Dalla Meloni alla Leotta: il mito della “solidarietà femminile”

Asia Argento pubblica foto della Meloni su Instagram
Di Giorgio Nigra
Nell’attacco proditorio di Asia Argento a Giorgia Meloni (l’attrice ha pubblicato una foto della leader di Fratelli d’Italia intenta a mangiare in un ristorante, mettendo come didascalia “La schiena lardosa di una ricca e senza vergogna” e indicandola poi come “fascista beccata a mangiucchiare”), quello che stupisce non è tanto la gratuità dell’offesa francamente incomprensibile e frutto evidente di un momento di, chiamiamola così, “confusione” della figlia del celebre regista, quanto un certo tipo di reazioni.
Selvaggia Lucarelli, per esempio, si è lamentata: “La conduttrice di Amore criminale che dà della chiatta a una donna”. Fosse stato un uomo, insomma, sarebbe andato tutto bene. La giornalista, non a caso, ha concluso il suo status: “Le donne stanno dando il meglio in questi giorni. Che mestizia”. Il riferimento è alle polemiche fra Caterina Balivo e Diletta Leotta, sul fatto che quest’ultima, che lamenta una pesante violazione della propria privacy, si sia presentata a Sanremo con un vestito troppo audace. Anche lì, attacchi alla Balivo per aver calpestato la “solidarietà femminile”. E poi attacchi a chi ha attaccato la Balivo, perché in fondo anche lei è una donna con cui le altre donne dovrebbero essere solidali. Ma perché, poi? Perché essere solidali con una donna in quanto donna, a prescindere dal merito?
Una ricerca realizzata dal think tank britannico Demos ha rivelato che il 50% dei tweet con insulti e attacchi alle donne arriva da altre donneCompreso quando le aggressioni verbali contengono epiteti sessisti e allusioni offensive. Ma in taluni casi, le donne non si limitano a sfogare la loro rabbia verbalmente. Nel 1987, l’antropologa Victoria Burbank, della University of Western Australia, pubblicò uno studio sull’aggressività femminile condotto in 137 società sparse in tutti i continenti. Scoprì che in 124 società, ovvero nel 91% dei casi, le aggressioni femminili avevano come bersaglio delle altre donneGli uomini, invece, erano vittime dell’aggressività femminile in 74 società, ovvero il 54% delle 137 analizzate. Venne riscontrati atti di aggressione fisica, dagli schiaffi all’omicidio, nel 61% delle società e attacchi verbali nell’82% di esse. 

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/dalla-meloni-alla-leotta-il-falso-mito-della-solidarieta-femminile-57353/
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