Sardegna, indipendentisti in piazza per il diritto alla Salute Pubblica


Di Claudia Zuncheddu

Le rappresentanze dei movimenti indipendentisti Fronte, Gentes, Progres, Sardigna Libera e Sardigna Natzione, oggi(nb,comunicato del 14 dicembre 2016)  a Sassari hanno improvvisato un sit-in di fronte alla neonata Asl Unica. 

Un sit-in per manifestare il dissenso sulle politiche devastanti, in materia di Sanità pubblica, portate avanti in Sardegna dal Presidente Pigliaru e dalla sua maggioranza che governa. In egual misura si denunciano le responsabilità delle forze di opposizione nel Consiglio della RAS per il silenzio complice delle scelte neoliberiste di Pigliaru. 

Noi indipendentisti sosteniamo le lotte dei sardi per il diritto inalienabile alla Sanità pubblica e appoggiamo le azioni della “Rete Sarda – Sanità Pubblica”, in prima linea, non da oggi per la difesa degli ospedali in tutti i territori disagiati della Sardegna.

Noi ribadiamo la nostra contrarietà al “Piano di Riordino della Rete ospedaliera sarda” attraverso la quale con l’alibi riorganizzativo, di fatto declassano e chiudono gli ospedali dei territori più disagiati da Isili a La Maddalena, da Muravera a Sorgono, a Thiesi, ad Alghero, a Lanusei, al Sulcis Iglesiente…

Denunciamo lo stato di abbandono degli ospedali di Cagliari, con la chiusura di presidi ospedalieri al servizio di tutta la Sardegna, dal Microcitemico al Binaghi, al San Giovanni di Dio, al Marino. L’Ospedale Oncologico perde pezzi (dalla chirurgia alla radioterapia); il Brotzu è in forte sofferenza. Le lunghe liste d’attesa e la forte carenza di personale medico e paramedico, costringono i sardi a rinunciare alle cure sanitarie e i nostri medici a fuggire.

L’ospedale Microcitemico: scuola di scienziati ed avanguardia internazionale secondo l’OMS, oggi viene mortificato e accorpato al Brotzu, perdendo ogni sua specificità sia per l’assistenza ai talassemici sia per le malattie rare (assai diffuse in Sardegna).

Diciamo 

NO alla Asl Unica, la neonata grande mangiatoia dei partiti politici al governo dei sardi, reali responsabili dei Buchi di bilancio della Sanità, ma che intendono far pagare alle nostre collettività attraverso il taglio del diritto all’assistenza primaria e chiudendo i nostri ospedali pubblici.

NO alla sostituzione degli ospedali territoriali con centri burocratici di potere al servizio del clientelismo dei politici accondiscendenti. 

NO alla nomina del super-manager piemontese Moirano, a cui si affida il taglio dei diritti dei sardi ad una sanità pubblica di qualità e gratuita per tutti.

NO all’ ”operazione coloniale italo-araba” che vede l’apertura del Mater Olbia, l’ospedale privato di proprietà dell’Emiro del Qatar. La classe politica sarda in modo trasversale si è impegnata a distrarre dalle nostre casse, a favore dell’Emiro, 58 milioni all’anno per dieci anni, arrivando paradossalmente a “comprare un nuovo padrone” al Popolo sardo.

Con il sit-in a Sassari, noi indipendentisti preannunciamo la lotta ad oltranza in difesa della Sanità Pubblica Sarda.

FONTE:Facebook

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