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Cosa sono i voucher, chi li utilizza e come si riscuotono. Le ipotesi in campo per rivedere lo strumento

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Di Viola Contursi
È stato uno degli argomenti più discussi da quando Paolo Gentiloni, meno di un mese fa, si è insediato a palazzo Chigi: parliamo dei voucher. Strumenti nati con l'intento di far emergere il nero lì dove si annida nelle maglie del lavoro “saltuario” (che spesso saltuario non è) ma che con gli anni hanno dimostrato di avere più di un problema di applicazione. Mentre il Governmonitora il loro utilizzo, un vero e proprio boom lo scorso anno, e pensa a come riformarne la normativa per renderli più sicuri e non strumenti per creare “nuovi schiavi”, vediamo chi può usare questi “buoni lavoro” e come funzionano.
Cosa sono
I voucher servono per pagare la prestazione e i contributi, quindi in qualche modo regolarizzare, tutti quei lavoratori che svolgono lavori di tipo occasionale accessorio. Vengono infatti molto utilizzati per pagare badanti e colf che magari vengono a casa nostra per poche ore al mese.
Per chi
I voucher possono essere usati da famiglie come da imprenditori e onlus per pagare il lavoro accessorio di pensionati; studenti con meno di 25 anni, nei periodi di vacanza; cassaintegrati, titolari di indennità di disoccupazione (Aspi e Naspi), lavoratori in mobilità e disoccupati speciali dell’edilizia; lavoratori part-time, se chi paga in voucher è un altro committente; inoccupati, titolari di mini-Aspi e disoccupati agricoli; lavoratori autonomi; lavoratori dipendenti pubblici e privati; extracomunitari con permesso di soggiorno o di studio.
Valore
Ogni voucher può avere un valore di 10, 20 o 50 euro, di cui una parte va direttamente al lavoratore e il resto in contributi. Su un buono lavoro da 10 euro, ad esempio, 7,50 euro sono il compenso al lavoratore, il 7% viene versato all'Inail come contributi assicurativi e il 13% all'Inps come contributi previdenziali. Quando si acquista un voucher, per ognuno c'è una commissione di 1,50 euro.
Come funzionano
Per pagare qualcuno che fa lavori salturari per noi tramite voucher, si dovrà prima di tutto registrare il lavoratore sul sito dell'Inps tramite Pin. Dopo aver chiesto l'attivazione all'Inps e aver comunicato i dati del lavoratore, si possono comprare i voicher, anche in pacchetti preconfezionati, on line sul sito dell'Inps, nelle sedi Inps, alle Poste (nei grandi uffici postali), in alcune tabaccherie, in banca.
Come si riscuotono
Il lavoratore poi per riscuotere il voucher, compilato con tutti i propri dati, dovrà incassarlo entro due anni presso gli uffici postali; online tramite l’InpsCard; tramite bonifico su un conto domiciliato presso un ufficio postale; dal tabaccaio autorizzato o in banca, dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro accessorio e entro 1 anno dall’emissione.
Limiti
La normativa oggi prevede un tetto di 7mila euro netti annui di compensi pagati in questo modo per ogni lavoratore. Significa che se io svolgo diversi lavori saltuari, non potrò ricevere in voucher più di 7mila euro annui totali. Ciascun committente, quindi chi paga in voucher, può utilizzarli per un importo massimo di 2.000 euro e, per i soli lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali, per un importo non superiore ai 3.000 euro. 
Dal punto di vista di chi paga in voucher questo tipo di pagamento non vincola come un contratto di lavoro ma non dà al lavoratore alcuni diritti, come malattia, maternità, disoccupazione, assegni familiari, rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Come potrebbero cambiare
L'intervento del Governo, anche in vista del referendum che ha superato il vaglio della Consulta, sarà volto a ridurre la platea dell'utilizzo dei "buoni" con l'introduzione di "quote" e circoscrivendo i settori dove è possibile utilizzarli. Ad esempio si manterrebbe l'utilizzo del buono nell'edilizia, ma lo si vieterebbe nei cantieri. Per valutare la consistenza della stretta si attende però il risultato del monitoraggio scattato l'8 ottobre dello scorso anno da quando è in vigore la tracciabilità.

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