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Referendum, ha vinto il No e Renzi si dimette. E ora cosa succede?

(foto: Ap/LaPresse)
Foto: Ap/LaPresse)
Di Giuditta Mosca
La voce insindacabile del popolo italiano ha parlato tramite le urne: Il No al referendum costituzionale ha raggiunto il 59,15% dei voti. E il premierMatteo Renzi ne ha preso atto, annunciando le proprie dimissioni. “Volevo tagliare le poltrone della politica e alla fine è saltata la mia“, ha detto poco dopo la mezzanotte, aggiungendo che durante il pomeriggio di oggi salirà al Colle per presentarle il presidente della Repubblica. “Agli amici del Sì dico che ho perso io, non voi. Volevo combattere il populismo, sentitevi soddisfatti della passione e delle idee“, ha concluso Renzi.

E ora?
Le opzioni sono tre: il presidente della Repubblica non accetta le dimissioni del premier oppure le accetta e dà a Renzi stesso il compito di formare unnuovo governo. Un Renzi-bis, almeno al momento, sembra un’opzione che l’ex premier non è disposto a sostenere. Resta la possibilità di un governo tecnico che, probabilmente, porterà alle elezioni anticipate al 2017. Trovare il candidato ideale è impresa tutt’altro che facile, azzardando un’ipotesi il profilo più idoneo risulta essere quello di Pier Carlo Padoan, attuale ministro dell’Economia e delle finanze, per i suoi trascorsi alla direzione esecutiva del Fondo monetario internazionale (Fmi) dal 2001 al 2005 e per il suo profilo di economista. Perché il rischio più grande per l’Italia è proprio l’instabilità politica.
Cosa rappresenta questo NoCon un solo No gli italiani hanno mandato tanti messaggi, non solo al governo e non solo alla politica nostrana a cui hanno voluto mandare un monito, così come hanno voluto dare un colpo all’euro e uno all’Europa.

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