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TRUMP,IL DISCORSO AL CONGRESSO E L'ASSERTIVITA' AL POTERE

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Di Salvatore Santoru

Se il 68 e la sinistra progressista avevano celebrato la "fantasia al potere" con il recente discorso al Congresso di Trump gli USA sono entrati nell'era dell'assertività al potere.
Difatti Trump, abbandonando i toni aggressivi assunti durante la campagna presidenziale,si sta dimostrando sicuramente il presidente più assertivo della storia degli ultimi anni degli USA e difficilmente non si può dire che la stessa definizione generale di "assertività"("Capacità di farsi valere con la persuasione, orientando le scelte e ottenendo il consenso altrui")non gli calzi a pennello, senza dimenticare ovviamente come nota più 'dolente' il suo forte narcisismo,narcisismo che di certo non è comunque raro in un certo mondo dell'intrattenimento e della grande imprenditoria da cui Trump proviene.
Ovviamente, c'è da dire che Trump è anche un grande comunicatore e sa sapientemente affermarsi(l'affermazione di sé è una caratteristica di chi è assertivo e spesso sinonimo secondo la Treccani,http://www.treccani.it/vocabolario/assertivo/)e calibrare il discorso rispetto all'ambiente in cui si trova: maggiormente aggressivo in campagna elettorale e nei discorsi al popolo deluso dalla vecchia politica mentre più pacatamente assertivo nei discorsi presidenziali, come quello al Congresso.

Piaccia o non piaccia, Trump è uno che non le manda a dire e dice quello che pensa senza farsi problemi o tenere conto al giudizio altrui e,cosa rara nel mondo della politica e a volte anche della vita sociale, fa quello che dice e pensa.
Piaccia o non piaccia, al popolo statunitense piace ciò e almeno dal punto di vista della comunicazione il popolo ha preferito un Trump presidenzialmente assertivo ma anche (un pò troppo)aggressivo in campagna elettorale, rispetto a una Clinton giudicata come troppo estremamente 'passiva-aggressiva'(1),e (2)"perfezionista"(il tratto "perfezionista" è stato analizzato dallo psicologo Ryne A. Sherman su "Psychology Today")o a un'Obama considerato troppo 'passivo-aggressivo',(3)procastinatore(specie in politica estera, come riporta il "Financial Times") e in generale comunque fautore magari anche di una tranquilla assertività presidenzialmente, ma che sopratutto al popolo è apparso poco affermativo e sincero visto che mentre parlava di costruire pace e fare decisive riforme politiche non solo ha abbastanza procastinato ma è stato costretto a iniziare nuove guerre.

Piaccia o non piaccia, al popolo piace maggiormente una politica affermativo e il populismo è in questo periodo spesso una ricerca dell'affermazione dell'assertività al potere, in contrasto con la politica tradizionale che secondo un articolo del Washington Post(quotidiano estremamente critico del populismo e di Trump) è e deve essere sempre 'passivo-aggressiva'(4).

NOTE:


(1)http://www.dailykos.com/story/2008/1/23/429562/-

(2)https://www.psychologytoday.com/blog/the-situation-lab/201610/the-personality-hillary-clinton

(3)https://www.ft.com/content/1b66896c-c2e7-11e6-9bca-2b93a6856354

(4)https://www.washingtonpost.com/opinions/all-politics-is-passive-aggressive/2013/02/22/4b7e0d02-7ad7-11e2-a044-676856536b40_story.html?utm_term=.84554638c7b1

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