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La bufala della post verità e gli inganni della legge anti fake news

FAKE NEWS
Di Alessio Postiglione
Arriva la proposta di legge contro le "fake news", termine alla moda per definire una cosa arcinota: le bufale. Una proposta pericolosa e banale che dimostra con quanta approssimazione, purtroppo, il Parlamento approcci temi qualificanti per la democrazia, cioè pluralismo e libertà d'espressione. Una proposta che - ironia della sorte - arriva a firma di Adele Gambaro, senatrice di Ala e Scelta Civica, ex M5s; cioè eletta grazie al "sacro blog" di un movimento che ha fatto della comunicazione posticcia ed emozionale la sua raison d'être.
Una legge benedetta dal gotha di ex democristiani e comunisti, a riprova della vecchia pulsione totalitaria e paternalistica di due subculture politiche fortemente attratte dalla "verità", rivelata da dio o dall'apparatchik, a seconda delle preferenze.
Fabio Chiusi ha già brillantemente analizzato come si tratti della ennesima legge bavaglio, fra l'altro deliberata in modo raffazzonato, senza analisi o "fatti", ma in base a giudizi di valore e "sensazioni" (non scherzo: il disegno di legge fa esplicito riferimento alla "sensazione diffusa", si legge, che la "disinformazione prevalga sull'informazione oggettiva").
Il Licurgo emozionale come rimedio alla notizia emozionale: pura omeopatia, praticamente. Fra i giudizi di valore, sicuramente alligna l'idea dello Stato etico, tutore di cittadini che devono essere "guidati" su cosa e come e pensare.

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