Truccavano il tasso dei mutui: multe per 485 milioni a tre banche

Di Gian Maria De Francesco
Si rafforzano le speranze per i sottoscrittori di mutui e derivati sull'Euribor tra il 2005 e il 2008 che intendano far valere le proprie ragioni chiedendo risarcimenti.
Ieri, infatti, l'Antitrust europeo ha comminato multe per quasi mezzo miliardo di euro (485 milioni per la precisione) a Crédit Agricole, Hsbc e Jp Morgan Chase per aver costituito un cartello finalizzato alla fissazione dei tassi mediante lo scambio di informazioni sensibili su indici di riferimento come l'Euribor e su derivati legati a tassi overnight come l'Eonia. Si tratta di un'ulteriore passo dopo la multa da circa un miliardo comminata tre anni fa a Barclays, Deutsche Bank, Royal Bank of Scotland e Société Générale che, tuttavia, avevano raggiunto un accordo transattivo con la Commissione europea.
In particolare, le sanzioni sono state inflitte per 337 milioni a Jp Morgan e per 114,6 milioni ad Agricole in quanto la partecipazione al cartello è stata di cinque mesi, mentre 33 milioni sono stati richiesti a Hsbc che avrebbe alterato i tassi per un mese soltanto. «Le banche devono rispettare le regole europee sulla concorrenza come qualunque altra impresa che operi nel mercato unico», ha commentato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager, che ha chiuso il dossier aperto dal predecessore Joaquín Almunia. «I mercati finanziari devono essere competititivi», ha concluso l'esponente dell'esecutivo comunitario ricordando come i tassi di riferimento e i derivati connessi siano importanti non solo per i consumatori ma anche per le imprese che li usano come «polizze assicurative contro le fluttuazioni».
Che cosa avrebbero, dunque, fatto le banche in questione? Ormai è acclarato: fra il settembre 2005 e il maggio 2008 i trader delle banche erano in contatto regolare fra loro attraverso chat aziendali o servizi di messaggeria istantanea allo scopo di distorcere verso l'alto o verso il basso il livello dell'Euribor. Quest'ultimo è calcolato giornalmente da Thomson Reuters in base alle informazioni inviate da un panel di banche in teoria in maniera indipendenti fra loro. Come ha spiegato Vestager, prendendo come esempio il 19 marzo 2007, in quella data le banche in questione si misero d'accordo tra loro per fissare un Euribor più basso e trarne un vantaggio.
In pratica, la commissaria ha ufficializzato in parte il contenuto della sentenza Antitrust parzialmente desecretata su richiesta dell'avvocato sassarese Andrea Sorgentone per conto dell'associazione Sos Utenti. Bruxelles, infatti, aveva stabilito che «almeno uno dei trader coinvolti in queste discussioni asseriva che avrebbe riferito o riferiva la risposta dell'incaricato (di rispondere al sondaggio ndr) prima del momento dell'invio giornaliero dei dati». Secondo Sorgentone, «i mutuatari italiani hanno pagato interessi per 30 miliardi, di cui 16 indebitamente», perciò «la sentenza europea è vincolante per i giudici italiani» che ora dovrebbero essere chiamati a quantificare gli interessi da restituire «in ogni rapporto di mutuo, leasing, apertura di credito a tasso variabile che ha avuto corso dal 1 settembre 2005 al 31 marzo 2009». Da ieri le loro ragioni sono ancora più forti.
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