sono, tra marxismo e liberismo, i modelli economici che possono dividere la società, o renderla più coesa e partecipativa, il processo di valutazione e di conoscenza di quei modelli ha sempre rappresentato il principale terreno di confronto sociale, culturale e politico.

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