2 giugno, Mattarella: “I valori del 1946 ci guidano per garantire un futuro di pace”

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Con l’omaggio del capo dello Stato, Sergio Mattarella, alla tomba del Milite Ignoto al Vittoriano, sono cominciate le celebrazioni per la Festa nazionale della Repubblica il cui motto è «Insieme per il paese». 




Le Frecce Tricolori hanno sorvolato l’area della cerimonia e, contemporaneamente, un’enorme bandiera italiana di 1.600 metri quadrati è stata stesa lungo il Colosseo. Imbandierati anche i palazzi della Difesa e quelli delle altre Istituzioni, così come le sedi di molte società partecipate. 


LA PARATA  
Si è conclusa la parata militare per la festa della Repubblica ai Fori Imperiali. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha lasciato il luogo della cerimonia a bordo della Flaminia presidenziale scoperta, insieme al ministero della Difesa Roberto Pinotti, dopo aver ricevuto gli onori da parte di uno squadrone di corazzieri. In cielo sono nuovamente passate le Frecce tricolori. La parata è cominciata alle 10. Poco meno di 4.000 le persone hanno sfilato, insieme a 159 bandiere e stendardi, 14 bande, 51 cavalli, 22 cani e 79 veicoli, tra i quali i mezzi impiegati per l’emergenza sisma. Alla fine della rassegna il tenore Andrea Bocelli, insieme al coro di voci bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha cantato l’Inno di Mameli, accompagnato dalla Banda Interforze della Difesa. 

IL MESSAGGIO DEL CAPO DELLO STATO  
Il presidente Mattarella ha inviato un messaggio di auguri al capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano: «Nel settantunesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, rivolgo il mio saluto agli uomini ed alle donne delle nostre Forze Armate ed insieme a loro rendo omaggio ai tanti caduti lungo il difficile e sofferto cammino del nostro Paese verso la libertà e la democrazia».  

«Dare alle future generazioni un’Italia in pace, prospera e solidale, in grado di assolvere a un ruolo autorevole e propulsivo all’interno di quella comunità internazionale che abbiamo contribuito a edificare - ha continuato Mattarella -. Le difficoltà che stiamo affrontando, le minacce alla nostra sicurezza e al nostro benessere vanno sostenute con la limpida coscienza dei risultati raggiunti». In questo percorso, scrive ancora Mattarella, «ci accompagna la consapevolezza che in un mondo sempre più interdipendente, non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di crisi e conflitti; non potrà esservi vero benessere se una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nella miseria». 


Mattarella ha ribadito l’importanza del lavoro delle Forze Armate: «La loro professionalità, la loro abnegazione, il modo costruttivo e umano con cui hanno saputo interpretare i compiti quotidianamente svolti in Patria ed in tante regioni del mondo, non privi di rischi, sono alla base della stima e dell’affetto dai quali sono circondate. Un ringraziamento particolarmente sentito va ai militari intervenuti con la Protezione Civile in soccorso alle popolazioni del Centro Italia, duramente e dolorosamente colpite». «Ai soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri, di ogni ordine e grado ed in modo speciale a quanti in questo giorno di festa sono impegnati nei teatri operativi - conclude il capo dello Stato -, giunga la gratitudine del popolo italiano e mia personale. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica!». 

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